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sabato 27 marzo 2021

I migliori vini assaggiati a Montalcino all'anteprima Benvenuto Brunello Off 2021

Fu l'ultimo evento prima del primo lockdown e si pensava sarebbe stato procrastinato come tutte le anteprime previste per il 2021, invece Benvenuto Brunello è stato organizzato e allestito in maniera impeccabile anche in questo difficilissimo periodo. Per questo non posso che iniziare il mio articolo dedicato, come ogni anno, ai migliori assaggi dell'anteprima del Brunello di Montalcino e degli altri vini prodotti in questo straordinario territorio, facendo i miei più sinceri complimenti al Consorzio del vino Brunello di Montalcino che ha dimostrato, ancora una volta, di saper arrivare dove altri non riescono a giungere, il tutto nel pieno rispetto delle norme anti-covid. Un evento che ha permesso a centinaia di persone divise in gruppi ristrettissimi, spalmati nell'arco di 4 weekend, la possibilità di degustare in tutta sicurezza le nuove annate che i produttori di Montalcino hanno deciso di presentare a questo Benvenuto Brunello Off. Nello specifico sono state presentate il Brunello di Montalcino 2016 ("annata" e selezione), Il Brunello di Montalcino Riserva 2015 e il Rosso di Montalcino 2019, oltre ai vini Moscadello e Sant'Antimo Rosso e Bianco.

Migliori Brunelli 2016 anteprime Benvenuto Brunello Off
Come di consueto, iniziamo con il report delle annate elaborato dai tecnici del Consorzio.

ANNATA 2015
Andamento stagionale - Inverno scarsamente piovoso, ovvero con episodi al di sotto della media ma con temperature nella media del periodo (Gennaio min. -3°C. e max 15,5°C.). Pioggia totale del mese di gennaio 2015: 40 mm. Lo stesso andamento stagionale si è riscontrato nel mese di febbraio con temperature min. -2° C. e max.15,5°C. Pioggia totale del mese di febbraio: 95 mm. Non ci sono state gelate e neppure presenza di neve.

Inizio Primavera: Marzo è stato caratterizzato da piogge nella media del periodo, complessivamente sono caduti 72 mm di pioggia. Temperature sempre al di sopra della media con oscillazioni tra i 1,5°C ed i 20°C della fine del mese.

Aprile ed apertura delle gemme - La fase vegetativa ha avuto inizio nella prima settimana di Aprile. Il mese di Aprile è stato ancora caratterizzato da fenomeni scarsi di pioggia. Pioggia totale del mese di Aprile: circa 50 mm. distribuiti in due periodi, prima settimana ed ultima settimana del mese. La temperatura è stata bassa nei primi giorni del mese; con esattezza il giorno 8 Aprile è scesa a -1°C. Con una graduale ripresa ha poi raggiunto i 24°C. nei giorni del 22-23 Aprile.

Maggio e fioritura - Le temperature sono state complessivamente nella media del periodo per tutto il mese. Ciò nonostante la caratteristica fondamentale del mese di maggio è che si sono verificati costati fenomeni di importante escursione termica nell’ultima settimana del mese con oscillazioni tra i 7°C ed 28°C. Le piogge sono state scarse e concentrate nella terza decade del mese di maggio.
La più importante si è verificata nei giorni 22 e 23 maggio, con circa 26 mm di pioggia. Accumulo totale del mese di maggio di circa 35 mm. Le piante hanno manifestato un ottimo stato vegetativo, la fioritura è iniziata intorno al 20 maggio, per i viticoltori non si sono avvertite particolari criticità dal punto di vista fitopatologico.

Giugno e allegagione - Il mese di giugno è iniziato con un assaggio di estate, determinato da un innalzamento delle temperature, che hanno raggiunto i 32° C. Il giorno 8 giugno una pioggia circa 20 mm. ha di nuovo portato un abbassamento delle temperature, ripristinando la media del periodo.
Le settimane successive sono state caratterizzate da un’alternanza fra fenomeni di piccole precipitazioni (8/10 mm) e giornate soleggiate e ventilate. Questo ha portato ad un nuovo innalzamento delle temperature fino a raggiungere 32°C. a fine giugno, tipico andamento proprio dell’estate.
Questa andamento stagionale ha portato le piante ad un ottimo equilibrio vegetativo, senza creare grandi criticità ai viticoltori, sia dal punto di vista fitosanitario sia nella gestione della chioma.
L’ultima settimana di giugno nella zona sud-ovest il sangiovese ha manifestato la chiusura del grappolo. Nel mese di giugno sono caduti complessivamente circa 45 mm di acqua.

Luglio e inizio invaiatura - Tutto il mese di luglio è stato caratterizzato dalla scarsità di precipitazioni. In totale 20 mm, concentrati negli ultimi giorni del mese di luglio.
Inoltre si è verificata continua persistenza di temperature max. molto al di sopra della media, con punte di oltre 40°C. nella parte centrale del mese. Questo ha determinato un innalzamento della media delle temperature minime a 22°-23° C. Questa situazione ha anticipato l’invaiatura di circa 8-10 giorni rispetto alla media del periodo. Il mese di luglio con queste caratteristiche ha creato le condizioni per un ottima maturazione del legno ed un anticipo dell’invaiatura. Con le prime piogge di fine luglio si sono quindi create le condizioni tipiche per una grande annata fino ad allora non ben definita.

Agosto e maturazione - Il mese di agosto è stato caratterizzato da pochissime piogge concentrate nella prima settimana di agosto. Pioggia totale del mese: 48 mm. Le temperature al di sopra della media della prima settimana si sono mitigate dopo la pioggia che ha caratterizzato i giorni 8 e 9 agosto (circa 30 mm) e vi è stata un’importante escursione termica con temperature max 26°-28°C di giorno e minime 15°-16°C di notte. Ottima condizione questa per la concentrazione di aromi.
Questo situazione ha permesso una maturazione lunga e di grande importanza sia per gli aromi che per la qualità dei tannini. L’aumento delle temperature di fine agosto con max fino a 33°-34°C hanno avuto un’importante influenza sulle bucce, concentrando gli aromi e l’estratto secco.

Settembre e raccolta - La prima settimana di settembre è stata caratterizzata da piogge concentrate tra i giorni 2-3-4-5 settembre ed un nuovo sensibile abbassamento delle temperature comprese fra max 25°C e min. 15°C. Nella metà del mese di settembre ritornano ad alzarsi fino a raggiungere i 33°-34°C e sono accompagnate da un’ottima ventilazione da est.
L’ultima decade di Settembre è stata caratterizzata da piccole precipitazioni e basse temperature scendendo fino a 9°C le min. e 18°C le max. Nel mese di Settembre sono caduti complessivamente circa 48 mm di pioggia. Le prime uve di sangiovese si sono raccolte tra il 15 ed il 20 settembre, nella zona sud / sud-est.

