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domenica 2 agosto 2020

A Calici di Stelle Aquileia le mie prime Masterclass post-lockdown

Sono lieto di invitarvi al primo evento post-covid che mi vedrà coinvolto in due interessanti Masterclass. L'evento in questione è Calici di Stelle Aquileia che si terrà nella bellissima città friulana dal 7 al 9 agosto, mentre le mie due degustazioni di approfondimento si terranno l'8 agosto e saranno dedicate al Friulano, grazie al quale faremo un viaggio di calice in calice attraverso varie zone e sottozone della regione, e al Refosco dal Peduncolo Rosso, con particolare attenzione a quello della Doc Aquileia, denominazione ricca di storia e dalla palese vocazione alla coltivazione di questo antico vitigno.
calici di stelle aquileia
Condivido con voi il comunicato stampa dell'evento per saperne di più e acquisire ogni informazione necessaria alla partecipazione:

Calici di Stelle Aquileia: dal 7 al 9 agosto vince la voglia di brindare
Grande riscontro da parte delle cantine per l’evento Calici di Stelle 2020 ad Aquileia (UD), promosso dall’Associazione Nazionale Città del Vino e realizzato dal Comune di Aquileia, che si terrà nel weekend dal 7 al 9 agosto 2020: 26 aziende in totale, 12 del consorzio DOC Friuli Aquileia e 14 della DOC FVG. Le serate di venerdì 7 e sabato 8 si svolgeranno in piazza Capitolo e Patriarcato, al cospetto della Basilica. Dalle 18.30 si potrà accedere al percorso di degustazione appositamente studiato per rispettare il desiderio di assaporare la bellezza del luogo, dei prodotti e dei vini locali, e le necessità di un corretto distanziamento. Domenica 9 l’evento si sposterà nelle cantine aderenti che apriranno le porte ai partecipanti per visite e assaggi guidati. Fino all’ultimo l’organizzazione dell’evento è stata messa in forse a causa delle numerose restrizioni volute dalle direttive in tema di tutela della salute, ma ora il Sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, che ha fortemente voluto che la manifestazione mantenesse la sua continuità, ha dato il via alle prenotazioni (d’obbligo online). Tre le novità: le 2 masterclass tenute dal wineblogger Francesco Saverio Russo.
aquileia eventi agosto
"Un evento che racchiude l’offerta culturale e turistica del nostro territorio a 360 gradi, un evento che abbiamo ripensato dopo i gravi accadimenti della pandemia. Un evento che ha creato nuove opportunità e rispecchia il nostro spirito resiliente." Queste le parole del Sindaco Zorino che descrivono la ferma volontà di portare in piazza ad Aquileia anche nel 2020 Calici di Stelle. Il Comune di Aquileia ha preparato in tempi brevissimi tre giorni di immersione totale nelle peculiarità enoiche del Friuli Venezia Giulia. Le serate di venerdì e sabato riprendono il format di base dell'evento: in piazza Capitolo sarà allestito un percorso che darà la possibilità ai partecipanti di degustare i vini delle 26 cantine friulane che porteranno in assaggio ciascuna 2 vini. L'itinerario è stato pensato per essere rilassato e di condivisione, con aree in cui soffermarsi tra un calice e l'altro, nel totale rispetto delle norme anti-Covid-19. Una volta arrivati alla fine del tour, all’altezza della porta della Basilica, si passerà in piazza Patriarcato e ai partecipanti verrà consegnato un assaggio di prodotti tipici (compreso nella quota assieme al calice con sacca) servito dagli studenti diplomati all’I.S.I.S. Bonaldo Stringher. Il prato sarà allestito per un picnic sotto le stelle allietato dalle note di “Road to Concretion”, uno spettacolo di luci e suoni post-rock, genere musicale alternativo e di tendenza. Sono 4 i gruppi che performeranno nelle 2 serate: venerdì gli EUF di Milano e gli ungheresi Törsz, sabato gli Zugabe di Verona e i triestini Quiet is the new Loud. Calici di Stelle è quindi l’occasione per vivere un’anteprima del Concretion Post-Rock Festival che si terrà ad Aquileia a luglio 2021.
masterclass saverio russo blogger
Per dare ulteriore valenza dell’evento, sono state organizzate 2 masterclass di degustazione con il noto wineblogger Francesco Saverio Russo (@italianwinelover). Russo, che ha già iniziato un percorso di approfondimento con le cantine di Aquileia, è conosciuto per la sua passione per il vino, per comunicare la storia che ogni bottiglia può raccontare e la stretta relazione con il territorio che essa rappresenta. Interpreterà davanti ad un pubblico di 30 persone per ogni sessione (entrata gratuita su prenotazione) 8 esempi di Friulano (DOC FVG) e 8 di Refosco dal peduncolo rosso (DOC Friuli Aquileia). Appuntamento nella sala principale dell’hotel Patriarchi sabato sera alle 19 e alle 21.

In caso di maltempo l’evento verrà rinviato al weekend successivo (14-16/08). Le masterclass non subiranno variazioni di data.

Calici di Stelle è anche promozione delle meraviglie archeologiche di Aquileia: in collaborazione con Fondazione Radio Magica Onlus, nelle date dell’evento verrà proposto il progetto “In diretta con la storia”, visite serali teatralizzate alla scoperta del Foro, del Decumano e del Sepolcreto con guide per un vero e proprio viaggio nel tempo (per maggiori info: info.aquileia@promoturismo.fvg.it). Il Museo Archeologico Nazionale è aperto dalle 20 alle 23 con tour guidati (ultimo ingresso ore 22).

Programma:
Venerdì 7 agosto
Ore 18.30 Apertura manifestazione con presentazione dell’evento da parte del Sindaco di Aquileia Emanuele Zorino. Apertura del desk con consegna di calici e sacche contenenti i 2 buoni per l’ultimo bicchiere
Ore 20.30 In piazza Patriarcato performance musicale del gruppo post-rock EUF di Milano 
Ore 22.00 In piazza Patriarcato performance musicale del gruppo post-rock ungherese Törsz
Ore 24.00 Chiusura serata
Sabato 8 agosto
Ore 18.30 Apertura del desk con consegna di calici e sacche contenenti i 2 buoni per l’ultimo bicchiere
Ore 19.00 e ore 21.00 Masterclass condotte da Francesco Saverio Russo
Ore 20.30 In piazza Patriarcato performance musicale del gruppo post-rock Zugabe di Verona
Ore 22.00 In piazza Patriarcato performance musicale del gruppo post-rock triestino Quiet s the new Loud
Ore 24.00 Chiusura serata
Domenica 9 agosto
Dalle 10.00 alle 18.00 Calici di Stelle si sposta in cantina. Il biglietto permetterà di accedere alle cantine aderenti (previo appuntamento via telefono direttamente in cantina) e usufruire di visita e degustazione guidata.

