giovedì 11 aprile 2019

Pro e contro del mio ritorno al Vinitaly

Nel 2018 ho saltato il mio primo Vinitaly in 15 anni e non avrei mai pensato di poter sentire così forte la mancanza di un evento di questo genere dato che la mia priorità è da sempre viaggiare e andare a scoprire ogni realtà di vigna in vigna e di cantina in cantina ancor prima che di stand in stand e di calice in calice.
Devo ammettere, invece, che non vedevo l'ora di tornare e che questa è stata un edizione davvero particolare per me.
Ora che si sono chiusi i cancelli del quartiere fieristico veronese e si sono spente le luci dei padiglioni regionali che hanno ospitato circa 4000 mila aziende anche quest'anno è il momento di tirare le somme e di raccontarvi il mio Vinitaly attraverso qualche considerazione estemporanea sull'evento visto e vissuto dal mio punto di vista.
vinitaly 2019

Gli aspetti positivi:
- Ho avuto l'opportunità di condurre degustazioni “a modo mio” con un inatteso riscontro dato che ho scelto tra tutte le possibili opzioni di focalizzarmi su territori meno noti e, ad esempio, su due vitigni poco conosciuti come il Bianchello del Metauro e il Nocera. E' stato un piacere e un grande onore poter condurre delle degustazioni così importanti in un contesto del genere.

- Ho avuto modo di ritagliarmi piccoli spazi per assaggiare qualcosa di nuovo e credo di aver trovato molti spunti per i miei prossimi viaggi enoci e per alcune pubblicazioni a cui tengo particolarmente, nonostante la miriade di impegni e qualche intoppo sul naturale sviluppo della tabella di marcia.

- Ho potuto rimembrare e - spero - onorare le mie origini tornando a parlare delle Marche di territorio in territorio, di vitigno in vitigno e di vino in vino attraverso uno speciale che andrà presto in onda su Wine TV.

- Ho potuto presentare a una nutrita folla di avventori la mia area tematica all'interno dell'Only Wine Festival ormai alle porte. Un evento che ha dimostrato, anche al Vinitaly, una crescita esponenziale in termini di qualità, notorietà e serietà.

- Ho incontrato molti lettori di questo Wine Blog con la mia lista delle cantine e dei vini consigliati per il Vinitaly in mano e ricevuto complimenti per le scelte e in alcuni casi ho avuto modo di confrontarmi riguardo alcuni criteri di selezione con chi ha voluto approfondire l'argomento. Per me questi 4 giorni sono da sempre una sorta di cartina di tornasole capace di darmi il polso di ciò che ho "seminato" durante l'anno. Forse è vero che la costanza, la qualità e l'etica pagano a prescindere dai numeri più o meno fittizi che siano.

- Ho potuto stringere la mano a vecchi e nuovi amici in questa grande piazza dell'enoglobo in cui ogni segmento del settore si ritrova sotto lo stesso ideale tetto. Avere l'opportunità di confrontarsi e di condividere pensieri, conoscenze e assaggi con chi vive questo mondo da punti di vista differenti, in ambiti e contesti diversi, non può che essere un'occasione di crescita.

- Sono riuscito a programmare 3 tour che farò nei prossimi mesi in territori che hanno un immenso bisogno e una voglia altrettanto grande di raccontarsi e di mostrare e dimostrare il valore del proprio patrimonio vitivinicolo e dei vini ivi prodotti. Il tutto mettendo insieme produttori che difficilmente si sarebbero aggregati di loro spontanea volontà, ma che hanno compreso la bontà del mio approccio riunendosi per comunicare il proprio territorio ancor prima che la propria singola azienda.

- Grazie alla FIVI e all'ampiamento del padiglione VI.TE, nonché alle iniziative di molti consorzi e istituti di tutela la presenza di piccole e piccolissime cantine è sempre più importante e questo rappresenta un grande valore aggiunto per una fiera che ai grandi "castelli di carta" di imponenti realtà affianca una così folta schiera di desk che per quanto piccoli, spesso, racchiudono grandi vignaioli di territori vocatissimi e vini che fanno del connubio fra consapevolezza tecnica, rispetto, dedizione e anima la loro forza.

