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martedì 15 settembre 2020

Campania Stories "covid edition" - I migliori assaggi delle "nuove annate" di una regione unica al mondo per potenziale e biodiversità

Pochi giorni fa si è conclusa l'edizione 2020 di Campania Stories, presentazione delle ultime annate dei vini campani.

Campania Stories 2020 covid

Dopo il lockdown e con le limitazioni imposte dall'emergenza covid-19 l'attesa per il primo vero evento dedicato alla stampa italiana e straniera dall'inizio dell'epidemia (o almeno da quando ci è stato dato di conoscerne l'effettiva portata) era tanta e intrisa di quel sano blend di timori, dubbi e voglia di ripartire... tanta voglia di ripartire e di tornare a cimentarsi con l'iter delle anteprime.

Chi mi segue sa che non mi sono mai fermato da quando è stato possibile tornare a muoversi e tra vigne, cantine e degustazioni avevo già avuto modo di ripartire quasi a pieno regime in termini individuali ma ho davvero gradito la possibilità di confrontarmi con i colleghi e l'opportunità di vivere per la prima volta un evento che, solitamente, dovevo saltare a causa di impegni che mi vedevano occupato nei mesi di marzo e aprile.

Quella che dai Romani era definita Campania Felix è uno scrigno di varietali autoctoni (da sola vanta un numero di vitigni censiti supera quello dell'intera Francia) e un caleidoscopio di areali dalle connotazioni pedoclimatiche variabili, nonché dalle interpretazioni agronomiche e dalle tradizioni enologiche differenti. E' una regione in cui la biodiversità è un fattore fondamentale e il sistema vigneto gode spesso di un equilibrio raro.

vigne vesuvio
Fonte Museo Arte Vino

E' interessante considerare che, nonostante i canti delle sirene dei mercati internazionali che hanno spinto molte regioni a quella che ho spesso definito ironicamente la “merlottizzazione” (per essere più precisi, parlo dell'avvento e dell'impianto, talvolta eccessivo ed incauto, di varietà internazionali in areali in cui vigevano altri varietali tipici capaci di dare origine a vini ottimi di spiccata identità) la viticoltura campana ha saputo ponderare ogni scelta, preservando i propri varietali tipici e andando ad impiantare pochissimi ettari di vitigni alloctoni (e spesso queste eccezioni hanno dato origine ad ottimi vini che, a prescindere dalla provenienza dei vitigni utilizzati, vantano nitidi marcatori territoriali).

vigne campi flegrei

Per quanto concerne le denominazioni parliamo di una regione che vanta:

  • 10 Igp (9 sub-regionali e 1 regionale) e corrispondono alle tipologie classificate con Indicazione Geografica Tipica, secondo la tradizionale piramide dei vini di qualità italiani, ovvero Campania, Beneventano, Catalanesca del Monte Somma, Colli di Salerno, Dugenta, Epomeo, Paestum, Pompeiano, Roccamonfina, Terre del Volturno;

Igp Igt Campania
  • 19 Dop, divise tra 4 Docg e 15 Doc, vale a dire Aglianico del Taburno (Docg), Aversa, Campi Flegrei, Capri, Casavecchia di Pontelatone, Castel San Lorenzo, Cilento, Costa d’Amalfi, Falanghina del Sannio, Falerno del Massico, Fiano di Avellino (Docg), Galluccio, Greco di Tufo (Docg), Irpinia, Ischia, Penisola Sorrentina, Sannio, Taurasi (Docg), Vesuvio.

Campania doc e docg

Fatta questa premessa generale sulla Campania enoica, è importante evidenziare che quella che solitamente è un'anteprima dei vini delle regione non presenta le sole annate più recenti, bensì uno spettro di annate differenti ma pur sempre relative ai vini attualmente in commercio.

Se per i bianchi, infatti, è più semplice incontrare tra le “nuove annate” vendemmie più recenti (principalmente 2019 e 2018 arrivando comunque alla 2013) per i rossi possiamo spaziare dalle interpretazioni d'annata a quelle frutto di lunghi affinamenti come accade, ad esempio, per i Taurasi e Taurasi Riserva (per i quali arriviamo fino alla 2010).

Vi riporto qui di seguito dei brevi report sulle annate che vedevano il maggior numero di vini in degustazione, tralasciando quelle più addietro che contemplavano un numero marginale di referenze.