Lista cantine e vini presenti il 7 e l’8 in piazza Capitolo:
1. Lis Neris (Ribolla Gialla BBK 2018, Spumante Dom Jurosa Blanc de Blanc Metodo Classico Brut 2014 VSQ)
2. Antonutti (Traminer Aromatico 100% 2019 DOC Friuli, Poppone Uvaggio Rosso (Merlot 80%, Refosco 20%) 2016 IGT Trevenezie
3. Foffani (Fior di Rosa Moscato rosa 2019 IGT Trevenezie, Pinot grigio 2019 DOC Friuli)
4. Obiz (Ribolla gialla 2019 IGT Venezia Giulia, Natissa Rosso 2016 IGT Venezia Giulia)
5. Scarbolo (ILRamato Pinot grigio 2019 DOC Friuli, Refosco dal peduncolo rosso 2013 IGT Venezia Giulia)
6. Valpanera (Refosco dal peduncolo rosso Superiore 2017 DOC Friuli Aquileia, Malvasia 2019 DOC Friuli Aquileia)
7. Ca’ Bolani (Pinot bianco 2019 DOC Friuli Aquileia, Müller thurgau Frizzante IGT Trevenezie)
8. Vie d’Alt (Ribolla gialla Spumante 2019 IGT Venezia Giulia, Friulano 2019 DOC Friuli Colli Orientali)
9. Arzenton Maurizio (Friulano 2019 DOC Friuli Colli Orientali, Sauvignon 2019 DOC Friuli Colli Orientali)
10. Petrucco (Friulano 2019 DOC Friuli Colli Orientali, Refosco dal peduncolo rosso 2018 DOC Friuli Colli Orientali)
11. Vini Brojli (Campo di Viola Traminer aromatico 2019 Doc Friuli Aquileia, Cabernet franc 2019 Doc Friuli)
12. Barone Ritter de Zahony (Prosecco DOC Prosecco, Edda Cristina Bianco aromatico da uve Palava 2018 IGT Venezia Giulia)
13. Dri Giovanni Il Roncat (Ramandolo 2016 DOCG Ramandolo, Monte dei Carpini Schioppettino 2016 DOC Friuli Colli Orientali)
14. Ca’ Tullio (Viola Traminer aromatico 2019 DOC Friuli Aquileia, Prosecco Aquileia Prosecco Extra Dry DOC Prosecco)
15. Donda Giovanni (Friulano 2019 DOC Friuli Aquileia, Pinot grigio 2019 DOC Friuli Aquileia)
16. La Magnolia (Ribolla gialla 2019 IGT Venezia Giulia, Millebolle Spumante)
17. Vini Puntin (Pinot Bianco 2019 IGT Venezia Giulia, Refosco dal peduncolo rosso 2018 DOC Friuli Aquileia)
18. Ballaminut (Ribolla gialla Brut, Refosco dal peduncolo rosso 2018 IGT Venezia Giulia)
19. Nadalutti (Friulano 2019 DOC Friuli Colli Orientali, Malvasia 2019 DOC Friuli Colli Orientali)
20. Sancin (Glera 2018 IGT Trevenezie, Malvasia 2018 IGT Venezia Giulia)
21. Tarlao (Ninive Malvasia 2019 DOC Friuli Aquileia, Mosaic Cabernet 2017 DOC Friuli Aquileia)
22. Tenuta Villanova (Friulano 2019 DOC Collio, Malvasia 2019 DOC Friuli Isonzo)
23. Amandum (Friulano 2016 DOC Friuli Isonzo, Grey Pinot grigio 2018 DOC Friuli Isonzo)
24. Scolaris (Friulano 2019 DOC Collio, Schioppettino 2019 IGT Venezia Giulia)
25. Terre di Palazzatto (Sauvignon 2018 DOC Friuli Aquileia, Refosco dal peduncolo rosso 2018 DOC Friuli Aquileia)
26. Di Leonardo (Pinot grigio ramato Gossip 2019 DOC Friuli, Sauvignon 2019 IGT Venezia Giulia)
Cantine aderenti all’apertura di domenica 9 agosto:
Barone Ritter de Zahony, Foffani, Tarlao, Vini Brojli, Vini Puntin del Consorzio DOC Friuli Aquileia, Petrucco del Consorzio DOC Friuli.


INFO utili per la partecipazione a Calici di Stelle Aquileia 2020

Info: Comune di Aquileia - P.zza Garibaldi, 7 - 33051 - Aquileia (UD) - 0431916911

Prenotazioni per l’accesso alle serate del 7 e 8 agosto: https://oooh.events/evento/calici-di-stelle-aquileia-2020-biglietti/. Info al 389 2858620 (dalle ore 10.00 alle ore 18.00) - calicidistelleaquileia@gmail.com

Ingresso: € 25,00 (calice, sacca porta calice + sacca assaggi) valido per entrambe le serate, acquistabile online. Biglietto per due € 40,00 (valido per 2 persone, acquistabile solo sul posto).

Masterclass di Francesco Saverio Russo (sabato 8 agosto ore 19 e 21, Hotel Patriarchi Via Giulia Augusta, 12, Aquileia, ingresso gratuito con prenotazione, max 30 posti a sessione)

Prenotazioni masterclass: 389 2858620 (dalle ore 10.00 alle ore 18.00) - calicidistelleaquileia@gmail.com

Hastag dell’evento: #CalicidiStelleAquileia2020

Ufficio Stampa: Francesca Casali +39 320 32 77 894 - press@exigome.it


Vi aspettiamo ad Aquileia!


F.S.R.
#WineIsSharing

martedì 28 luglio 2020

Per fare vino in sottrazione bisogna sapere cosa non fare!