Ottobre - I primi dodici giorni di ottobre hanno visto la continuazione dell’andamento stagionale di fine Settembre; solamente nella giornata del 10 Ottobre abbiamo avuto un rilevante fenomeno piovoso (30 mm). L’alternanza di bel tempo e piccole piogge si è protratta fino a metà mese di Ottobre. La maggior parte dei viticoltori avevano vendemmiato già prima della pioggia del 10 Ottobre.
Le uve raccolte hanno subito manifestato una notevole complessità in aromi, ed eleganza dei tannini. Di notevole importanza è stata l’acidità naturale, al di sopra delle medie, non tipica delle annate caratterizzate da temperature al di sopra delle medie del periodo, nel periodo invaiatura e maturazione.
Questi segnali hanno dato subito la percezione di un’annata di altissimo e raro livello qualitativo.

Caratteristiche del prodotto - Colore rosso vinoso intenso, profumi caratteristici di frutta rossa fresca. In bocca presenta una grande struttura tannica ed un ottimo quadro acido. Vino di ottima e lunga persistenza aromatica sia al naso che in bocca.

ANNATA 2016
Andamento stagionale - Mesi finali del 2015 scarsamente piovosi, con precipitazioni praticamente assenti nel mese di dicembre. Con il nuovo anno le precipitazioni sono riprese, facendo registrare 120 mm nell’arco del mese. Temperature nella media del periodo durante gennaio, che registra punte di minime di - 6°C e massime sui 10 °C.
Simile l’andamento stagionale che si è riscontrato nel mese di febbraio, con temperature notturne sempre attorno agli zero gradi e massime sui 10°C. Pioggia totale del mese di febbraio: 150 mm. Assenza quasi completa di neve, limitata ad una leggerissima nevicata al 20 gennaio.

Inizio primavera - Marzo è stato caratterizzato da piogge nella media del periodo, complessivamente caduta per circa 70 mm. Temperature nella media stagionale con oscillazioni tra i - 2°C ed i 15 °C.

Aprile ed apertura delle gemme - Con il mese di aprile ha avuto inizio la fase vegetativa. Il periodo è stato caratterizzato da fenomeni di pioggia, soprattutto verso la fine del mese. Pioggia totale del mese di Aprile: circa 60 mm. Il mese è iniziato con un sensibile rialzo delle temperature notturne, per poi tornare a scendere attorno ai 5 °C verso la fine del mese. Le temperature diurne, solo in pochi casi, nella prima metà del mese, hanno raggiunto i 20 °C.

Maggio e fioritura - Le temperature sono state complessivamente nella media del periodo per tutto il mese, oscillando tra i 7°C ed i 23°C. Le piogge si sono concentrate nella metà del mese, con precipitazioni complessive per 80 mm. Le piante hanno manifestato un ottimo stato vegetativo. La fioritura è iniziata successivamente alla metà del mese; per i viticoltori non si sono avvertite particolari criticità dal punto di vista fitopatologico.

Giugno e allegagione - Prima fase del mese caratterizzata da piogge, che si sono quindi diradate dalla metà del mese, portando a temperature prossime ai 30 °C solo nell’ultima decade, caratterizzata da giornate molto soleggiate e anche da buona ventilazione.
Questo andamento stagionale ha portato le piante ad un ottimo equilibrio vegetativo, senza creare grandi criticità ai viticoltori, sia dal punto di vista della gestione del verde che da quello fitosanitario. Nel mese di giugno sono caduti complessivamente circa 80 mm di acqua.

Luglio e inizio invaiatura - Il mese di luglio è stato caratterizzato da scarsità di precipitazioni. Gli unici veri fenomeni piovosi si sono registrati tra il 13 ed il 15 luglio, per un totale di circa 20 mm.
Le temperature del mese, nel complesso, seppur alte, sono state nelle medie stagionali ormai consuete, costantemente sopra ai 30°C nelle ore diurne, con minime tra i 15 °C ed i 25 °C a seconda delle zone. Con queste condizioni l’invaiatura è avvenuta in modo regolare, a partire dalla seconda metà del mese. Le piogge centrali del mese hanno predisposto le condizioni tipiche per una grande annata, fornendo una risorsa idrica adeguata per bilanciare le alte temperature del mese di luglio e del successivo agosto.

Agosto e maturazione - Il mese di agosto è stato caratterizzato da poche piogge, concentrate all’inizio ed alla fine del mese, per un totale di circa 70 mm. Le temperature hanno registrato un’importante escursione termica con temperature max 26°-28°C, con punte di 32 °C di giorno e minime 15°-16°C di notte, in alcuni casi anche 12 °C. La maturazione è stata quindi lunga, di grande importanza sia per gli aromi che per la qualità dei tannini. Le importanti escursioni termiche hanno inoltre avuto un’influenza sulle maturazioni delle bucce, concentrando gli aromi e l’estratto secco, caratteristiche ideali per una produzione di grande qualità.

Settembre e raccolta - la prima settimana di settembre ha registrato una unica giornata di pioggia, quella del 6 settembre, in cui si sono registrati circa 15 mm. Le piogge sono poi riprese nei giorni centrali del mese quando, tra il 16 ed il 20, si sono registrati circa 80 mm. Le temperature massime si sono mantenute a ridosso dei 30 °C nella prima metà del mese, per poi diminuire nella seconda metà attorno ai 25 °C di media. L’escursione notturna si è mantenuta rilevante, con media mensile inferiore ai 15 °C. Queste condizioni, abbinate ad una buona ventilazione, hanno permesso una raccolta di uve sane e con caratteristiche organolettiche importanti. Le prime operazioni di raccolta si sono registrate attorno alla metà del mese, nella zona sud-ovest.

Ottobre - la prima metà del mese ha visto una graduale diminuzione delle temperature, culminata attorno al 12 del mese con massime attorno ai 10 °C, per poi risalire nella seconda metà del mese ai 20 °C di media. La metà del mese ha coinciso con giornate piovose, quando si sono raggiunti oltre 60 mm il 15 di ottobre. La chiusura delle operazioni di raccolta è coincisa con la metà del mese, beneficiando di lunghi periodi secchi e ben ventilati. Le uve raccolte hanno così manifestato una notevole complessità in aromi, tannini eleganti ed ottima acidità naturale.
Caratteristiche che hanno dato da subito la percezione di un’annata di livello qualitativo altissimo.

Caratteristiche del prodotto - Colore rosso vinoso intenso, profumi caratteristici di frutta rossa fresca. In bocca presenta una grande struttura tannica ed un ottimo quadro acido; ottima e lunga persistenza aromatica sia al naso che in bocca, con spiccate caratteristiche di eleganza e mineralità. Elementi di una longevità straordinaria.

ANNATA 2019
Andamento stagionale - Inverno con temperature leggermente sopra alla media degli ultimi anni; solo temperature minime sotto lo zero, concentrate soprattutto nella prima metà del mese di gennaio. Piovosità concentrate tra il 18 ed il 25 gennaio e nei primi 5 giorni di febbraio, per un totale nei due mesi di circa 70 mm.

