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domenica 28 giugno 2020

Il corona virus: un'occasione per l'enoturismo italiano. - Quest'anno la vacanza si fa in vigna!

Viviamo in un paese meraviglioso! E' così scontato che, spesso, ce ne dimentichiamo.
E' ai limiti dell'assurdo che sia servita un'emergenza sanitaria di proporzioni bibliche per leggere titoli del tipo “quest'anno scegliamo l'Italia per le nostre vacanze”, eppure è questo che sta accadendo e non resta che fare di necessità virtù.
Quindi, eccomi qui a parlare nuovamente di enoturismo e di quanto ogni singola regione del nostro paese possa proporre a tutti voi appassionati di vigna e di vino, anche e soprattutto in una situazione particolare come quella che si è venuta a creare a causa del corona virus.
Scrissi anni fa che l'Italia è l'unica nazione in cui si può puntare a caso un compasso con un'apertura ideale di 50km (e sono stato largo!) avendo l'assoluta certezza di trovare vigne all'interno del cerchio tracciato. Questa semplice considerazione, in realtà, vuole porre l'accento su quanto vasta e variegata sia l'offerta enoturistica del nostro paese e quando la viticoltura sia radicata in ogni singola regione e ancor più in ogni singolo areale, con la sua cultura, la sua tradizione, le sue genti e, non ultima, con la bellezza paesaggi.
Nonostante i numeri degli ultimi 3 anni siano effettivamente più che positivi, è evidente che l'enoturismo in Italia non è mai stato spinto abbastanza (i dati lo danno in crescita si riferiscono a livelli di partenza non congeniali alla nazione con la più alta produzione vitivinicola al mondo), le cantine tardano a prendere piena coscienza delle proprie potenzialità (ad eccezione di alcune regioni storicamente votate al turismo enogastronomico di qualità) e il governo lo ha riconosciuto in termini giuridici solo nel 2017 e regolamentato con un decreto legge solo nel 2019. Ciò che sta accadendo in questo assurdo 2020, però, può e deve essere un'occasione per partire proprio dagli italiani, con un turismo di prossimità che permetta a coppie o piccoli gruppi di appassionati di vivere esperienze che altri contesti non potrebbero dare in una situazione così particolare e limitante. Ecco, quindi, che nell'estate in cui la campagna e le strutture agrituristiche stanno diventando meta ideale per molti italiani (e non solo!) le nostre realtà enoturistiche dovranno necessariamente essere pronte a proporsi come un'opportunità unica per vivere momenti all'insegna della serenità e del gusto in tutta sicurezza.
Immagino, dunque, pic-nic e cene (magari con delle collaborazioni fra cantine e ristoratori locali, anche di alto profilo, per offrire vari standard esperienziali) fra i filari in cui, idealmente, saranno i filari stessi a diventare “distanziatori sociali” dando un colpo di spugna a quelle tristissime immagini che auspicavano pannelli di plexiglas come divisori in spiaggia e, persino, al ristorante.
Ovviamente, ci sarà sempre la possibilità di assaggiare vini di qualità all'aria aperta o in adeguate sale degustazione, per piccoli gruppi, nel pieno rispetto delle norme.
La qualità delle proposte sia in termini di “strutture ricettive” che di esperienza enogastronomica farà la differenza tanto quanto la capacità di comunicare sostenibilità, salubrità e attenzione ancor più minuziosa nei confronti degli avventori.

E' importante, però, capire che la filiera dell'enoturismo quest'anno subirà un durissimo colpo dall'assenza quasi totale dei turisti stranieri che rappresentavano una fetta considerevole degli ospiti di cantine con agriturismo e wine resort in Italia. Eppure, mi piace pensare che gli italiani quest'anno possano riversarsi nelle campagne e, in particolare, nelle realtà vitivinicole che permetteranno vacanze più o meno brevi all'insegna del buon vivere, del buon cibo e, ovviamente, del buon cibo.
Sta a noi scegliere cosa fare nei prossimi mesi e io non ho dubbi a riguardo: quest'anno faccio l'enoturista!
Sì, lo so... per un vineyards trotter come me può sembrare scontato, ma in realtà non lo è affatto! Proprio perché per me girare per vigne e cantine, per quanto piacevole, è sempre stato un impegno professionale le mie brevi vacanze estive le ho spesso passate lontano da contesti in cui mi sarebbe stato impossibile rilassarmi al 100%. Quest'anno, però, reputo fondamentale che noi eno-appassionati pianifichiamo le nostre vacanze negli areali vitivinicoli del nostro paese cercando di coinvolgere anche chi non sembra ancora aver maturato una passione prettamente “enoica” ma, sono certo, potrà godersi ugualmente una vacanza in campagna scoprendo, magari, un nuovo interesse.

In un'intervista per un magazine francese mi hanno chiesto quali mete enoturistiche consigliare a turisti europei che potrebbero ritrovare fiducia nel nostro paese nei prossimi mesi ma io non ho saputo scegliere e non ho voluto farlo! Ciò che ho detto è che in Italia abbiamo ogni tipo di soluzione:
-da quella nell'entroterra in contesti prettamente rurali in cui vivere una vacanza all'insegna di quella libertà salubre e vitale che solo la campagna sa dare;
-quelle di laghi e montagna alle quali abbinare escursioni, trekking, mountain bike e altre attività sportive ma anche e soprattutto relax;
-quelle a due passi dal mare grazie alle quali potrete godervi il rifugio della campagna senza rinunciare alla spiaggia.

Basta solo scegliere! Io, da par mio, continuerò a dare il mio supporto alla filiera rendendomi disponibile a dare dritte - in forma del tutto amicale - a chiunque me le chiederà riguardo gli areali e territorio da visitare, cercando di aiutarvi a vivere una vacanza di scoperta e stupore.
Quest'anno l'hashtag delle nostre vacanze sarà #iosonounenoturista.

F.S.R.
#WineIsSharing


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