Si sente sempre più spesso parlare di vini prodotti in "sottrazione", ovvero cercando di togliere il più possibile per impattare il meno possibile su ciò che finirà nei nostri calici. Sono fortemente convinto che la strada della sottrazione del superfluo possa essere un obiettivo da perseguire e che, oggi, possa dar luogo alla produzione di vini di grande interesse e carisma. E' fondamentale, però, non travisare il concetto di sottrazione che, come la scultura ci insegna, deve basarsi sulla cognizione di causa: "non per via di porre ma per forza di levare" (Michelangelo Buonarroti).
sottrazione vino scultura
Credits: www.studidarte.it
Per fare vino in sottrazione, quindi, bisogna sapere cosa togliere; per sapere cosa togliere bisogna conoscere i principi tecnici che permettono alla vite di produrre uva sana e di qualità e a quell'uva di diventare vino capace di farsi traduttore fedele della propria identità varietale e ancor più di quella territoriale. Sia chiaro, per tecnica intendo l'insieme di scelte (anche nel non fare) e di azioni attuate da qualsiasi vignaiolo e produttore dalla vigna alla bottiglia, secondo i propri canoni produttivi (per intenderci, la potatura è da considerarsi una delle più importanti azioni tecniche come lo possono essere un travaso o un rimontaggio o qualsiasi altra operazione meccanico-fisica di cantina, quindi non necessariamente chimica). Scambiare la negligenza per rispetto e l'approssimazione per sinonimo di artigianalità e sostenibilità è qualcosa di estremamente pericoloso per chi fa vino e per chi lo consuma. Esistono grandi vignaioli, grandi produttori e coscienziosi enologi in grado di lavorare riducendo al minimo il proprio impatto sul prodotto ma ricordiamoci che nel fare vino di "naturale" c'è ben poco partendo dall'imposizione che abbiamo dato, dapprima, alla vite chiedendole di mettersi in fila e di produrre quanto e come vogliamo antropizzandone l'utilizzo e, in secondo luogo, all'uva da essa derivante trasformandola in vino, impedendole di diventare aceto.
vite millenaria
Vite selvatica millenaria ritrovata in un bosco in Sardegna
Competenza e consapevolezza tecnica non significano "abuso di chimica o sofisticazione", anzi, possono e devono sempre più concorrere alla riduzione dell'interventismo e alla produzione di vini di qualità forti della loro identità e nitidi nella loro espressione organolettica, evitando l'abuso di pratiche enologiche "cosmetiche" e ridondanti che mirano a scambiare la qualità analitica e la "pulizia" con la qualità.
Credo che certi principi non possano essere tacciati di negatività in maniera pretestuosa a prescindere, come credo che ripudiare il concetto di tecnica confondendo la sottrazione con la negligenza e la poca conoscenza vada a discapito di molti virtuosi vignaioli i quali vini ricadono anche nell'ambito del vino così definito "naturale" o - ancor meglio - artigianale che stanno dimostrando non solo di poter raggiungere picchi importanti ma anche di poterlo fare con costanza e coerenza nel tempo.
Rinnegare la conoscenza tecnica non può essere la strada per la produzione di grandi vini che restino grandi nel tempo e non siano frutto del "caso". Forse è davvero giunto il momento di andare oltre le categorie mirando verso l'estrema sostenibilità e la più alta soglia di salubrità (fermo restando che il vino non sarà mai un prodotto "salubre" in toto) con sensibilità, competenza e onestà intellettuale. Il vino può e deve essere un grande prodotto artigianale alla stregua delle grandi opere artigiane di cui è capace l'uomo.

La definizione del termine "tecnica" abbraccia molti ambiti ma, non a caso, il primo è proprio l'arte e quindi il lavoro artigiano: "complesso di principi che regolano l'esercizio pratico e strumentale di un'arte, di una scienza, di un'attività professionale".
Fare vino è un processo che non può prescindere dal lavoro pratico dell'uomo e dell'adozione di tecniche che permettano a chi il vino lo fa di trasformare il frutto di una vite "addomesticata" nel liquido che tanto amiamo e che tanto dà, a noi che viviamo di questa passione, da disquisire e da godere. La conoscenza è rispetto perché permette di non intervenire ma di avere il controllo delle fasi di produzione ed è proprio attraverso la supervisione umana, dalla vigna alla bottiglia, che si può ottenere un'identità varietale, territoriale e d'annata nitida, senza sfociare nell'omologazione che c'è tanto dal lato dell'abuso chimico e del lavoro a protocollo quanto da quello della negligenza e, quindi, dei difetti che sovrastano la più schietta espressività del vino.

Frasi come "lo faccio come lo faceva mio nonno", "io non faccio niente, il mio vino si fa da solo" o, ancora, "viene come viene, la stabilità non esiste in natura" sono slogan romantici e d'impatto ma, al contempo, concetti fuorvianti che minano il lavoro di molti che da anni lottano per dimostrare che si può arrivare a fare vino nella maniera più sostenibile possibile e con il minimo impatto dell'uomo proprio grazie alla consapevolezza delle proprie azioni nel fare e nel non fare.
E' pur vero che esistono frasi altrettanto pericolose che tendono a sminuire il lavoro in sottrazione come "beh, lo so fare anch'io!", "non ci vuole nulla a fare un macerato" e via dicendo. Quando mi vengono riferite certe affermazioni penso sempre ai "Tagli" del Maestro Lucio Fontana: opere che, così, a prima vista potrebbero indurre chi guarda al superficiale ma spontaneo convincimento di poter riuscire a fare qualcosa di simile se non, addirittura, migliore. Eppure, a monte di quelle fessure su quei monocromi e dietro quegli stessi tagli c'è un percorso fatto di esperienza, conoscenza e... cognizione tecnica!
tagli fontana

La viticoltura prima e il vino possono e dovrebbero essere due dei migliori esempi del lavoro di squadra fra uomo e natura, ma è l'uomo a poter e dover prendere decisioni e non decidere non è "fare vino" è illudersi ed illudere che l'uva da sola voglia divenire vino e sappiamo tutti che così non è.
Non starò qui a parlarvi di ammine biogene (quali triptamina, feniletilammina, putrescina, cadaverina, istamina, tiramina, spermidina e stermina) o di acetaldeide (anch'essa potenzialmente cancerogena) in quanto è rischierei di essere fuorviante nell'estremo opposto e lungi da me voler ridurre un vino alle sue peculiarità analitiche. E' importante, però, valutare le potenzialità criticità in termini di salubrità non fossilizzandosi solo sulla solforosa aspetto da tenere in grande considerazione ma sempre meno problematico dato il notevole livellamento verso il basso della SO2 totale in gran parte del vino di qualità in Italia.

Ho deciso di condividere questi pensieri perché credo che la sottrazione ponderata e oculata sia il futuro al quale anche i convenzionali dovranno adattarsi step by step e, la speranza, è che chi oggi sta già si sta impegnando con ottimi risultati nell'arte del togliere possa fungere da esempio per chi ancora vede la "strada più semplice e sicura" come quella più giusta da seguire. 