Primavera - Il germogliamento è avvenuto nel tempi consueti, con precipitazioni attorno ai 100 mm e temperature medie sui 10 C° nei mesi di marzo, aprile e maggio. L’andamento stagionale di questi mesi ha portato ad un rallentamento vegetativo di circa due settimane.

Inizio estate - Nei mesi di giugno e luglio non si sono registrati eventi piovosi di rilievo, ad esclusione di un importante fenomeno alla fine del mese di luglio – circa 70 mm in due giorni. Le temperature medie in questi due mesi si sono mantenute tra i 20 C° ed i 25 C°, con picchi a 35 C° in sole due giornate.

Agosto e maturazione - Il mese di agosto non ha registrato precipitazioni, se non attorno al 25 con 20 mm totali; le temperature nelle medie consuete, con massime tra i 30 C° ed i 35 C°.
Grazie alle riserve idriche accumulate ed alle temperature che non hanno raggiunto picchi eccessivamente elevati, l’apparato fogliare è rimasto pressoché intatto ed efficiente. Tutto ciò ha permesso una lenta ed omogenea maturazione delle uve, ottimale per l’ottenimento di una perfetta maturità fenolica e tecnologica.

Settembre e raccolta - Eventi piovosi durante la prima settimana di settembre hanno permesso, oltre a posticipare i tempi della raccolta, un contenimento del tenore alcolico delle uve.

Caratteristiche del prodotto: le uve Sangiovese si sono presentate in ottimale stato fitosanitario. I vini prodotti presentano caratteristiche di eleganza e finezza, con tannini equilibrati, profumi ben definiti e spiccati aromi primari.
migliori brunello 2016

I migliori assaggi: Rosso di Montalcino Doc 2019

La sessione di assaggio completa ha confermato in toto la bontà dell'annata tanto da spingermi a vedere questa 2019 come una delle migliori annate di sempre per i rossi di Montalcino. Peculiare la freschezza del frutto ed esemplare l'equilibrio del sorso, fresco ma concreto, fine ma non esile. Come sostengo da tempo, il Rosso di Montalcino meriterebbe maggiore attenzione da parte di critica, addetti ai lavori e consumatori/appassionati, in quanto in grado di ritagliarsi una nicchia importante tra quei vini che amo definire "contemporanei", buoni "ora" e in grado di stupire con qualche anno di bottiglia alle spalle. Vini agili ma mai scontati che in annate come questa 2019 coniugano con grande garbo slancio ed eleganza.

Rosso di Montalcino Doc 2019 - Baricci: l'azienda di Montosoli si conferma una sicurezza su tutta la linea, con un rosso sempre in linea con la tradizione, capace di ricalcare fedelmente identità territoriale e annata. Fresco e coerente.

Rosso di Montalcino Doc 2019 - Capanna: la tradizione mai anacronistica grazie alla contemporaneità di un vino dal frutto nitido e il fiore gentile. Ottimo bilanciamento fra materia e acidità, per un sorso vivo e brillante, senza alcun intoppo tannico e dal finale giustamente persistente.

Rosso di Montalcino Doc 2019 - Caprili: ottima esposizione del frutto, maturo ma non troppo! Lieve ma intrigante la speziatura naturale di un Sangiovese lineare, materico nel centro bocca e nella trama tannica.

Rosso di Montalcino Doc 2019 "Giovanni Neri" - Casanova di Neri: il secondo anno di produzione di questo Rosso conferma la vocazione dei vigneti di Sesta dai quali l'azienda produrrà anche il relativo "cru" di Brunello. Un rosso che stupisce per la complessità aromatica in cui frutto, spezia e folate balsamiche si integrano in maniera impeccabile. Rimandi d'Oltralpe e sinestesie inattese per un Sangiovese che in due sole annate ha già tracciato un profilo chiaro dell'identità del suo "cru" di riferimento.

Rosso di Montalcino Doc 2019 - Ferrero: un Rosso dai tratti gioviali, agile ma non facile! Buona complessità al naso, fresco e dinamico il sorso. La tessitura tannica è fitta e per nulla sgarbata.

Rosso di Montalcino Doc 2019 - Giuseppe Gorelli: anche in questo caso si tratta di una seconda annata di produzione di un Rosso che nella precedente vendemmia aveva colpito molti per integrità ed equilibrio. Una 2019 più intensa e matura della 2018, ma ugualmente slanciata nel sorso. Grip tannico ben domato e finale ematico saporito.

Rosso di Montalcino Doc 2019 - La Palazzetta Fanti: un Rosso che anela ad essere qualcosa di più! Fresco nel frutto, elegante nel fiore e intrigante nella spezia. Sorso denso ma di buona spinta. Tannino ben delineato. Deciso e lungo il finale minerale.

Rosso di Montalcino Doc 2019 - Pietroso: a primo naso il frutto sembra voler urlare a gran voce la sua perfetta maturazione. Goloso nella polpa e disinvolto nell'incedere privo di ostacoli ma definito nella tessitura.

Rosso di Montalcino Doc 2019 - Salvioni: un Rosso che per molte realtà fuori da Montalcino sarebbe un primo vino per intensità, consistenza e fierezza. Piglio sicuro e sorso concreto.

Rosso di Montalcino Doc 2019 - Talenti: classico, fresco e avvolgente. Un Rosso gastronomico che anela alla tavola e invita alla beva con buona dinamica agevolata da una chiusura decisamente saporita.

Rosso di Montalcino Doc 2019 - Tenuta di Sesta: fedele al varietale nel frutto, lieve speziatura a rendere il profilo aromatico più complesso e prospettico. Sorso integro e armonico, tannino cesellato.

Rosso di Montalcino Doc 2019 - Tornesi: frutto fresco e fiore fine si fondono con accenni mediterranei di mirto e rosmarino. Sorso fiero e sicuro, materico e sapido.

I migliori assaggi: Brunello di Montalcino 2016

Attendevamo tutti la presentazione di quella che è stata considerata, da molti, l'annata più equilibrata dal 2000 ad oggi. Le attese sono state più che onorate, con vini figli di un andamento stagionale in cui luce e acqua hanno giocato di squadra per agevolare un ciclo vegetativo, per molte zone, classico come non se ne vedeva da anni. A differenza della 2015, l'annata 2016 manifesta più freschezza e gioca su finezze che i picchi di caldo dell'annata precedente avevano, spesso, inibito. Pochi i casi in cui la maturità è, seppur di pochissimo, oltre il grado ottimale ed evidente il fil rouge armonico e fresco che caratterizza molti assaggi. Un'annata ottima oggi ma in grado di stupire nel tempo grazie alla buona struttura ma, soprattutto, alla spina dorsale acida sempre più rara. Un'annata lineare ma non del tutto omogenea, in cui i versanti, le selezioni e la sensibilità interpretativa del produttore hanno portato a picchi di finezza ed armonia ben più percettibili di quanto accaduto lo scorso anno.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Albatreti: Gaetano Salvioni e le sue vigne colpiscono ancora! Imperterrito il suo Brunello continua a stupire con effetti reali, più che speciali. Un vino che fa della sua energia quasi sintropica, che tende naturalmente all'ordine e all'armonia senza alcuno sforzo, senza alcuna forzatura. Intenso ma elegante, forte ma garbato, tannico ma agilissimo alla beva. 

