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martedì 21 aprile 2020

Le Enoteche Italiane ai tempi del Corona Virus tra consegna a domicilio e proposte per affrontare la crisi post-pandemia

Continua il mio confronto quotidiano con gli esponenti dei vari comparti del settore enoico riguardo la situazione attuale e le prospettive nel post-corona virus.
Oggi, condivido con voi la mia chiacchierata con il Presidente dell'Associazione Enoteche Italiane Vinarius Andrea Terraneo. Le risposte di Andrea ci aiuteranno a contestualizzare al meglio cosa sta accadendo e cosa potrebbe accadere per gli enotecari del nostro paese a causa della pandemia e della crisi economica che ne sta derivando.
Enoteche corona virus

– Come sta attraversando l'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 il settore delle enoteche?
Partendo dal presupposto che tutte le enoteche con mescita sono state chiuse per decreto e quindi hanno perso il totale degli incassi e fino a quando non potranno riaprire e ad oggi non sappiamo in quali condizioni di lavoro, abbiamo svolto un sondaggio riservato come sempre agli associati ma per la prima volta, stante la pregnanza dell’argomento, allargato anche ad enoteche non associate, e riguarda l’attuale situazione del commercio al dettaglio di vino di qualità a cui hanno risposto 105 enoteche italiane. I dati ci hanno detto che il 22% delle enoteche ha deciso ad oggi di restare chiuso, il 25 % di restare chiuso ma effettuare il servizio di consegne a domicilio mentre il 53% è rimasta aperta e effettua consegne a domicilio. Il quadro complessivo delinea un calo di fatturato generale con indici medi tra il 50 e 80 %. Quindi sottolineo che il dato NON comprende le enoteche che fanno mescita, altrimenti il loro del 100% avrebbe cambiato i risultati della statistica.  Oggi a 15 giorni dal sondaggio i dati sono cambiati con molte più enoteche aperte e con un maggior numero di queste che  si sono attrezzate per la consegna a domicilio che in buona parte sta bilanciando il calo grave di vendite. Come già in passato le enoteche hanno dimostrato di saper reagire con tempestività alle situazioni contingenti.
Cosa cambierà secondo te nel breve periodo e cosa potrebbe mutare per sempre nel vostro settore?
Nel breve periodo è cambiato e cambierà il metodo di acquisto che in parte è andato sull’online e in parte verso la consegna a domicilio delle enoteche visto le norme sugli spostamenti, c’è stato un ritorno al vino quotidiano a discapito dei vini più importanti per le cene conviviali dei fine settimana che ora sono di fatto impossibili. Il consumo del vino ha in sé la specificità della convivialità che in questo periodo è venuta meno. Sulle prospettive future continueremo a coltivare la collaborazione stretta con le associazioni di caviste francesi di SCP e FCI su un’ipotesi di federazione europea. Siamo invece pronti come associazione per il momento della ricostruzione. Su una cosa, analisti, scienziati ed in generale opinion leaders sono unanimi, la vita sarà molto diversa da quella che abbiamo visto fino a metà febbraio. E dalle macerie dovremo ripartire per ritrovare un ordine accettabile. Vinarius è pronta a dare il suo contributo come unica associazione a carattere nazionale di enoteche e enoiteche (wine bar) e in quest’ottica ha già provveduto ad inviare una lettera al Ministro Patuanelli. L’idea di Vinarius è che si debba trarre vantaggio da questa disgrazia per ricominciare correggendo gli errori del passato, che ci sono stati e che senza questa sventura difficilmente sarebbe stato possibile andare a rivedere. La parola d’ordine per il nuovo assetto all’interno della filiera vino è all’insegna della professionalità e del rispetto dei rispettivi ruoli nella filiera.
Leggo spesso di diatribe fra enotecari “old school” e enotecari che hanno diversificato e ampliato la loro offerta aprendo anche un e-commerce. Cosa ne pensi? L'enoteca online sarà davvero indispensabile per chi fa il vostro lavoro?
Partiamo con il dire che l’e-commerce deve essere una valida spalla ad un’enoteca fisica tradizionale, cioè l’invito oggi agli enotecari che ancora non l’hanno è di affiancare all’attività classica un sito e gestire anche l’aspetto dei social, il mondo va in questa direzione e noi dobbiamo essere pronti, di certo credo che l’e-commerce puro non possa rappresentare la valida alternativa futura alla sola enoteca tradizionale. L’e-commerce, oltre alla mancanza del rapporto personale e umano che si crea invece nell’enoteca fisica,  ha un limite nel fast delivery, cioè nella immediatezza: se ad esempio un cliente vuole una determinata bottiglia 3 ore prima di una cena (come spesso capita) non c’è alternativa a un’enoteca classica magari sotto casa e che può fornire quel vino o un’alternativa in tempo magari per essere consegnata a casa e spesso anche a temperatura corretta.  
Quanto conterà specializzarsi in offerte di nicchia e reperire etichette meno conosciute?
Questa è una caratteristica ormai radicata nell’enotecario professionista, il saper selezionare e proporre vini di espressioni meno diffuse a livello commerciale che nutrono e soddisfano la continua esigenza di sapere e approfondire il vino dei consumatori clienti delle enoteche. Credo che diventerà un altro aspetto da coltivare o implementare (in modo assolutamente individualistico e personale in ogni enoteca) nel medio lungo termine integrandolo con canali social e siti e-commerce.
Se la vostra associazione dovesse avanzare delle richieste alle istituzioni oggi cosa chiederebbe?
Preso atto di questa grave difficoltà che il settore sta vivendo unitamente a molti altri, come Associazione abbiamo già inviato una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli non tanto per domandare imponenti aiuti economici, bensì per chiedere di partecipare ai tavoli di consultazione che il Ministero vorrà istituire per ridare il via alle attività economiche del Paese. Mettendo a disposizione nuove idee, nuove energie, nuove motivazioni e competenze l’Associazione si propone come interlocutore per apportare un fattivo contributo di idee per la ricostruzione dell’economia nazionale. Tutto quello che vorrà e potrà elargire il Governo come provvidenze, agevolazioni, prestiti e sovvenzioni dovrebbe NON essere distribuito a pioggia ma solo sulla base di progetti validi, concreti e realizzabili che abbiano come primaria caratteristica una crescita qualitativa del settore.
Se, invece, vi chiedessi di appellarvi agli appassionati che tra qualche settimana potrebbero tornare ad acquistare vino direttamente nelle vostre enoteche cosa diresti?
Che saremo felici di condividere con loro le nostre ultime scoperte di vini e produttori per poter continuare a trasmettere loro la cultura e la passione per questo entusiasmante mondo del vino. Che potranno trovare in enoteca la risposta alle loro esigente attuali e future con dei professionisti attenti e pronti a consigliarli. Il nostro maggior patrimonio sono i nostri clienti e appassionati consumatori. Avremo nuove storie di vini, produttori e territori da raccontare per incuriosirli.
Andrea terraneo vinarius

Ringrazio Andrea Terraneo presidente dell'Associazione Enoteche Italiane Vinarius per il suo contributo che ben inquadra la situazione attuale del mondo degli enotecari italiani in questa grave emergenza sanitaria e, sempre più, economica. Sono lieto di constatare grande positività e voglia di mettersi in gioco affrontando i cambiamenti che verranno con capacità di adattamento e lungimiranza.

F.S.R.
#WineIsSharing


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