Annata 2019

Inverno mite e poco piovoso, come purtroppo accade sempre più spesso nell'era dei cambiamenti climatici. Più fredda la stagione primaverile, specialmente nella prima parte, con temperature rigide che hanno rallentato la fase fenologica del germogliamento. Piovosi i mesi di aprile e soprattutto maggio, con una relativa frenata del ciclo vegetativo, con un conseguente ritardo della fioritura.

L'estate è nella norma, con alcuni picchi di caldo e di afa, con precipitazioni quasi del tutto assenti. Le maturazioni sono state ottimali e le vendemmia in linea con le tempistiche degli ultimi anni. La produzione è calata del -6% all'annata precedente, ma si tratta di un buon risultato rispetto -16% medio italiano. L'annata è completa e ben si presta alle diverse interpretazioni dei singoli areali, mettendo in evidenza l'incidenza dei singoli pedoclimi e delle diverse varietà locali di areale in areale spaziando da vini più ricchi e suadenti a vini più tesi e sapidi.

Annata 2018

L'inverno è stato mite, la primavera fresca e piovosa, estate inizialmente tiepida per poi procedere con un ampia finestra di caldo e di siccità, autunno con temperature sopra la media e meteo favorevole, nonostante qualche episodio temporalesco. Si può considerare un'annata di non semplice gestione a causa delle violente oscillazioni climatiche (specialmente nel periodo di passaggio tra primavera ed estate), ma comunque in grado di soddisfare sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Il profilo medio dei vini può essere tracciato seguendo i parametri di annate tendenzialmente più fresche con rossi più orientati allo slancio, all'agilità e alla finezza e bianchi più tesi e vibranti, molto minerali.

Annata 2017

Inizio di inverno molto freddo, prima parte di primavera calda con pochissime precipitazioni. L'estate è stata molto calda, mentre l'autunno più fresco e discontinuo. Un'annata non definibile in maniera omogenea ma di certo più assimilabile alle annate calde con rossi tendenzialmente più strutturati e potenti (con alcuni percettibili eccessi di maturazione) e bianchi più di corpo e meno verticali ma capaci, in molti casi, di compensare la più bassa acidità con una buona componente minerale e salina.

Annata 2016

Un'annata altalenante che non prometteva benissimo a causa di gelate primaverili che in alcuni casi hanno segnato una riduzione della futura produzione. L'estate, però, è stata classica, senza finestre troppe calde, capace di mantenere il ritmo del ciclo vegetativo costante. L'autunno nonostante si sia dimostrato umido in molti areali, ha permesso un raccolto di qualità seppur non di quantità. I vini della 2016 godono di un equilibrio, purtroppo, sempre più raro, con struttura, acidità e tannini di grande armonia. Vini di buona struttura ma che non mancano di freschezza e nerbo, sia nei rossi che nei bianchi. Ottima la prospettiva in termini di longevità.

Prima di passare agli assaggi che di più mi hanno colpito tra i ca. 300 vini degustati (rigorosamente alla cieca) nelle due sessioni di assaggio, ci tengo a condividere un'impressione generale sulla crescita della viticoltura campana e su una presa di coscienza di molti produttori non solo delle indiscusse potenzialità dei propri varietali e dei propri territori di riferimento, bensì dell'occasione che questo particolare momento storico-enoico può concedere (e in taluni casi sta concedendo) ai vini campani grazie alla loro naturale predisposizione a manifestare peculiarità ideali richieste ai vini “contemporanei”, quali: spiccata identità varietale e territoriale, equilibri che permettono – pur trattandosi di vini del sud – di coniugare solarità e freschezza, forza e agilità di beva in modo egregio e privo di forzature, nonché la possibilità e la capacità di presentare vini base Aglianico meno “duri” ed introversi, in grado sì di mantenere la loto ottima complessità e loro indiscussa longevità ma anche di risultare più “pronti” nel momento in cui vengono presentati.

Wine Blogger classifica saverio russo

Il mio personale parere è che poche regioni vantino una qualità media così alta e spalmata fra vini bianchi e rossi (senza escludere ottimi e ponderati rosati e alcuni interessanti spumanti da Asprinio di Aversa) con dei picchi, soprattutto nei bianchi, di eccellenza assoluta. Il punto “critico” è quello che riscontro quotidianamente in gran parte della penisola, ovvero un prezzo medio ancora troppo basso per il livello qualitativo che i produttori e i vignaioli campani sono riusciti a raggiungere e per le condizioni della viticoltura di molti degli areali della regione che, a differenza di una buona fetta di viticoltura del Sud, non vantano e non permettono grandi rese.