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Baricci: una sicurezza con la sua classicità che trascende tempo e trend. Un Brunello giocato tutto sull'equilibrio fra maturità e freschezza dal frutto alla materia. Il finale ematico invoglia al refill.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Beatesca: realtà giovane che dimostra di aver già inquadrato bene la propria cifra stilistica votata alla nitidezza e alla finezza. L'annata 2016 calza a pennello a questo Brunello ben definito al naso e di ottima armonia fra componenti morbide e dure al sorso.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Caprili: classicità e pulizia, due fattori che non sempre vanno a braccetto ma che, quando lo fanno, regalano nel calice il mio comfort-Brunello integro nel frutto, fiero e disinvolto in bocca, senza alcuna stortura.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Casisano: il nuovo corso dell'azienda ha trovato con questa annata l'apice della propria espressività di vigna e di cantina. Un Brunello armonico, di buon nerbo e dalla trama tannica fitta e definita. La chiusura è saporita, umami.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Cava d'Onice: probabilmente l'azienda che è cresciuta nelle ultime 10 annate, almeno per quanto riguarda i miei parametri di valutazione. L'annata è stata interpretata al meglio, mantenendo freschezza e anelando alla finezza che è già percettibile. Un Brunello concreto che fa della dinamica di beva la sua forza. Tannino disegnato con mano sicura e finale ematico.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "La Mannella" Cortonesi: una sicurezza ormai! Un Brunello figlio di un'interpretazione che attinge alla tradizione con consapevolezza odierna, spigliato nel concedersi ma mai sopra le righe. Tensione e materia, tannino e mineralità ne tracciano il profilo.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Fattoria del Pino: un talento in vigna che si sta dimostrando un grande "manico" in cantina. Jessica stupisce ancora una volta con uno dei Brunello 2016 più luminosi. Frutto in bella vista, spezia lieve e inserzioni balsamiche che fanno da coerente preludio ad un sorso integro ma fresco, dal tannino fine e la forte sapidità.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Franco Pacenti: precisione e determinazione per un Brunello netto nell'esprimere la propria volontà di essere pronto a farsi apprezzare sin dal primo sorso, senza rinunciare alle proprie prospettive evolutive. Il grip tannico dona carattere al sorso.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Le Chiuse: un grande Sangiovese che non manca di nulla. Polpa e acidità, grip ed eleganza. Qualcuno lo definirebbe un Brunello d'antàn, ma per me è una delle interpretazioni più contemporanee dell'annata.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Le Ragnaie: l'agilità di questo Brunello è proverbiale! Una linea fresca e tesa attraversa una materia matura quanto basta ad offrire un'esposizione di frutto ad un equilibrio di maturità sempre più raro di questi tempi.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Padelletti: crescita notevole per questa storica realtà ilcinese che nelle ultime annate sembra aver trovato un piglio ancor più nitido e definito nel proprio Brunello. Frutto maturo e buona spina dorsale acido-minerale. Tannino fitto.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Pietroso: tutto al suo posto, dalla struttura fiera al passo sicuro e slanciato. Tannino prospettico e finale ematico per un vino che sa di sole e di vento, di frutto e di terra. Forza ed eleganza.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Poggio Lucina: un Brunello che coniuga al meglio l'involucro duro e l'animo più affabile e generoso del Sangiovese, se ben interpretato. Tannini ancora in piena trazione, ma si faranno!

Brunello di Montalcino Docg 2016 - San Guglielmo di Martini Ilaria: un Brunello intenso, pieno e coerente, capace di mostrare i muscoli senza ledere la propria eleganza di fondo. Una novità per me questa piccola realtà che mi ha subito spinto ad andare oltre la bottiglia ma non vi dico di più per ora!

Brunello di Montalcino Docg 2016 - San Lorenzo: quando Luciano Ciolfi e le sue vigne imbroccano la strada giusta nell'annata giusta il suo Brunello finisce sempre tra i migliori assaggi! Nitidezza di frutto, balsamicità mediterranea, struttura e freschezza in perfetto equilibrio. Tannino che sa di terra e finale che sa di sale.

Brunello di Montalcino Doc 2016 - Tassi di Franci Franca: per la seconda volta consecutiva fra i migliori assaggi, con due belle annate sì, ma davvero ben interpretate. Armonico e profondo, di buona dinamica e dalla texture tannica cesellata.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Tenuta Crocedimezzo: sincero nel frutto, con una spezia appena accennata a rendere il naso più intrigante. Il sorso è volitivo e di giusta tensione. Tannino ferreo ma fine.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Terre Nere: sempre più identitari i vini di questa piccola realtà che negli ultimi anni ha visto un crescendo importante della sicurezza interpretativa del proprio Brunello. Completo il naso nel frutto e nel fiore, con accenni balsamici mediterranei. Sorso vibrante e saporito.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Tiezzi Enzo e Monica: più scuro degli altri, austero appena versato nel calice. Poi si concede, con garbo e integrità. Un sorso pieno e profondo per un ottimo Brunello della tradizione.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - Roberto Cipresso: non chiamatelo modernista! Con questa 2016 inserisco per la prima volta un Brunello del noto enologo internazionale tra i miei migliori assaggi in quanto tra i più coerenti e concreti vini assaggiati in anteprima. L'annata e il Sangiovese di Montalcino vanno ben oltre la cifra stilistica e gli esercizi di stile e Roberto è riuscito a trattare con garbo e rispetto uve di percettibile elevatissima qualità.  Polpa e tonicità, materia e finezza.

I migliori assaggi: Brunello di Montalcino Docg 2016 Selezione

Se le selezioni di vigna erano considerate il futuro nella terra del Brunello, con queste 2016 dimostrano di essere il presente di un territorio e di un vino che non necessita di zonazioni sulla carta, ma che può esprimere le proprie singolarità attraverso cru e clos di vigna pienamente rispondenti alle identità di ciascuna micro-area e di ciascuna realtà produttiva.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "Montosoli" Altesino: intensità e nerbo per un Brunello che ha ancora bisogno di bottiglia ma fa già intravedere la sua stoffa innata.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "Vigna del Fiore" Fattoria dei Barbi: complessità e profondità, per una selezione che sa di passato ma è tutt'altro che anacronistica. A mio avviso, una delle 2016 con più prospettiva in termini di longevità.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "La Casaccia" Canalicchio di Sopra: completo e vibrante, per questa vigna che sta dimostrando di annata in annata la sua grande vocazione alla produzione di vini potenti ma al contempo molto eleganti.