F.S.R.
#WineIsSharing

lunedì 27 luglio 2020

Antonella Lombardo - I primi vini della vignaiola calabrese

L'Italia del vino è, per me, una scoperta continua, foriera di stupore e per questo non mi stancherò mai di girarla tutta da Nord a Sud, di areale in areale, di vigna in vigna. 
Oggi è la volta di Bianco, luogo storico della viticoltura calabrese, a due passi dalla punta dello stivale, con la Sicilia lì a “qualche” bracciata.
cantina antonella lombardo

E' qui che la viticoltura calabra affonda le sue radici, in quella Riviera dei Gelsomini, parte meridionale della Calabria jonica, in cui i Greci sbarcarono nell’VIII^ secolo a.C. con buone probabilità con barbatelle al seguito.
A testimoniare l'atavica vocazione di questo territorio sono la ricchezza ampelografica e la presenza di antichi palmenti scavati nella roccia a ridosso di vigne che non di rado sono ancora impiantate ad alberello e in alcuni casi prefillossera.
E' proprio qui che la giovane Antonella Lombardo ha deciso di iniziare la sua avventura da vignaiola.
vignaiola calabrese antonella lombardo
Una linea molto netta quella che ha portato Antonella ad impiantare nelle sue piccole parcelle di vigna, che poggiano su marne argillose calcaree, solo varietà autoctone come il Gaglioppo, il Nerello Mascalese, il Calabrese Nero e il Greco di Bianco, il Mantonico e l'Alicante, questi ultimi due storicamente presenti ma quasi perduti del tutto. Conduzione agronomica in linea con i parametri del regime biologico e un approccio enologico in sottrazione volto al rispetto dell'integrità espressiva delle uve, con fermentazioni spontanee e il minimo impatto possibile, possibile grazie al supporto tecnico dell'enologo Emiliano Falsini.

Una “one-woman winery” in cui è Antonella ad occuparsi di ogni fase della produzione dalla vigna alla cantina con l'obiettivo di dar vita a vini che sappiano della sua terra, di sole e di mare.
Per ora solo due le referenze prodotte:

Pi Greco Igt Calabria 2019: un Greco di Bianco vinificato secco (uno dei pochissimi) nitido nel varietale con fiori bianchi, tè verde, note agrumate a fare il paio con una velata mineralità marina che fa da giusto preambolo ad un sorso integro, materico (le fecce fini hanno fatto il loro lavoro egregiamente) ma slanciato e decisamente sapido. Buona la prima, direi!

Charà Rosato Igt Galabria 2019: un Rosato da Nerello Mascalese (storicamente presente in Calabria) capace di coniugare al meglio un profilo olfattivo fresco nel frutto e nelle note di agrume rosso e pepe rosa. Pieno il sorso, con una buona dinamica di beva, agile e saporito... ematico. Un Rosato degno di nota, che fa ben sperare per le prossime produzioni in rosso di questa piccola azienda.

Difficilmente scrivo di realtà che non hanno ancora completato la propria linea e che sono solo agli albori di un percorso, in quanto credo che ci vogliano almeno 3 annate per comprendere – almeno in parte – la concretezza e la coerenza di un progetto vitivinicolo indipendentemente dalle dimensioni e dalle mire della singola azienda. Eppure, la caparbietà, la passione e la preparazione di Antonella mi hanno convinto ad investire tempo e “penna” in un endorsement che sono certo verrà ripagato a suon di grandi vini di territorio. I vini rossi in divenire che ho avuto modo di assaggiare da vasca e da botte fanno ben sperare!

F.S.R.
#WineIsSharing

sabato 25 luglio 2020

La mia selezione di Vini Rosati Italiani per l'estate 2020 e non solo!

Quando qualche anno fa fa parlavo dei vini rosati italiani come di un segmento prospetticamente in ascesa in molti mi prendevano per pazzo ma, oggi, fortunatamente la crescita della richiesta è palese e la prima testimonianza è il forte aumento della massa produttiva in tutte le regioni del nostro paese. Se è vero che non tutti i vitigni e non tutti i territori si sono dimostrati così avvezzi alla produzione di questa particolare e non banale tipologia di vino, è altrettanto vero che la varietà di vini rosati arrivati a scaffale o nelle carte dei vini negli ultimi anni ha reso possibile comparazioni storicamente impossibili.

Il vino Rosato, considerato alla stregua di tutti gli altri vini da molti tra i principali mercati globali, sta cercando di scrollarsi di dosso la polvere di retaggi culturali tutti nostrani che lo vedevano come un “non vino” o, comunque, un prodotto di second'ordine! Ingiustamente vittima di pregiudizi e assurde confusioni il Rosato, a mio parere, è uno dei vini più trasversali e interessanti sia in termini di potenzialità espressive che di abbinamento.
Sfatiamo sin da subito la convinzione diffusa fra i consumatori che vorrebbe il vino rosato come frutto di un uvaggio o un blend di mosti di uve a bacca rossa e mosti di uve a bacca bianca, in quanto questa tecnica è vietata per legge in tutti i paesi produttori di vino (fatta eccezione per gli spumanti rosé, ma questa è un'altra storia...).
Migliori Rosati vini italiani

Anche se non è propriamente giusto parlare di tradizione in senso stretto, ci sono alcuni areali italiani nei quali il vino rosato è stato in grado di radicarsi nelle abitudini produttive e enogastronomiche locali e sono stati proprio questi distretti a siglare un patto che mira a valorizzare questa tipologia di vino a livello nazionale ed internazionale: Bardolino, Valtènesi, Cerasuolo d'Abruzzo, Castel del Monte e Salice Salentino.
Eppure, negli ultimi anni, in Italia la produzione di rosati è in crescita praticamente in tutte le regioni con la Toscana ad aver manifestato un interesse sempre più marcato nei confronti delle vinificazioni in rosa del Sangiovese e non solo.
Per quanto concerne la modalità di vinificazione il Rosato prevede l'utilizzo di sole uve a bacca rossa trattate in principio come verrebbero trattate per la produzione di un vino rosso per poi proseguire con pratiche comuni alle vinificazioni in bianco. Si procederà, quindi, con macerazioni brevi (da poche ore a un paio di giorni) in base alla tipologia di uva (e alla sua capacità colorante) e all'annata (determinante per definire spessore e qualità delle bucce). Esistono vari metodi di vinificazione in “rosa”, ma i principali utilizzati in Italia sono:
- la vinificazione in bianco: si applicano le medesime tecniche enologiche di produzione di vini bianchi utilizzando uve a bacca rossa. Le macerazioni possono essere identificate nei “Vini di una notte e Vini di un giorno”. Con macerazioni di 6-12 ore, il vino viene definito “vino di una notte”, con macerazioni di 24 ore ca. il rosato verrà definito “vino di un giorno” (è possibile spingere le macerazioni anche oltre le 36 ore). La fermentazione verrà lasciata partire (dapprima generalmente bloccata dalla SO2) solo dopo la sosta del mosto sulle bucce.
- il salasso o saignée: tecnica utilizzata dai produttori di vini rossi, che ha una duplice utilità: quella di permettere la produzione di un vino rosato prelevando una più o meno importante quantità di mosto dalla vasca o dal tino di macerazione che poi verrà vinificata in bianco mantenendo solo parte della sua colorazione; quella di rendere il vino rosso che si andrà a produrre più concentrato e più strutturato. Questa scelta si rivela molto utile in annate difficili, in termini di struttura potenziale, come la 2014. Non a caso molti rosati prodotti da aziende a trazione rossista sono nati proprio nel 2014 o comunque in annate “magre”.
Per quanto concerne l'estero. molto diffusi sono i vin gris (vini dal colore rosa tenue, prodotti evitando la macerazione sulle bucce. Per produrre un Vin Gris vengono utilizzate uve con capacità colorante molto bassa, come il Cinsault Rose, Cinsault Gris e Cinsault ecc...) e i Blus Wines (sono l'interpretazione dei “Vini Grigi” nel Nuovo Mondo e in particolare negli USA, dove le macerazioni sono ridotte al minimo e i vini prodotti hanno un percettibile residuo zuccherino e risultano petillant).

