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mercoledì 13 maggio 2020

I Vignaioli Indipendenti FIVI e il CoronaVirus - Il punto di vista della Presidente Matilde Poggi e non solo...

Nell'ambito delle mie interviste a vari esponenti del mondo del vino riguardo l'impatto e gli esiti del coronavirus nei loro comparti di riferimento, non potevo non contemplare anche uno scambio di battute con la rappresentante della più importante associazione di vignaioli in Italia.
Eccovi, quindi la mia intervista a Matilde Poggi Presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti:
In che modo la crisi dovuta all'emergenza sanitaria “Codiv-19” ha colpito i vignaioli FIVI?
I vignaioli FIVI hanno come principali mercato di sbocco l’horeca italiana ed estera e il canale dei privati tramite l’enoturismo. Ambedue i canali si sono chiusi ai primi di marzo, quindi l’impatto su queste aziende, che solo in pochi rari casi arrivano alla GDO, è molto pesante. I mercati che ritirano in questo momento, per quanto ci riguarda, sono i monopoli del Nord Europa e quelli importatori, europei e del Nord America che lavorano con le enoteche. In Nord America in particolare il negozio con consegna a domicilio di vini è molto diffuso.

I vignaioli FIVI possono essere considerati maggiormente colpiti dagli esiti economici del corona virus?
Sì, prima di tutto perché coltivando la vigna, che continua il suo ciclo vegetativo, abbiamo continuato ad occupare personale nelle nostre aziende, a fronte di incassi azzerati. In seconda battuta perché non possono usufruire dei loro principali mercati, enoturismo, agriturismo ed horeca.

Cos'ha chiesto e cosa chiederà alle istituzioni la Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti?
Abbiamo presentato varie istanze, tutte volte a semplificare la vita dei vignaioli in questo momento. In primis aiuti per la mancanza di liquidità, quindi mutui garantiti dallo Stato a tasso zero e rimborso a medio lungo termine, poi l’avvio della misura dello stoccaggio privato per aiutare le aziende che devono affrontare un fermo di magazzino per un periodo lungo fino alla riapertura dei mercati. Per i vini ad alto valore aggiunto anche un taglio d’annata in percentuale maggiore del 15% potrebbe essere un aiuto. Siamo consapevoli che non ci siano fondi a disposizione perché molto è stato giustamente assorbito dalla sanità. Chiediamo anche l’avvio dei voucher semplificati per poter offrire la possibilità di lavorare nelle nostre vigne ai giovani studenti e alle persone che hanno perso il lavoro.

Come stanno reagendo i vignaioli indipendenti italiani a questa situazione?
Molti di noi si sono attivati per fare le consegne dirette, limitatamente a questo periodo e limitatamente ai Comuni vicini all’azienda. Sono stati poi contattati i clienti che abitualmente passavano in azienda per assaggiare le nuove annate. Abbiamo inoltre cercato di dare evidenza ai Punti d’Affezione FIVI che avevano attivato le consegne a domicilio ed abbiamo sostenuto per quanto possibile le esigenze dei nostri clienti che si sono trovati in difficoltà con la chiusura repentina delle loro attività. Credo che la ripartenza vedrà modelli distributivi diversi in cui il servizio al cliente sarà vincente

Riusciremo a rivederci al Mercato dei Vignaioli a Piacenza a novembre? Avete già qualche idea su come renderlo più idoneo ad eventuali restrizioni?
Il Mercato 2020, decima edizione, è a calendario. Speriamo di poterlo fare anche perché questo significherebbe che l’emergenza sarà superata. Stiamo anche valutando eventuali alternative via web, ma su questo non abbiamo ancora le idee chiare.

Sono nate iniziative solidali che fanno capo alla FIVI in questo periodo?
In capo a FIVI no, ma ci sono alcuni gruppi di vignaioli, ad esempio alcuni vignaioli toscani, che si sono attivati per progetti di solidarietà locale.

Qual è il messaggio che la FIVI vuole lanciare a tutti i vignaioli in questo momento?
Occorre pensare al futuro perché ne usciremo. Facciamo anche attenzione alle politiche commerciali dettate dall’emergenza; quando si ripartirà sarà poi difficile ritornare al posizionamento ante crisi. L’invito è poi a lavorare, se mai possibile, ancora più severamente in vigna perché da una crisi così eccezionale usciremo con una qualità spaventosa. La vendemmia 2020 è vicina...


vignaioli fivi presidente
Ringraziando Matilde Poggi per la sua consueta disponibilità condivido con voi anche delle considerazioni di alcuni Vignaioli del consiglio FIVI sparsi per il nostro Bel Paese:

GAETANO MORELLA- Vignaiolo in Puglia (Morella Vini) – Vice presidente FIVI
Putroppo l'emergenza sanitaria ha messo in ginocchio tutto il comparto Ho.re.ca che costituisce il bacino di clientela più importante per il Vignaiolo Fivi. Il Vignaiolo Fivi ha fatto della qualità e territorialità la sua bandiera e per assurdo ad oggi questo lo penalizza fortemente rispetto ad aziende “industriali” che hanno come mercato di riferimento la GDO.
Il vignaiolo Fivi ha la peculiarità di essere legato a doppio filo al ciclo della natura; questo comporta il fatto che non puoi permetterti di fermarti (le vigne non aspettano!) e quindi bisogna continuare a sostenere tutte le spese di conduzione senza aver la contropartita di un mercato vendite che ti sostiene economicamente.
Il Vignaiolo Indipendente non si arrende! E' resiliente e abituato a doversi confrontare con le avversità che la terra (non sempre madre affettuosa!) gli sottopone ad ogni stagione. Abbiamo cominciato a sensibilizzare i nostri clienti più affezionati cercando di trasmettere il valore intrinseco che ha una bottiglia di un vignaiolo Fivi. Non è facile perché c'è molta confusione ed incertezza nel futuro, ma abbiamo la fiducia che solo insieme alla ristorazione e a tutto il settore a noi legato riusciremo ad uscire dal pantano.
Nervi saldi e sopratutto cercare di interpretare al meglio le nuove opportunità che il mercato ci potrà offrire con la nuova situazione. Ed infine, non perdere mai la propria individualità che è il presupposto fondamentale per la nostra INDIPENDENZA.

RITA BABINI – Vignaiola in Emilia Romagna (Ancarani)
La vigna non si ferma e il nostro lavoro prevede una costanza ed una programmazione a lungo termine prima di poter immettere una bottiglia nel mercato, quindi ci siamo ritrovati improvvisamente a fronteggiare spese improrogabili (prodotti per la vigna, manodopera, imbottigliamento, rinnovo vigneti e altro ancora) senza incassare nulla.
Per noi vignaioli che ci occupiamo di tutti i passaggi, vendita inclusa, è diventato indispensabile trovare un equilibrio che permetta alla nostra azienda di sopravvivere. Alcuni hanno puntato sul proprio e-commerce, altri hanno cercato di mantenere attive le vendite ai privati dirottandoli su enoteche o ristoranti che svolgono servizio di consegna a domicilio, sostenendo la filiera per quanto possibile. Il tutto continuando a lavorare in vigna, non dimentichiamolo.
L’accreditamento di FIVI ai tavoli di filiera ci ha permesso di interloquire col Ministero attraverso la presentazione di istanze, alcune andate a buon fine altre ancora senza risposta..
Unitamente a queste richieste ci siamo rivolti a Bruxelles attraverso la CEVI per chiedere la proroga della scadenza delle autorizzazioni per nuovi impianti e reimpianti per il 2020 e la possibilità di vendere direttamente a privati in Europa senza transitare da deposito fiscale (One stop shop ). La prima richiesta è stata ottenuta con posticipo di 12 mesi, mentre per la seconda siamo ancora in fiduciosa attesa.
Siamo consapevoli delle scarse risorse economiche a disposizione per il settore vino e per questo abbiamo chiesto al Ministero Italiano che fosse applicata la misura dello stoccaggio privato, che troviamo molto più indicata come supporto alla qualità del vino prodotto dai Vignaioli FIVI rispetto alla distillazione proposta. Resta comunque indispensabile prevedere una semplificazione burocratica di numerose procedure, quali ad esempio l’assunzione per l’utilizzo di manodopera, senza dimenticare che la ripresa passa attraverso il canale Horeca. Occorre attuare misure in prospettiva che non si fermino al fronteggiare l’emergenza.
E’ fondamentale mantenere la visione completa del quadro. La collaborazione all’interno della filiera sarà sempre più importante ed i metodi di vendita utilizzati per fronteggiare la crisi dovranno diventare complementari al lavoro svolto in precedenza, ma non potranno sostituirlo tout court. Dal concetto di semplice delivery si dovrà passare a quello di customer care. Resta inoltre indispensabile trovare ascolto ai tavoli di filiera regionali e nei consorzi di tutela, perché molti problemi nazionali avranno necessità di passare attraverso soluzioni locali che riconoscano il nostro costante lavoro a preservare territorio, identità della filiera e dignità del vignaiolo. Il mercato non è saturo di buon vino!

SAVERIO PETRILLI – Vignaiolo in Toscana (Tenuta di Valgiano)
Non ci date niente? Perlomeno non chiedete!
Dal momento che non riceveremo un reale sostegno finanziario, che eventuali operazioni di sostegno al mercato si concentreranno su pratiche che non ci riguardano come la distillazione e la vendemmia verde totale, vorremmo che ci si lasci lavorare. Azzeramento della burocrazia come durante il lock down, niente controlli, niente domande, niente ingerenza nella gestione dell’azienda. Azzeramento di qualsiasi tassa o imposta per due anni. Contributi dei lavoratori ridotti senza penalizzare il lavoratore.
Da parte nostra ci rimboccheremo le mani e, come hanno fatto i nostri padri, manterremo a galla le aziende, sani i vigneti, meraviglioso il paesaggio, contenti i clienti, allegri i consumatori.

Parole forti e considerazioni davvero sentite quelle dei vignaioli indipendenti italiani che danno solo un'idea parziale della difficoltà in cui versano le medie e piccole imprese del vino nel nostro paese. Eppure, sono certo che anche questa volta saranno proprio loro a mostrare e dimostrare che si può affrontare qualsiasi crisi con la qualità e la coerenza, con il rispetto e la propensione al fare tipica di questi grandi lavoratori.
Speriamo, davvero, di vederci tutti al Mercato dei Vignaioli Indipendenti di Piacenza a Novembre per un'edizione che sarà di certo speciale!


F.S.R.
#WineIsSharing




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