Brunello di Montalcino Docg - "A.D. 1441" Castello Tricerchi: il ragazzo si farà, dicevano! Ormai Tommaso Squarcia ha compreso il suo potenziale e sta lavorando sulle finezze che il suo micro-areale può offrirgli senza particolari forzature. Questa selezione 2016 è un esempio lampante di quanto questa realtà sia cresciuta e di quanto equilibrio i suoi vini siano riusciti a trovare. Ottimo!

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "Diletta" Col di Lamo: buona la prima! Quando un assaggio fa parlare molti e per molto sin dal suo debutto in "società" ha già vinto! La selezione Diletta di Giovanna Neri è piena, intensa ma di buon slancio. I tannini di grande finezza e succosità chiudono un sorso netto e saporito.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "Campo Marzio" 2016 Corte Pavone Loacker Wine Estates: complesso ma nitido nell'esposizione varietale coerente con l'annata e con una profondità espressiva non comune. Sorso intenso e tannino cesellato. Finale minerale tra ferro e sale.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "Poggiarelli" Cortonesi: l'altra faccia del Brunello della famiglia Cortonesi, più forte, materico e profondo questo Sangiovese del "cru" Poggiarelli. Un sorso dalla postura composta e ben eretta, che procede con opportuna cadenza e fermezza tannica, verso un finale decisamente sanguigno.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "Origini" La Fornace: l'ho voluto riassaggiare durante la sessione di "riassaggi" che sono solito concedere ad alcuni vini al termine della prima carrellata. L'ho fatto perché la diversità di questo vino può essere fuorviante, ma nel momento in cui entri in empatia con quella che suppongo fosse l'idea del produttore (il nome "origini" presumo sia evocativo di un ritorno al passato) questo Brunello regala un naso complesso e un sorso d'altri tempi per nerbo e tessitura tannica.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "Ciliegio" La Magia: luminoso e goloso. Questi sono i termini che mi vengono in mente per questo Brunello che invoglia alla beva senza alcun ostacolo e, al contempo, evolve nel calice con cangiante complessità. Slanciato e deciso.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "Vigna Montosoli" Le Gode: per un azienda che dispone di vigne tutte a Montosoli questa selezione potrebbe essere definita più un clos che un cru. C'è la luce della 2016 e la materia che ci si aspetta dal vino di riferimento di questa piccola realtà familiare. Eleganza da vendere!

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "Amore e Magia" Podere Le Ripi: impatto classico, con frutto, fiore e spezia in grande armonia. Tratti agrumati che ritornano al sorso, concreto nel centro bocca ma longilineo. Tannini soft. Saporito il finale.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "31 anni" Solaria di Cencioni Patrizia: una selezione di grande pienezza che in questa annata gode del fondamentale slancio per agevolarne la dinamica di beva. Un vino dalla struttura importante, che stupirà nel tempo.

Brunello di Montalcino Docg 2016 - "Piero" Talenti: se la prima annata aveva stupito per concentrazione e suadenza, questa 2016 si presenta armonica ed elegante, con una prospettiva evolutiva, a mio parere, superiore alla precedente. Un vino che non manca di nulla.

I migliori assaggi: Brunello di Montalcino Docg 2015 Riserva

Considerata una delle migliori annate degli ultimi 20 anni la 2015 è stata, sicuramente, agevole in termini agronomici con un inverno nella norma e una primavera classica con piogge di poco al di sotto della media stagionale. L'estate è stata calda con temperature al di sopra della media, ma picchi di calore non eccessivi. E' stato proprio il contenuto numero di giornate torride che ha scongiurato il rischio di scottature e surmaturazioni, le provvidenziali piogge di fine luglio ed inizio agosto hanno fatto il resto. L'approvvigionamento idrico delle piante è stato, così, regolare e le sensibili escursioni termiche dell'ultimo mese di maturazione ha permesso alle uve di sviluppare al meglio il corredo aromatico e di raggiungere un buon equilibrio fra maturazione fenolica e tecnologica, senza perdere troppa acidità totale. La vendemmia è stata asciutta e agile in termini di sanità e di equilibrio. A fare la differenza in questa annata, come in altre annate calde del nuovo millennio, è stata la gestione oculata della parete fogliare e la ponderata azione di diradamento che non doveva essere mirata al solo abbassamento della resa, bensì alla ricerca dell'equilibrio generale della vite, evitando eccessi di concentrazione. Un annata perfetta per la produzione di un Brunello Riserva di struttura ed eleganza. Mai così tanti Brunello Riserva fra i miei migliori assaggi.

Brunello di Montalcino Docg 2015 Riserva - "Nello" Baricci: pienamente rispondente all'annata per materia e potenza. Un vino da attendere ma che si fa già strada al palato con vellutata profondità.

Brunello di Montalcino Docg 2015 Riserva - Canalicchio di Sopra: complessa intensità, di buona maturità, profondo nel sorso. Tannini definiti e prospettici. Un'ottima Riserva!

Brunello di Montalcino Docg 2015 Riserva - Il Palazzone: naso è pulito, netto nel frutto, balsamico dopo qualche ampio respiro nel calice. Nonostante l'annata tendenzialmente calda, questa Riserva non lesina nerbo acido. Tannini decisi, fitti ma per nulla sgranati. Lungo il finale.

Brunello di Montalcino Docg 2015 Riserva - "Vigna Paganelli" Il Poggione: una Riserva che sa fare la Riserva! Robusto, forte, intenso con una buona spalla a slanciarne il sorso. Tannini già ben delineati.

Brunello di Montalcino Docg 2015 Riserva - Padelletti: confermata la bontà dell'annata anche nella Riserva che fa il paio con l'ottimo Brunello presentato l'anno scorso. Potenza ponderata e nerbo ben dosato. Tannini già godibili.

Brunello di Montalcino Docg 2015 Riserva - "Bramante" San Lorenzo: Bramante ne sarebbe fiero! Un vino di grande spessore, dalla maturità equilibrata. Sorso che manifesta grande spinta e notevole persistenza.

Brunello di Montalcino Docg 2015 Riserva - Sesti: armonico il naso, profondo il sorso. Un connubio raro di struttura, acidità e mineralità. Grip tannico in via di definizione. Da tenere in cantina.

Brunello di Montalcino Docg 2015 Riserva - "Due Lecci" Tenuta di Sesta: frutto e spezia, note balsamiche e sanguigne. Una Riserva dalla complessità olfattiva notevole, giusto preambolo di un sorso pieno, intenso e saporito in cui balsamicità mediterranea e spezia tornano in un intrigante abbraccio con i garbati tannini.