Quella che segue è una selezione scaturita dai 373 assaggi di Rosati italiani attualmente in commercio o in procinto di uscire sul mercato. Descrivere il singolo vino avrebbe portato ad un utilizzo fuorviante di descrittori comuni a molti rosati nonostante le peculiari differenze espressive in termini territoriali, varietali e di interpretazione. Ho preferito, quindi, dividere i migliori assaggi emersi dalle varie sessioni di assaggio effettuate negli ultimi mesi in 3 macro categorie nella speranza che possiate assaggiarne alcuni e maturare le vostre impressioni personali dirigendovi su vini frutto di un'accurata scrematura. Da anni mi batto per far tornare i rosati sulle tavole italiane in maniera duttile senza relegarli al solo periodo estivo e ai soli "abbinamenti" preconfezionati, ma ora che stanno vivendo un indubbio momento di crescita nella percezione comune la speranza è quella di vederli sempre più spesso nelle carte vini dei grandi ristoranti e nei percorsi di abbinamento al calice dei più preparati e sensibili sommelier italiani e non solo.

Vini Rosati freschi e agili ma non scontati!
Si tratta di una selezione di vini Rosati profumati, dotati di grande dinamica di beva, struttura moderata e notevole sapidità.
Affresco Vino Rosato 2019 (Nebbiolo) – Crissante Alessandria

Aldemara Rosato Toscana Igt 2019 (Sangiovese) – Il Palagio

Amistà Calabria Igt Rosato 2019 (Gaglioppo) – Az. Agr. Carla Liguori Catina Val di Neto

Amore Umbria Igt Rosato 2019 (Sangiovese) – Barberani

BonBonBio' Toscana Igt Rosato 2019 (Sangiovese) – Croce di Febo

C'D'CRosato Sicilia Doc (Nero d'Avola) – Baglio del Cristo di Campobello

Caespes Rosé Vino Rosato 2019  – Ezio Poggio

CapitiRosé Tramonti Costa d'Amalfi Doc 2019 – Cantine Ida Giordano

Chiaretto Riviera del Garda Classico Dop 2019 – Tenute del Garda

Codazzo Pergola Doc Rosato 2019 – Terracruda

Corbizzo Toscana Igt Rosato 2019 – Muralia

Crosè Piemonte Doc Rosato 2019 (Nebbiolo) – Pasquale Pelissero

Equilibrista Vino Rosato 2019 (Marzemino, Merlot, Sangiovese) - Cantina San Michele

Flavia Irpinia Doc Rosato 2019 (Aglianico) – Az. Agr. Fiorentino

Frapiccì Marche Igt Rosato 2019 (Cab. Sauv., Merlot e Sangiovese) – Fontezoppa

Gramplin Vino Rosato 2019 (Nebbiolo) – Careglio

La Bisbetica Umbria Igt Rosato 2019  (Gamay del Trasimeno) – Madrevite

La Grazia Rosato Coste della Sesia Doc 2019 – Cantina Delsignore

Le Petit Rosato Toscana Igt 2019 (Syrah) - Canaio

Le Pozzelle Salice Salentino Doc Rosato 2019 – Candido

Libertà Vino Rosato 2019 - Vigneti Massa

Lugherino Toscana Igt Pinot Nero Rosato 2019 – Vallepicciola

Maddalena Primitivo Basilicata Rosato Igp 2019 – Taverna

Maria Novella Oltrepò Pavese Doc Pinot Nero Rosato 2019 – Conte Vistarino

Millenovecento91 Cannanau Doc Rosato 2019 - 1Sorso

Nudo Rosato Cannonau Doc Rosato 2019 – Siddura

Oma Etna Rosato Doc 2019 – Massimo Lentsch

Rosa del Castagno Toscana Igt 2019 Rosato (Syrah) – Dionisio

RosaMati Toscana Igt Rosato 2019 – Fattoria Le Pupille

RosAntico Toscana Igt 2019 (Sangiovese) – Podere Pomaio

Rosato Coste della Sesia Doc 2019 (Nebbiolo) – Roccia Rossa

Rosato Marche Igt 2019 (Montepulciano) – Fattoria Lucesole

Rosato Toscana Igt 2019 (Canaiolo) - Tenuta Casabianca

Rosé Colline Savonesi Igt 2019 – Vio

Rossèt Langhe Rosato Doc 2019 (Dolcetto) – Eraldo Revelli

Sciac-trà Ormeasco di Pornassio Doc 2019 – aMaccia

Speziale Negroamaro Rosato Salento Igp 2019 – Trullo di Pezza

Suasì Langhe Rosato Doc 2019 (Nebbiolo) – Deltetto

TreVipere Vino Rosato 2019 (Freisa) - Amelio Livio

U Mei Vino Rosato 2019 (Rossese) – Roberto Rondelli

Velca Lazio Igt Rosato 2019 (Montepulciano) - Muscari Tomajoli

Versura Nero di Troia Puglia Igp 2019 – 60 Passi Agr. Ladogana

Vino Rosato 2019 – Podere Grecale

Vivaja Toscana Igt Rosato 2019 (Sangiovese) – Badia di Morrona

Vurrìa Nerello Mascalese Rosato Terre Siciliane Igp 2019 – Di Giovanna

Rosati di nerbo e corpo dalla grande duttilità
Si tratta di una selezione di vini Rosati intensi, dalla buona struttura attraversata da una vitale vena acida, dalla chiosa saporita.
C” Cesaruolo d'Abruzzo Doc 2019 – Nic Tartaglia

Cerasa Salento Rosato Igp 2019 – Michele Calò & Figli

Cerasuolo d'Abruzzo Doc 2019 - Inalto "Vini d'altura di Adolfo De Cecco"