Gli aspetti “negativi”:
- Nonostante 4 giorni di fiera ti sfiniscano in quanto ad energie fisiche e mentali, il tempo sembra non bastare mai e, anche quest'anno, avrei voluto poter raggiungere ogni singolo stand e ogni singola persona segnata in agenda ma, purtroppo, non è stato possibile. Questo, anche, a causa degli impegni non tutti previsti e non tutti duranti quanto avrebbero dovuto (al Vinitaly il tempo assume connotazioni scevre da ogni concetto razionale del tempo stesso). Vorrei non dover reputare questo aspetto un vero e proprio "contro" perché confido di ripartire con i miei viaggi quanto prima in modo da recuperare tempo e incontri perduti a questo Vinitaly in contesti molto più adeguati, ovvero in vigna e in cantina. Confido, quindi, nella comprensione di chi mi ha scritto nei giorni scorsi chiedendomi di passare ad assaggiare i propri vini ma non ho avuto modo di incontrare.

- Iniziamo con i "contro" che di più mi hanno destabilizzato: ho trovato fuori luogo e poco rispettose alcune mere operazioni di marketing che in un modo o nell'altro erano tese a lanciare messaggi fuorvianti e poco coerenti con la realtà. Ho trovato addirittura offensive alcune frasi lette e ascoltate nei confronti dei consumatori, dei media ma soprattutto dei vignaioli presenti al Vinitaly, che hanno davvero dovuto organizzare al meglio la loro assenza in vigna e in cantina per poter portare avanti qualcosa di altrettanto importante come la presenza in un contesto in cui poter raccontare la propria realtà al mondo. Si può puntare sul lavoro in vigna e sulla sostenibilità anche come leva comunicativa senza abusare di certe dinamiche.

- Sono state attuate iniziative poco confortanti in termini di comunicazione, che prevedevano la strumentalizzazione della donna e di giovani pseudo-influencer votate alla superficialità più totale e allo svilimento più becero del vino nella sua essenza. Confido in una presa di coscienza da parte delle aziende e dei comunicatori stessi che riporti la comunicazione a non confondersi con la mera promozione e alla promozione a non vertere su dinamiche che sembrano voler assimilare il vino a prodotti privi dei suoi valori intrinseci.

Sapete che non amo le sterili polemiche e che, da sempre, cerco di trattare in modo positivo e propositivo ogni aspetto legato a questo meravigliosamente complesso mondo che è il vino. Eppure, non sempre è possibile approcciare e digerire in maniera agevole certe situazioni che fanno male ai produttori virtuosi, ai media competenti, al Vinitaly stesso che viene attaccato di continuo ma rappresenta ancora una grandissima opportunità per piccole, medie e grandi realtà per farsi conoscere e per consolidare rapporti con buyers, stampa e addetti ai lavori.

Trovo inutile criticare la fiera in sé per sé perché sarebbe impensabile renderla perfetta e privarla di alcuni aspetti negativi ormai atavici che, a mio modo di vedere, negli ultimi anni si sono comunque molto smussati. Come ogni anno mi meraviglia girare fra i padiglioni e ricevere risposte completamente divergenti sugli esiti del Vinitaly in termini di pubblico e di riscontri e non credo sia solo una questione di percezione individuale, bensì credo dipenda anche e soprattutto da come la fiera viene preparata dal singolo produttore.

Detto questo, questo Vinitaly è stato, per me, ricco di emozioni e di strette di mano sincere con amici, mentori, vignaioli, professionisti del mondo del vino in ogni ambito e non posso che stilarne un bilancio estremamente positivo.

Ora si torna a viaggiare di vigna in vigna e di cantina in cantina e anche se le distanze fra una regione e l'altra saranno ben diverse da quelle che insistono fra un padiglione e l'altro del Vinitaly, sarei un ipocrita se non dicessi che è la cosa che amo di più a prescindere da qualsiasi evento enoico o degustazione. La speranza è quella di poter incontrare tutti coloro che non ho potuto vedere a Verona e di poterlo fare con il giuso tempo a disposizione, nel giusto contesto. 

Per quanto riguarda gli assaggi e gli incontri più interessanti fatti durante questa edizione del Vinitaly pubblicherò un contenuto ad hoc del quale avete già avuto qualche anticipazione sui social.


F.S.R.
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