Brunello di Montalcino Docg 2015 Riserva - "Capriolo" Terre Nere: la prima volta di questa Riserva "selezione" e non poteva scegliere annata migliore per integrità e completezza. Naso ancora fresco nel frutto, con sottobosco appena accennato e folate balsamiche che fanno da preludio al sorso integro e profondo. Tannini morbidi e finale umami.

Brunello di Montalcino Docg 2015 Riserva - "Vigna Soccorso" Tiezzi Enzo e Monica: la classe innata di questa vigna e di chi la conduce, anche in un'annata tendenzialmente calda, si sente tutta! Vino che già mostra grande complessità, ma che mal cela un potenziale evolutivo comune a pochi. Sorso pieno ma teso, tannini saporiti come il finale di un gran bel bere!

Extra:
Brunello di Montalcino Docg 2015 "Nastagio" Col d'Orcia: un Sangiovese dal portamento impeccabile, capace di costruire un'importante struttura intorno ad una  silhouette tonica ma senza eccessi muscolari. Forte e profondo.

N.B.: Come sempre e ancor di più quest'anno, ci tengo a sottolineare che le mie valutazione emergono da assaggi fatti in lunghe sessioni da centinaia di vini e che, a prescindere dagli esiti dell'anteprima, ogni referenza presentata merita di essere assaggiata e approfondita singolarmente. 

Conclusioni
Un'anteprima in cui si sono alternate 3 annate di grande spessore che hanno fatto dimenticare, seppur per poche ore, il periodo nefasto che stiamo vivendo.
le voci del brunello montalcino

Un format, quello di Benvenuto Brunello Off, che ha fatto riflettere e che potrebbe agevolare alcuni cambiamenti futuri per quella che, speriamo, tornerà ad essere l'anteprima del Brunello di Montalcino già dal 2022. Ciò che è mancato, ovviamente, è stato il contatto con i produttori, che io, però, ho avuto l'onore e l'onere di intervistare per voi attraverso la realizzazione di una "serie" che ho chiamato "Le Voci del Brunello" e che condividerò con voi nelle prossime settimane, cercando di portare nelle vostre case le testimonianze di chi il vino lo fa, in un anno in cui per molti è stato difficile visitare vigne e cantine.
sommelier mascherina



Concludo ringraziando tutto il personale coinvolto nell'organizzazione dell'anteprima e i Sommelier per l'egregio lavoro svolto in una situazione di certo non di facile gestione.


F.S.R.
#WineIsSharing

N.B.: Per correttezza viste le annate in presentazione ho evitato di parlarvi delle uscite ritardate dei Rossi 2018, che meritano comunque molta attenzione e delle 2016 e 2015 Riserva di cantine che hanno deciso di non partecipare a questa edizione dell'anteprima ma che ho ugualmente avuto modo di assaggiare. Sono certo non mancherà occasione di di condividere le mie personali opinioni su questi vini in altri contesti.

martedì 23 marzo 2021

Milano Wine Week confermata anche per l'ottobre 2021 - Intervista a Federico Gordini patron della settimana del vino milanese

Dopo più di un anno in cui il verbo più coniugato dagli organizzatori di eventi del vino  è stato "procrastinare", arrivano segnali di forte resilienza e di grande prospettiva da alcune realtà, ormai, divenute fondamentali nel calendario delle manifestazioni enoiche in Italia. Proprio in quest'ambito, avendo colto con grande solidarietà e comune visione alcune esternazioni del Patron della Milano Wine Week, ho ritenuto opportuno dar spazio a Federico Gordini e al suo punto di vista riguardo la situazione attuale, il mondo degli eventi del vino e la sua Milano Wine Week, confermata per ottobre 2021. Con tale conferma la MMW resta l'unico evento di caratura nazionale che non ha subito cambi di data a causa del covid-19 né nel 2020 né nel 2021.
Federico Gordini Milano Wine Week vinitaly

Ho letto con interesse la tua lettera aperta e ne ho compreso e condiviso i principi. Il mondo del vino dovrebbe mostrarsi ancor più coeso in questo particolare momento storico-economico-sociale ma a quanto pare non è sempre così. Tu cosa intendi fare? Confermerai la Milano Wine Week?

Certamente. L’abbiamo annunciata l’11 ottobre 2020 a chiusura della scorsa edizione. Le date della Milano Wine Week 2021 sono confermate da tempo e visibili sul nostro sito e sui nostri social: non ci siamo mai spostati dalle tempistiche previste, perché rispettare il calendario della promozione vinicola italiana ed internazionale è prima di tutto un dovere nei confronti dei produttori e dei consorzi. A Milano, in autunno, la Milano Wine Week si inserisce in un calendario ricco di appuntamenti trasversali come la Fashion Week, la Design Week e successivamente Tutto Food e Host. Milano è il fulcro della ripartenza delle eccellenze italiane, che possono fare rete in maniera più ampia, creando un dialogo tra realtà produttive che hanno avuto in questo periodo problematiche diverse ma simili. È il momento di dimostrare di saper fare sistema, dare una mano alla filiera vitivinicola, aiutare il più possibile i produttori in questa fase così delicata. Noi che organizziamo eventi, fiere e manifestazioni dobbiamo dimostrare di essere uniti e al servizio della ripartenza della promozione.

- L'anno scorso ho avuto modo di partecipare ad uno degli appuntamenti della MWW da relatore e ho colto l'essenza di un evento che pur essendo sviluppato in una metropoli come Milano permette di entrare in stretto contatto con il mondo del vino in maniera viscerale e mai scontata. Quali saranno le novità della Milano Wine Week 2021?

Sarà una Milano Wine Week in evoluzione come ogni anno, ma sempre più ampia e ricca di contenuti ed eventi. La settimana si svilupperà come sempre in tre direzioni e aree d’azione: operatori, consumatori e formazione, oggi più che mai di grande importanza in ogni settore. Ovviamente quest’anno, vista la grande evoluzione dei comportamenti di consumo a cui stiamo assistendo avremo un grande focus sul coinvolgimento del consumatore finale. In questo periodo storico è cambiata molto la consapevolezza dell’end consumer, essendo venuto meno l’acquisto mediato dalla consulenza degli addetti ai lavori (enotecari, ristoratori etc etc). Oggi il mondo del vino si trova di fronte a clienti sempre più preparati, che si informano e “studiano” prima di effettuare l’acquisto di una bottiglia. La Milano Wine Week 2021 tiene conto di questi cambiamenti e ha studiato nuovi modi per comunicare a questo tipo di utente informato con iniziative mirate che sappiano mettere le aziende vinicole in rapporto diretto con gli acquirenti. Non solo, quest’anno la Milano Wine Week avrà un respiro ancora più internazionale grazie al coinvolgimento di 11 città in paesi nel mondo con location connesse in diretta alle masterclass organizzate su Milano. Questo ricco calendario permetterà a milioni di operatori del settore, stampa e altri di poter seguire gli eventi in maniera professionale e non limitando l’esperienza e l’ospitalità, un elemento fondamentale per promuovere l’Italia nel mondo. Un’opportunità indispensabile in quest’epoca in cui, nonostante la fiducia nel piano vaccinale che - per paradosso - farà ripartire l’incoming da alcuni Paesi prima del nostro, le trasferte all’estero dei nostri produttori saranno ancora centellinate e gli operatori - soprattutto quelli della ristorazione - avranno un focus sulla ripartenza delle loro attività che non consentirà grandi spostamenti. Si amplierà anche l’area dedicata alla formazione con l’aggiunta di nuovi appuntamenti agli ormai rituali Wine Business Forum, Wine Generation Forum e Shaping Wine, che renderanno Milano per 9 giorni il più grande osservatorio e luogo di confronto sull’evoluzione del settore vinicolo internazionale.