Chakra Rosato Puglia Igt 2019 – Giovanni Aiello

Charà Calabra Igt Rosato Nerello Mascalese 2019 - Antonella Lombardo

Costacielo Campania Aglianico Rosato Igt 2019 - Lunarossa Vini

Dandy Murgia Igt Rosato Nero di Troia 2019 – Az. Agr. Mazzone

DeAetna Etna Rosato Doc 2019 (Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio) – Terra Costantino

Etna Rosato Doc 2019 - Girolamo Russo

Fonte del Ceraso Vino Rosato 2019 – Vigne Mastrodomenico

Galio Toscana Igt Rosato 2019 (Sangiovese) – Poggio del Moro

Granatu Calabria Igt 2019 (Magliocco Canino) – Casa Comerci

Lagrein Rosé Alto Adige Doc Rosato 2019 – Weingut Rottensteiner

Lagrein Rosè Mitterberg Igt 2019 – Pfannenstielhof

Maddalena Basilicata Primitivo Igt Rosato 2019 – Cantine Taverna

Monrose Puglia Igt Rosato 2019 – Casa Primis

Negroamaro Puglia Igp Rosato 2019 – Petracavallo

Octavum Marche Igt Rosato 2019 – Vigneti Vallorani

Osa! Questo non è un vino tranquillo” Terre Siciliane Igp 2019 (Frappato) – Paolo Calì

Petriera Terre degli Osci Igt Rosato 2019 (Tintilia) – Catabbo

Phasianus Verona Igt Corvina Rosato 2019 – Monte Zovo

PicciPicci Toscana Igt Rosato 2019 (Sangiovese - Montalcino) – Terre Nere Campigli Vallone

Ritorna Cersasuolo d'Abruzzo Doc 2019 – Giovenzo

Rosatico Igt Toscana Rosato 2019  (Aleatico) – Poggio al Grillo

Rosato de Le Palaie Toscana Igt 2019 – Le Palaie

Rosato Toscana Igt 2019 (Sangiovese - Montalcino) – Sanlorenzo

Rosato Toscana Igt 2019 (Sangiovese - Montalcino) – Solaria

Rosègola Costa Toscana Rosato Igt 2019 – Podere la Regola

Sbocciato Maremma Toscana Igt Rosato 2019 (Ciliegiolo) – Il Poderone

Sine Verba Igt Puglia 2019 (Nero di Troia) – Az. Agr. San Ruggiero

Sofia Toscana Rosato Igt 2019 (Sangiovese) – Fattoria Fibbiano

Vilù Rosè Cannonau di Sardegna Doc Rosato 2019 – Az. Agr. Tani

Rosati "Evoluti"
Si tratta di una selezione di vini Rosati dall'uscita ritardata, che manifestano maggior complessità e dimostrano un ottimo potenziale evolutivo.

Millemetri Etna Rosato Doc 2016 (Nerello) – Feudo Cavalliere

Mjere Edizione Limitata Salento Rosato Igp 2016 – Michele Calò & Figli 

Millaria Toscana Igt 2017 (Sangiovese) – Montenero

Rosato Marche Igt 2018 (Lacrima) - Filodivino

Meridiana Monferrato Chiaretto Doc 2018 (Barbera e Pinot Nero) – Bonzano


Concludo consigliandovi di godervi questi vini giocando con le temperature di servizio in base alla struttura e al periodo dell'anno in cui li andrete a servire. Il Rosato può essere un vino da bere durante tutto l'arco dell'anno e la sua duttilità rappresenta un valore aggiunto per un vino che non teme gli abbinamenti più arditi come quelli con il piccante o la cucina asiatica.



F.S.R.
#WineIsSharing

mercoledì 22 luglio 2020

Un gradito riconoscimento per me dai Cembrani D.O.C. a Baiti En Festa

Ci sono territori dai quali non riesco a stare lontano per troppo tempo; territori per i quali nutro un trasporto viscerale dovuto a connubi estremi fra vocazione e bellezza, integrità e rispetto, natura e uomo. Tra questi territori ce n'è uno di cui ho parlato e scritto molto negli ultimi anni, dedicando particolare attenzione all'unicità dei suoi vigneti: la Val di Cembra.
E' per questo che mi riempie di orgoglio e di gioia condividere con voi un riconoscimento che spero di essermi guadagnato sul campo e in "campo".
Vi invito a leggere il comunicato stampa del consorzio dei Cembrani D.O.C. per saperne di più:
val di cembra saverio russo

"Dopo otto anni di attività del Consorzio, i soci Cembrani D.O.C. intendono ringraziare chi ha collaborato alla divulgazione del progetto di valorizzazione della Valle di Cembra intrapreso con passione e affezione. 
Nel corso degli anni hanno avuto il piacere di incontrare e ospitare numerosi giornalisti, blogger e influencer che con costanza e dedizione hanno comunicato poi la Valle di Cembra, i suoi vigneti terrazzati, i vini di montagna che generano e le rispettive peculiarità di mineralità, sapidità, aromaticità e freschezza.
Per il 2020, in occasione dei Baiti En Festa previsti per il 1° agosto (qui il programma completo: www.visitpinecembra.it), organizzeranno per la sera precedente una piccola cerimonia privata di ringraziamento con le autorità della vallata per insignire del titolo di “D.O.C.”, ovvero Di Origine Cembrana, un rappresentante per ogni categoria di comunicatore incontrata.
Protagonisti della serata saranno Francesco Saverio Russo, blogger di wineblogroll.com e uomo di vigna, Simone Roveda, celebre instagrammer e comunicatore internazionale winerylovers, e la giornalista Stefania Leo, di Sky Tg24, Agrodolce e numerose altre testate del mondo slow food e style.
Un modo semplice per esprimere una genuina riconoscenza per aver contribuito alla crescita della percezione del valore del territorio della Val di Cembra e farli sentire ancor più parte della nostra comunità."

Da par mio non posso che ringrazia i Cembrani D.O.C. e la loro porta voce Mara Lona per aver pensato a me come riferimento per quanto concerne il racconto delle vigne e dei vignaioli di questo meraviglioso e vocatissimo areale trentino.
baiti in festa
Vi aspetto in Val di Cembra per vivere insieme questa manifestazione all'insegna degli ottimi vini cembrani e delle eccellenze gastronomiche del territorio.

F.S.R.
#WineIsSharing

sabato 18 luglio 2020

Il Verdicchio della Cantina Andrea Felici di Leopardo Felici: terroir liquido!