Vini Spumanti

Trenta Pioli 2018 – Aversa Aprinio Metodo Martinotti Brut – Salvatore Martusciello

Pietrafumante 2017 – Caprettone Spumante Metodo Classico – Casa Setaro

campania spumanti rosati

Rosati

Maricinè 2019 – Paestum Rosato (Aglianico) Igp – Albamarina

Scirocco 2019 – Terre del Volturno Casavecchia Rosato Igp – Sclavia


Rossi frizzanti

Ottouve 2019 – Penisola Sorrentina Igp sottozona Gragnano – Salvatore Martusciello


Vini Bianchi*

Bianco di Bellona 2019 – Irpinia Coda di Volpe Doc – Tenuta Cavalier Pepe

Pompeii 2019 – Pompeiano Bianco Igp – Bosco de' Medici

Benita '31 2019 – Vesuvio Caprettone Doc – Sorrentino

Aryete 2018 – Vesuvio Caprettone Doc – Casa Setaro

Fiorduva 2018 – Costa d'Amalfi Furore Bianco Doc – Marisa Cuomo

Vigna Caracci 2016 – Falerno del Massico Bianco Doc – Villa Matilde

Falanghina del Sannio Taburno 2019 Doc – Iannella Antonio

Vigna Segreta 2018 – Falanghina del Sannio S. Agata dei Goti Doc - Mustilli

Libero 2014 – Taburno Falanghina Vendemmia Tardiva Doc – Fontanavecchia

Cruna del Lago 2017 – Campi Flegrei Falanghina Dop – La Sibilla

Genius Loci 2019 – Fiano Sannio Doc – Terre Stregate

Proclamo 2019 – Paestum Fianco Igp – Marino

Quartara 2017 – Colli di Salerno Fiano Igp – Lunarossa Vini e passione

Fiano di Avellino Bio 2019 – Fiano di Avellino Doc – Le Masciare

Fiano di Avellino Doc 2019 – Tenuta del Meriggio

Fiano di Avellino Doc 2018 – Rocca del Principe

Pietracupa 2019 – Campania Fiano Igp – Pietracupa

Oì Nì 2017 – Campania Fiano Igp – Tenuta Scuotto

Greco di Tufo Docg 2019 – Le Masciare

Vigna Cicogna 2019 – Greco di Tufo Docg – Ferrara Benito

Campania Greco Igp – Pietracupa

Ponte dei Santi 2018 – Greco di Tufo Docg – Villa Raiano

Oltre 2017 – Greco di Tufo Docg – Bellaria

*Nella selezione degli assaggi più convincenti tra i vini bianchi campani troverete in verde i picchi più alti emersi durante la sessione di degustazione.