- Come pensi cambierà il mondo degli eventi enoici e quello della comunicazione del vino dopo questo lungo e nefasto periodo in cui, però, abbiamo tutti avuto modo di riflettere come mai prima d'ora?

Ovviamente tutti quanti hanno il desiderio di ritornare a una forma in presenza degli eventi. Il mondo del vino – così come altri settori strategici – è fatto di esperienza, di relazioni e contatti diretti, di confronto e sinergie tra tutti gli attori del comparto: produttori, importatori, divulgatori, giornalisti, tutta la filiera nel suo insieme. Nessun evento digitale è in grado di sostituire in toto un evento fisico. Quando si tornerà nuovamente a organizzare fiere e appuntamenti in presenza, questi si porteranno dietro un’importante eredità da questo difficile periodo: un maggior ricorso alle tecnologie per ottimizzare e razionalizzare i contatti, ampliandoli anche attraverso gli strumenti a disposizione del pubblico di riferimento (vedi appunto la possibilità di collegarsi dall’estero che mette in campo la Milano Wine Week). Noi dobbiamo pensare al bene della filiera e cercare di razionalizzare al meglio il calendario di momenti dedicati al mondo del vino, in modo che i produttori possano fruire al meglio degli strumenti che offriamo. L’evento deve essere al servizio della filiera e non il contrario: quindi noi dobbiamo essere in grado di costruire un sistema in cui i produttori abbiano a disposizione un calendario di appuntamenti che li aiuti a sostenere la loro attività e il loro business, senza metterli in difficoltà, aggiungendo avvenimenti in un periodo che storicamente è già ricco. Tra ottobre e novembre, ormai già da anni, si tengono tre importanti appuntamenti all’interno del mondo vitivinicolo: la Milano Wine Week, il Wine2Wine e il Merano Wine Festival. C’è quindi già un’agenda ricca e fissata da tempo che va necessariamente rispettata: non solo per gli eventi in sé, ma soprattutto perché creare sovrapposizione danneggia anche tutto il sistema che c’è dietro l’evento stesso (come la connessione con la città che lo ospita e tutte le sinergie che vengono messe in campo), oltre a mettere in difficoltà i produttori che si trovano davanti a proposte ravvicinate, in un momento in cui hanno sì bisogno di comunicare e interagire, ma al tempo stesso in cui hanno anche la necessità di focalizzarsi sulle priorità quotidiane. Il nostro sogno è quello di avere all’interno di una manifestazione dedicata al mondo del vino il massimo numero di persone legate alla filiera, un mondo del vino riunito e sinergico, come già avviene per altre eccellenze italiane, vedi moda e design.
Ci rendiamo conto di quale impatto negativo abbia il rinvio di una grande manifestazione e siamo vicini non solo agli organizzatori ma a tutto il sistema che viene attivato, dall’enorme filiera che sta dietro l’evento agli albergatori, ai ristoratori, a tutto il personale che viene privato di un’occasione di lavoro.

Riteniamo indispensabile un sostegno concreto alle attività fieristiche ma anche un’assoluta equiparazione nel sostegno e nel ristoro delle manifestazioni come la nostra che - pur non essendo tecnicamente organizzate all’interno di un quartiere fieristico - rappresentano per struttura, servizi, visione ed opportunità garantite alla filiera un interlocutore di pari importanza strategica per la crescita del sistema della promozione in Italia e all’Estero.

Federico Gordini
Presidente
Milano Wine Week


Ringrazio Federico per la sua consueta grande disponibilità e per la professionalità e l'equilibrio con cui ha approcciato ogni risposta alle mie domande. La speranza è davvero quella che il mondo del vino torni a raccontarsi attraverso eventi in presenza e che l'intera filiera lavori in maniera coesa e rispettosa per il raggiungimento di obiettivi comuni. Abbiamo bisogno di manifestazioni sempre più orientate verso le reali necessità del comparto, che possano fungere da leva e da slancio importante per i produttori martoriati dagli esiti della pandemia. Sono certo che la Milano Wine Week sarà in grado di esprimere un evento di grande interesse con rinnovata consapevolezza e profonda attenzione ai valori del mondo del vino italiano e non solo.
Ci vediamo ad ottobre a Milano!

F.S.R.
#WineIsSharing

mercoledì 17 marzo 2021

NatinVigna - Giovani vignaioli/e piemontesi crescono insieme! Un progetto di coesione e condivisione ai tempi del Covid

Chi mi segue da un po' sa quanto la mia linea editoriale sia focalizzata sui territori e quanto io sia, da sempre, fautore della coesione fra le realtà vitivinicole italiane e del lavoro di squadra fra produttori e vignaioli con obiettivi e visioni comuni.

Beh, se c'è una cosa positiva di questo lungo e nefasto periodo legato alla pandemia è, senza dubbio, la nascita di associazioni e gruppi di produttori orientate alla valorizzazione di diversi territori attraverso la varietà interpretativa che solo l'unione di più realtà può offrire.

Uno dei "team" che di più mi hanno colpito è quello di NatinVigna. Si tratta di un gruppo di sei amici vignaioli, giovani e proprietari di piccole realtà di sei zone differenti del Piemonte, con una forte sinergia e con in comune un obiettivo: promuovere il territorio e fare cultura del vino piemontese in ogni sua sfaccettatura dalle Langhe del Barolo e del Barbaresco all'Alto Piemonte, passando per Colli Tortonesi, Roero e Monferrato.
Natinvigna vignaioli cantine vini

Ho avuto modo di conoscere questi vignaioli e di visitare parte delle realtà in cui hanno ruoli fondamentali, seppur diversi, e per questo ho deciso di dar loro spazio in un pezzo che vi aiuterà a conoscerli meglio in attesa di poter assaggiare i loro meritevoli vini e, ancor più, di poterli andare a trovare per comprenderne le singole identità territoriali e interpretative.