Da anni non vivo più nelle Marche ma chi mi legge da tempo sa quanto io sia legato alla mia terra natìa e al vitigno che la sta rendendo grande in Italia e nel mondo: il Verdicchio.
cantina felici
Ricordo le prime vendemmie, ero poco più di un bambino... ricordo che salivamo in due in un ape per arrivare nei vigneti di Cupramontana e di Apiro, non troppo distanti da quelli che, oggi, allevano con dedizione e rispetto Andrea Felici e suo figlio Leopardo Felici.
verdicchio andrea felici
Tornare in quelle terre e calcare quei terreni, quegli impianti, parlando di vino e di vita e ricordando i tempi in cui il Verdicchio non aveva ancora raggiunto i meritati fasti odierni, è stato suggestivo, ma lo è stato ancor di più immergermi nella filosofia di una piccola realtà che da anni sta portando alto il nome di questo vitigno, di questo vino e di queste terre in Italia e nel mondo: l'azienda agricola Andrea Felici.
verdicchio wine district
Un'idea chiara quella del giovane Leopardo, che ha ereditato l'amore per la vigna da suo padre, ancora addentro alle lavorazioni in campo: salvaguardia della biodiversità, addirittura implementata dal ripristino di un laghetto interno ai vigneti e dal rispetto dei boschi attigui; vinificazioni in acciaio e in cemento, senza utilizzo del legno, per preservare l'identità varietale del Verdicchio; ricerca estrema della qualità tradotta in un equilibrio raro fra struttura e acidità, fra materia e mineralità. Concetti maturati girando per il mondo come Sommelier (a Londra prima e poi, addirittura, nel Ristorante tristellato Enoteca Pinchiorri di Firenze) prima di prendere le redini dell'azienda nel 2007.
vigna verdicchio marche
Una filosofia che parte dalla terra (conduzione in regime biologico) e arriva alla bottiglia cercando di non lasciare mai nulla al caso ma, allo stesso tempo, di permettere al territorio e a quello che "Leo" definisce "Il più grande vitigno bianco al mondo" (e non sarò di certo io a dargli torto!) di esprimersi con estrema sincerità e nessuna storpiatura.
leopardo felici
E' così che nascono i vini della Cantina Andrea Felici:

Andrea Felici Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2018: un Verdicchio ottenuto dalle uve di più parcelle di vigne giovani e vecchie, che mira a rappersentare in toto il terroir aziendale in maniera diretta ma mai scontata. Profumi freschi nel frutto e nel fiore, mediterranei nel profilo vegetale; netto il sorso, longilineo il corpo. Un vino che fa della dinamica di beva e dell'indubbia sapidità le sue peculiarità principali.  La sua attitudine alla longevità e ad evoluzioni degne di nota gli impongono il ruolo di vino “classico” e non di un vino “secondo vino”. Comprate oggi la 2019, ma bevete la 2018!
verdicchio andrea felici

Vigna Cantico della Figura Verdicchio dei Castelli di Jesi classico Riserva DOCG di Andrea Felici: è il cru aziendale, da 1.5ha ca. di vigne di oltre 50 anni, capaci di trovare equilibrio e complessità in ogni annata mantenendo una grande aderenza territoriale. La macerazione di 2 settimane permette a questo Verdicchio di sfruttare al meglio i propri precursori aromatici mettendo in mostra uno spettro aromatico articolato e intenso ma, al contempo, armonico e di grande finezza. Il cemento che accoglie la massa che darà vita alle poche numerate bottiglie di questa Riserva ne preserva l'integrità nel frutto e nel fiore, mentre il tempo di attesa prima della messa in commercio ne esalta il profilo balsamico e minerale. Un vino che coniuga tessitura materica e slancio fresco e minerale in maniera egregia. La 2017 è un'annata matura eppure un'accorta scelta vendemmiale e l'altitudine dei vigneti hanno permesso a questo Verdicchio di mantenere dritta la spina dorsale acido-minerale e di trovare nell'allungo un fedele compagno di viaggio che la porterà ad evolvere in grande stile. Il mio consiglio è di assaggiare la 2017 in comparazione alla 2016 per comprendere quanto due annate tendenzialmente differenti possano intraprendere strade evolutive differenti, mantenendo però un comun denominatore imprescindibile: l'identità di terroir in cui il territorio, il varietale e la mano dell'uomo si fondono per trovare costanza nel tempo nel rispetto della singolarità dell'andamento climatico stagionale.
cantico della figura andrea felici
Una realtà che negli ultimi anni ha fatto parlare di sé ma che, a mio parere, stupirà ancor di più nelle prossime annate con la saggezza dell'artigiano e la concretezza della grande azienda.

Da par mio, vedere il Verdicchio raggiungere apici sempre più elevati non può che confermare ciò che sostengo da quando ho iniziato a scrivere di vino, ovvero che siamo di fronte non solo ad uno dei vitigni dal più alto e duttile potenziale ma anche ad un territorio dalla vocazione straordinaria ancora solo parzialmente valorizzato.  Ora non resta che attendere che il territorio per intero elevi il proprio valore anche grazie alle sue punte di diamante delle quali l'Az. Agr. Andrea Felici fa sicuramente parte.

F.S.R.
#WineIsSharing

giovedì 16 luglio 2020

Contesti diVini - Strumenti di Web Marketing applicati al mondo del vino e dell'enoturismo

Come ho avuto modo di ribadire più volte ci sono peculiari differenze fra comunicazione indipendente e marketing ed occupandomi della prima ho sempre preferito lasciare agli esperti della "seconda" la parola nel momento in cui ho ritenuto opportuno approfondire alcuni ambiti della promozione del vino italiano.
Oggi è la volta di Christian Forgione, titolare dell'agenzia DigitalMood che ci illustrerà il suo metodo di promozione del vino e dell'enoturismo basato su alcuni fondamentali principi del marketing online.

web marketing wine

– Ciao Christian, presentati ai lettori di wineblogroll.com. 

Da sempre appassionato professionista dell’informatica e delle vendite, ho trovato in internet il giusto anello di congiunzione tra questi due mondi.
Sono riuscito a trasformare la mia passione in lavoro e da 5 anni sono il Titolare di DigitalMood. Allo stesso tempo sono anche Papà, con la passione per il calcio ed amante del buon vino dalla quale ho fatto nascere il portale Amantidivino ed il progetto Contesti diVini.
– In cosa consiste Contesti diVini?

E’ un metodo che si basa sull’applicazione strategica degli strumenti del web marketing applicati al mondo del vino e dell’enoturismo. L’idea mi è nata nei viaggi enoturistici, incontrando i titolari di cantine ed i loro responsabili marketing mi trovavo a confrontarmi spesso sui risultati sotto le aspettative e quasi mai misurabili delle azioni intraprese sui social media.
Ho pensato che potevo essere utile con la mia esperienza nel dare un supporto concreto ed efficace a quelle cantine che volevano utilizzare gli strumenti digitali in modo sostenibile.
Così ho studiato un metodo di lavoro, che già applico in altri mercati con il team Digital Mood, che potesse essere efficace ed attuabile.
Più mi addentravo nella conoscenza del mondo del vino più, infatti, trovavo somiglianze incredibili con il mondo del web marketing, ne elenco alcune:
per fare un grande vino, così come per ottenere risultati concreti nel web, ci vogliono pazienza e perseveranza tutto va pianificato ed analizzato in ogni singola fase la vigna va curata ogni giorno così come bisogna fare con i propri canali digitali ci vogliono passione ed intuizione per essere imprenditori nel mondo del vino così come portare avanti i progetti digitali ed ottenerne risultati concreti.

