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lunedì 8 luglio 2019

Filippo Magnani, l’artigiano dei viaggi di vino in Italia

Oggi ho il piacere di ospitare nel mio Wine Blog un grande professionista, nonché un amico che festeggia proprio in questo millesimo 20 anni di attività nel settore dell'enoturismo.
Parlo di Filippo Magnani che con la sua agenzia Fufluns Wine Tours si è dimostrato un pioniere nel comparto del turismo del vino in Toscana e in Italia tutta.
Una storia nata nel 1997, quando Filippo viveva ed lavorava in un hotel di Seattle negli USA. Durante l’estate visitò per caso la Napa Valley in California. Ebbe subito l’impressione che il turismo del vino fosse una realtà consolidata, tanto da volerla sperimentare nella sua terra natìa: la Toscana.
wine tour toscana
Nel 1999, terminati gli studi universitari sul turismo, crea Fufluns Wine Tour in Tuscany ed inizia a viaggiare nelle regioni vinicole italiane e straniere.
Nel 2000 divenni membro del Movimento Turismo del Vino come tour operator specializzato e questo è stato il primo vero passo verso il mondo del vino.
La mission di fufluns è stata sin dal principio quella di creare esperienze di viaggio personalizzate in Italia. Uniche ed irripetibili,  costruite attorno al vino, alla gastronomia ma anche basati sulle relazioni umane vere e sullo stile di vita italiano del quale dovremmo ricordarci più spesso di fare un vanto.
Come per l’assemblaggio di un grande vino, ideare un itinerario in Italia comporta conoscenza, passione, amore per il nostro paese e per questo Filippo ha continuato a implementare le sue competenze e si avvale di addetti full time e di un gruppo di wine expert / wine guide distribuito su tutto il territorio nazionale.
E' proprio per le sue skills che ho deciso di condividere con voi un breve "botta e risposta" riguardo l'enoturismo in Italia, con la speranza possa essere utile sia ai winelovers che, e soprattutto, alle cantine italiane che devono puntare di più su questa grande opportunità, insita nella bellezza e nell'unicità dei nostri contesti vitivinicoli.
filippo magnani wine

Intervista a Filippo Magnani di Fufluns

  - Come vedi l'enoturismo in Italia?  
E' appurato che l'Enoturismo , da molti anni, non é più un fenomeno passeggero, che si concentra in alcuni periodi dell'anno.
E' ormai diventato una segmento turistico a sé stante, per il quale soprattutto gli stranieri viaggiano lungo tutto lo stivale e nelle isole durante tutto l'anno. 

    - Quali sono le potenzialità dell'enoturismo in termini di visibilità aziendale?  
Durante l'esperienza di una visita, il viaggiatore ad oggi partecipa attivamente ad accrescere la visibilità dell'azienda in quanto continuamente interagisce sui propri canali social dove post foto e descrizioni della cantina dove avviene il tutto. 
Sotto l'aspetto un po' più tradizionale,  soprattutto per piccole aziende, c'è una maggiore visibilità attraverso l'etichetta del vino che viene venduto al turista alla fine di una visita. L'etichetta diventa ambasciatrice della cantina quanto il vino verrà aperto dai wine lovers durante una cena con amici o presso il loro wine club nei paesi dove risiedono. 

    - Quali sono le nazionalità più interessate ai wine tour in Italia negli ultimi anni?
Posso dire tutto il mondo. Logicamente i mercati europei vista la vicinanza, con facilità effettuano anche più di una week durante l'anno, alla scoperta dei vigneti Italiani. C'è poi un consolidamento del nord america che sempre più è acculturato sui vini ed i prodotti gastronomici del nostro paese. In sud america paesi come Brasile e Messico hanno già iniziato da diversi anni a spostarsi per effettuare un tour del vino in Italia. Dall'altra parte del mondo, la Russia è sempre alla ricerca di visitare i brand del vino più conosciuti. In Asia, la nazionalità che ormai conosce molto bene i territori vinicoli del bel paese è quella giapponese. Tuttavia, i sud coreani , seguiti dagli appassionati e professionisti del vino di Hong Kong, Singapore e Cina sono ormai affermati come mercati emergenti, molto attratti da una viaggio basato prevalentemente sul vino in Italia. 

    - Quanto può incidere l'enoturismo sulle vendite di una cantina?
Direi dal 5% al 15%. Tuttavia,  dipende come si struttura la cantina per l'accoglienza e le visite. Solamente essere organizzati per spedire il vino privatamente, in tutto il mondo, incide molto sulle vendite. 

    - Cosa consiglieresti alla cantine italiane per implementare l'enoturismo?
Creare una bella pagina web collegata ai social dove il singolo produttore o chi per lui, posta notizie ed esperienze di visita in cantina. Video e foto reali, autentiche ! 
Strutturarsi bene dal punto di vista organizzativo per l'accoglienza in cantina ad esempio una bella segnaletica all'entrata dell'azienda o nelle strade limitrofe. 
Allacciare partnership con agenzia tour operator specializzati sull'enoturismo.
Promuovere bene l'enoturismo in azienda nei contenti del vino in Italia e all'estero come fiere di settore, degustazioni guide vino, con i giornalisti. 

    - Quali sono le lacune delle cantine italiane nell'accoglienza degli enoturisti?
Ad oggi, dalle Alpi alla Sicilia, la maggior parte delle cantine, da quelle più grandi a quelle più piccole, da quelle più conosciute e quelle meno famose sono ormai pronte ad accogliere l'enoturismo in modo professionale e competente.
Dobbiamo essere in grado di agire in modo collettivo e unito. Penso alle azioni di co-marketing sul turismo che possono essere fatte tra le aziende di un territorio vinicolo specifico oppure tra le aziende coordinate dal consorzio vino di competenza . 
Insomma, un bel lavoro sul turismo del vino in Italia è stato fatto ma come sempre, dobbiamo  continuare a migliorarci.
visite in cantina monsanto
Non mi resta che ringraziare Filippo e rinnovare i miei più sinceri complimenti per questi 20 anni di onorato impegno nel mondo dell'enoturismo in Italia, augurandomi di rivederci per la prossima intervista al prossimo traguardo!

F.S.R.
#WineIsSharing

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