vini rossi campani

Vini Rossi*

Costacielo 2018 – Aglianico Colli di Salerno Igp – Lunarossa vini e passione

Diciotto 2018 – Pastum Aglianico Igp – Tempa di Zoe

Core Rosso 2017 – Campania Aglianico 2017 - Montevetrano

Zero 2016 – Campania Aglianico Igp – Tempa di Zoe

Valentina 2013 – Aglianico Colli di Salerno – Viticoltori Lenza

Barbera del Sannio 2019 – Sannio Barbera Dop – Monserrato 1973

Montevetrano 2017 – Colli di Salerno Rosso – Montevetrano

Sannio Piedirosso Dop 2019 – Fontanavecchia

Terrazze Romane 2018 – Campi Flegrei Piedirosso Doc – Cantine del Mare

Settevulcani 2018 – Campi Flegrei Piedirosso Doc 2018 – Salvatore Martusciello

Artus 2018 – Sannio Sant'Agata dei Goti Piedirosso Doc – Mustilli

Terra di Rosso 2017 – Campania Piedirosso Igp – Galardi

Vigna Madre 2014 – Campi Flegrei Piedirosso Doc – La Sibilla

Forgiato 2018 – Lacryma Christi del Vesuvio Doc – Villa Dora

Don Vincenzo Rosso 2015 – Lacryma Christi del Vesuvio Riserva Doc – Casa Setaro

Trebulanum 2017 – Casavecchia di Pontelatone Riserva Doc – Alois

Aglianico 2019 – Campania Aglianico Igp – Famiglia Pagano

Rintocco 2019 – Benventano Rosso Igp – Monserrato 1973

Aglianico del Taburno Docg 2016 - Fontanavecchia

Terre di Rivolta 2015 – Aglianico del Taburno Riserva Docg – Fattoria La Rivolta

Irpinia Campi Taurasini Doc 2017 – Tenuta del Meriggio

Costa Baiano 2017 – Irpinia Campi Taurasini Doc – Villa Raiano

Magis 2016 – Irpinia Aglianico Doc – Antico Castello

Nonna Sepa 2013 – Irpinia Campi Taurasini Doc – Delite

Cretarossa 2013 – Irpinia Campi Taurasini Doc – I Favati

Taurasi 2016 – Taurasi Docg – Donnachiara

Taurasi 2015 – Taurasi Docg – Le Masciare

Poliphemo 2015 – Taurasi Docg – Tecce Luigi

Taurasi 2014 – Taurasi Docg – Antico Castello

Opera Mia 2014 – Taurasi Docg – Tenuta Cavalier Pepe

Borgodangelo 2013 – Taurasi Riserva Docg – Borgodangelo

Principe Lagonessa 2012 – Taurasi Docg – Amarano

Taurasi 2010 – Taurasi Docg – Perillo

*Nella selezione degli assaggi che mi hanno colpito positivamente trovate segnalati in rosso i picchi più alti emersi durante la degustazione.

campania stories migliori vini

Ci tengo a precisare che ho preferito non pubblicare note di degustazioni per non condizionare l'assaggio di chi andrà ad approcciare i vini da me segnalati, in quanto le due sessioni di assaggio contavano un numero di vini tale da omologare i descrittori di molti di essi e da non garantire un'attendibilità omogenea. Ho quindi, ritenuto opportuno attenermi ad un processo di selezione subitaneo, legato all'impatto che ognuno dei vini degustati ha saputo darmi riflettendo su quali di essi avrei voluto acquistare e bere, con una particolare predilezione per vini dalla marcata identità varietale e dalla palese agilità di beva, eccezion fatta per i Taurasi per i quali la valutazione è stata orientata anche sulla complessità, la profondità di sorso, la finezza tannica e il supporto potenziale in termini di longevità. Oltre a questo, gli assaggi segnalati si attengono solo ed esclusivamente agli assaggi fatti durante le due sessioni e non ai riassaggi che ho avuto modo di effettuare durante le visite in azienda e le collettive organizzate durante la mia partecipazione a Campania Stories, in modo da mettere tutte le cantine sul medesimo piano.

francesco saverio russo wine

In conclusione la qualità media dei campioni assaggiati è stata alta con picchi di grande qualità, specie sui bianchi di grande verticalità e sapidità senza mai risultare esili, pieni di luce.

Emerge fra i rossi la freschezza e la dinamica di beva del Piedirosso che abbinata alla mineralità vulcanica esalta un'identità forte che ha la fortuna di risultare particolarmente attuale senza snaturare la sua tipicità tradizionale. Il Taurasi vanta picchi notevoli e resta il grande vino rosso campano, seppur in alcuni casi possa risultare anacronistico. Credo che molte realtà stiano arrivando al giusto equilibrio fra forza, complessità e una beva più dinamica e priva di ostacoli, che miri all'eleganza che l'Aglianico può e sa raggiungere in queste terre.

In futuro spero di vedere più Rosati prodotti con la convinzione che questa categoria possa essere un'ottima scelta sia in termini di espressività che a livello commerciale (sia interno, basti pensare alla Costiera, che esterno per il mercato Italia e estero in cui i Rosati stanno riscuotendo particolare successo negli ultimi anni).

alberate vigne asprinio aversa

Ripongo molte delle mie speranze anche nell'Asprinio di Aversa, in quanto credo che l'unicità delle alberate unita alle peculiarità varietali possano dar luogo ai migliori metodo classico del sud.

La Campania è una regione straordinaria, dotata di macro e micro areali dalle caratteristiche uniche nel loro genere, in grado di coprire ogni categoria enoica in maniera identitaria e qualitativamente elevata. Molti di questi areali, a differenza del resto del Sud Italia, stanno soffrendo meno gli effetti dei cambiamenti climatici e riescono a dare origine a vini di grande contemporaneità senza snaturarne l'identità. Credo che sia una delle regioni vitivinicole più interessanti e complete non solo in Italia ma al mondo e confido che la crescente fiducia nei propri mezzi dei produttori, e in particolare dei più "piccoli" e dei giovani, possa portare i vini campani ad essere percepiti per il loro reale valore.

eventi vino covid

Ringrazio sinceramente tutti coloro che hanno contribuito all'organizzazione di questa surreale edizione di Campania Stories in cui mascherine e distanziamento non hanno però impedito la buona riuscita di un evento che come nessun altro permette una vera e propria full immersion nel mondo del vino campano dalla vigna al bicchiere.

F.S.R.

#WineIsSharing




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