–  A chi si riferisce?

A tutti colori che lavorano o hanno a che fare con il marketing del vino  quindi titolari di cantine, responsabili marketing ed aspiranti tale.

–  Perché il marketing vitivinicolo è diverso da quello generico?

Permettimi di aprire una parentesi, negli ultimi anni la parola marketing è stata associata ad ogni nuovo strumento (socialmedia marketing, facebook marketing, email marketing, youtube marketing) cosa che a mio parere ha destabilizzato parecchio l'imprenditore che pensava di affidarsi ad uno strumento e trovare la soluzione a nuovi problemi. In realtà il marketing è sempre lo stesso ed è fondamentale per aiutare la parte commerciale a riuscire nel suo intento: vendere. Quel che c'è di diverso, oggi, è la molteplicità di schermi nel quale vive il consumatore e di moltiplicazione di informazione che spesso confonde, invece, di aiutare nelle scelte.
In questo “nuovo” sistema il marketing vitivinicolo deve adattarsi cercando di cogliere al meglio le opportunità offerte dai “nuovi” modi di relazionarsi attraverso questi strumenti evitando di omologarsi, cosa non facile mi rendo conto e proprio per aiutare con Contesti diVini ho voluto associare al nome delle 5 fasi di vinificazione, o almeno le principali fasi, una parte dell'attività digitale che dovrebbe accompagnare la quotidianità in azienda.
–  Interessante puoi farci un esempio ?

 Certo il primo passo da compiere per una buona attività è la creazione di un Progetto digitale che ho associato alla vendemmia e al lavoro in vigna. Infatti ogni produttore mi ha sempre confermato come il 75%- 80% delle risorse debba esser  investito nella cura quotidiana della vite per arrivare ad una vendemmia ottimale. Ecco allo stesso modo l'approccio al digitale deve partire dall'analisi e dalla creazione di un progetto digitale che serva da guida. Altro esempio, invece, è l'attività di socialmedia dove spesso tutti si riversano: dovrebbe essere presa in considerazione solo dopo un po' di tempo, infatti, l'ho paragonata all'imbottigliamento (nessuno imbottiglia prima di aver fatto determinate azioni corretto?).
–  Perché il vino non può essere trattato come un prodotto meramente industriale? 

Su questa domanda ci confrontiamo spesso in team, trattando diversi mercati ed avendo nella nostra metodologia di lavoro il confronto e la verifica ci viene naturale, la risposta è in due parole TEMPO E NATURA (tra l’altro collegate tra loro). Il Vino così come altri prodotti agricoli, ha i suoi tempi prima di arrivare sul mercato nel modo migliore e come tanti altri prodotti naturali è limitato. Ci siamo abituati come consumatori ad avere ogni prodotto sempre ma non è naturale. Ed è da queste due peculiarità che bisogna partire per rivedere la comunicazione ed il marketing di un prodotto come il vino nei prossimi 10 anni. Ponendosi le giuste domande: A chi voglio venderlo? Che sensazioni deve suscitare il possedere una bottiglia del mio brand (stiamo costruendo un wine brand?) ? Fare un buon vino è, e sarà, sempre di più solo metà dell’opera. 
–  Pensi che il covid-19 abbia cambiato le regole d'ingaggio della comunicazione enoica?
 
Ne ha innanzitutto smascherato alcuni difetti, uno su tutti: l'omologazione.e approssimazione. Omologazione: da sempre, infatti, noto come la tendenza sia di creare tutti la stessa promozione nello stesso momento, lo stesso stile di foto lo stesso linguaggio mettendo così il consumatore nella situazione di confusione che accennavamo prima. L'approssimazione perchè vedendo da fuori alcuni profili social o siti internet sembra quasi che alcune cose siano fatte per obbligo senza cura e certi aspetti vengono recepiti da un consumatore in cerca sempre più di esperienze “uniche”. 
Tornando alla tua domanda penso che sia presto per fare valutazioni più complete, ma è sicuro che un cambiamento di questo livello abbia non mutato, ma direi stravolto la sensibilità delle persone verso alcune scelte e, di conseguenza, certi errori come quelli descritti in precedenza saranno sempre meno tollerati. Non è semplice me ne rendo conto, ma non vedo strade alternative se non quelle di iniziare a prendere realmente consapevolezza di come il web marketing dev'essere integrato nell'attività della cantina. “Oggi” il consumatore è li e non tornerà indietro.
–  Perchè nuovo ed oggi li hai messi spesso tra virgolette?

Bè, perchè è il 2020 e questi strumenti sono stati sottovalutati per troppi anni adagiandosi su quel che di buono si stava facendo. Oggi è un rischio troppo alto per chi vuole restare sul mercato per i prossimi 10 anni sottovalutare come i nuovi canali digitali debbano essere integrati con quelli tradizionali. Per questo ogni volta che ho scritto “nuovo” mi veniva un po' da sorridere.
–  Cosa consigli ai produttori di vino italiani?

 Di smettere di voler risolvere nuovi problemi con metodi vecchi! Forse è banale ma è davvero un limite troppo grande oggi prendere sotto gamba la presenza digitale della propria cantina. Spesso incontro imprenditori spaventati dal mondo digitale, non ne comprendono appieno il funzionamento e quindi non riescono a coglierne il valore dell’investimento, ma come dico sempre, non è in quanto budget la soluzione quanto capirne che è necessario allocare degli investimenti anche in questa direzione e ogni anno raggiungere micro-obiettivi. Un consiglio più pratico è quello di “migrare” l’idea di pubblicazione che è nel credo comune (pubblichiamo due volte alla settimana e zero budget) della pagina Facebook  agli strumenti di pubblicazione sulla propria scheda di Google My Business. Strumento tanto sottovalutato quanto invece fondamentale (sul mio blog c’è una guida gratuita all’uso della scheda di google!) .
–  Come possono contattarti?

Sul sito di Contesti diVini trovano facilmente i miei riferimenti oltre ad un blog dove ogni settimana condivido riflessioni sul mondo digitale ed il vino. 


Ringrazio Christian Forgione per le sue accurate ed oculate risposte. Sono certo che ci sarà spazio, in futuro, per altri approfondimenti sul tema del wine web marketing.

F.S.R.
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