-Chi sono i/le vignaioli/e di NatinVigna? 

territori piemonte vino

Adriano Michela – Adriano Marco e Vittorio 

<<La nostra famiglia è un classico esempio di azienda agricola a conduzione famigliare, una vera tradizione in Piemonte. Fu nonno Aldo, insieme alla nonna Maddalena, ad acquistare la prima cascina a San Rocco Seno d’Elvio. Poi negli anni ‘90 arrivano in azienda zio Marco e papà Vittorio che migliorano la produzione e la commercializzazione dei vini con una forte espansione sui mercati internazionali. Io sono entrata ufficialmente in azienda nel luglio 2014, affiancando mia mamma Grazia come export manager. Già al termine delle scuole medie avevo le idee chiare: desideravo iscrivermi alla scuola enologica, ma mio padre ha voluto che frequentassi il liceo linguistico per avere qualcuno in azienda che si occupasse del mercato estero. Durante gli anni del liceo ho però fatto diversi stage all’Enoteca Regionale del Barbaresco e a quel punto ho capito che mi piaceva stare a contatto con il pubblico. Ho iniziato quindi a seguire mio papà e mia mamma nella parte commerciale dell’azienda. Per i primi tre anni mi sono occupata di qualsiasi attività per famigliarizzare a 360° con l’azienda (ufficio con la zia, fiere e cantina con papà, vigna con lo zio). Dopo il periodo iniziale, ho cominciato a focalizzarmi sull’export.

Coltiviamo e vinifichiamo solo uve di proprietà, con l’obiettivo di produrre vini che interpretino al meglio il “terroir”. I nostri vigneti sono il nostro patrimonio. Rispetto per l’ambiente e necessità di proteggerlo sono per noi i valori più importanti. Nasco e cresco insieme all’azienda di famiglia. Allo stesso modo lo fa la mia passione per questo lavoro. Seguiamo in prima persona la produzione del nostro vino in tutte le sue fasi, e produciamo anche la Nocciola Piemonte IGP di varietà Tonda Gentile. La migliore qualità esistente sul mercato grazie al suo aroma intenso e al gusto persistente. I noccioleti di nostra proprietà si trovano sulle colline intorno ad Alba e nel comune di Neive. Mi affascina così tanto il vino come insieme di sensazioni ed emozioni che non riesco mai a sceglierne uno. Da buona italiana, per me, il vino va pari passo con il cibo. Sono alla ricerca costante dell’abbinamento perfetto tra vino, piatto e momento.>>.

Barbaglia Silvia – Azienda Vitivinicola Barbaglia 

<<La cantina della mia famiglia si trova in Alto Piemonte, a Cavallirio, sotto le quinte delle Alpi che si inseguono tra albe e tramonti mozzafiato. La nostra cantina ha un’impostazione famigliare: tutto è cominciato con nonno Mario e oggi io rappresento la terza generazione. Quando avevo 17 anni seguivo già mio papà nelle varie manifestazioni, eventi, degustazioni con i clienti che venivano a trovarci in azienda. Ho poi però frequentato l’università di economia, a Milano, non avendo ancora le idee chiare, durate cui ho anche effettuato uno stage presso uno studio commercialista, il che mi ha permesso di capire veramente che non fosse la mia strada. Quando ho effettivamente deciso di portare avanti la mia realtà, da Milano mi sono allora trasferita a Novara, dove ho concluso il mio percorso universitario mentre però già lavoravo in azienda. A 22 anni ho aperto l’azienda agricola, trasformando i boschi della cascina Buonumore di famiglia in vigneti. Da quel momento mio padre, essendo enologo, si è dedicato alla parte di cantina, mentre io alla vigna e alla vendita.

Nutro un profondo amore per la mia terra e amo raccontare i miei vini e i miei luoghi. La nostra punta di diamante è il Boca DOC, un assemblaggio di Nebbiolo al 70-90% e Vespolina e/o Uva Rara al 10-30%. Il suo primo disciplinare risale al 1969, tra i primi in Italia, e la sua produzione è circoscritta a cinque comuni. Il suolo è di tipo porfido-vulcanico: ci troviamo infatti all’interno della caldera del Supervulcano della Valsesia, che, quando è esploso, è collassato su se stesso. Nei nostri vigneti quindi non c’è il rischio di sporcarsi le scarpe di terra: il porfido si sgretola solo a prenderlo in mano>>

Burzi Alberto e Caterina – Azienda Burzi

<<La nostra azienda si trova nel cuore delle dolci colline delle Langhe, più precisamente a La Morra dove, ritornando sui passi dei nonni, che già possedevano le terre, coltiviamo la nostra uva. Possediamo vigneti di diverse età: il più vecchio risale all’epoca della seconda guerra mondiale, mentre il più giovane è stato piantato solo pochi anni fa. Dal vigneto più vecchio produciamo il nostro Barolo cru “Capalot”, dai vigneti di 50-60 anni il nostro Barolo classico e da quelli più giovani Barbera d’Alba e Langhe Nebbiolo. Nella nostra azienda non esiste una netta divisione di compiti, preferiamo lavorare insieme e imparare l’uno dall’altro. In quanto produttori di Barolo tradizionali, effettuiamo macerazioni più o meno lunghe, utilizzando la tecnica del cappello sommerso, per estrarre colore, tannini e donare struttura al futuro vino. Per rispettare l’identità del Nebbiolo, utilizziamo botti di rovere austriaco non tostate per l’affinamento del Barolo. Prima dell’imbottigliamento, finiamo i vini in vasche di cemento, ottime per garantire un buon equilibrio alle loro strutture. 

Alberto, dopo la laurea in viticoltura ed enologia, nel 2012, ho cominciato l’attività di produttore vitivinicolo con il supporto della famiglia. Mi piace pensare che ogni vino abbia la sua storia da raccontare, trasmetta le gioie e le difficoltà dell’annata in cui è cresciuto, ma soprattutto porti l’identità del territorio da cui proviene. 

Caterina, d’estate, durante gli anni del liceo, lavoravo già in vigna insieme a mia nonna e a mio fratello e a ottobre saltavo sempre una settimana di lezioni “per motivi di vendemmia”. Mi sono iscritta a Scienze Linguistiche sognando una carriera all’estero, ma dopo tre anni lontana da casa ho capito la fortuna di vivere nelle Langhe e di poter lavorare insieme a mio fratello per creare un prodotto con il nostro nome. Alcune occasioni speciali, come la vendemmia, riuniscono tutta la nostra famiglia.>>.

Canevaro Luca – Azienda Canevaro

<<I Colli Tortonesi sono una zona collinare del basso Piemonte, fra Lombardia e Liguria, sono divisi principalmente da tre corsi d’acqua da cui prendono il nome le tre valli: Val Curone, Val Ossona e Val Grue. La mia azienda si trova ad Avolasca, in provincia di Alessandria, e nasce nel 2016 dal ramo dell’antica azienda agricola di famiglia. A differenza di mio fratello, che mi affianca in cantina e che ha studiato agraria ed enologia, la mia formazione non ha nulla a che fare con il mondo vitivinicolo. Abbiamo però deciso di proseguire l’attività dell’azienda di famiglia insieme. Da azienda di stampo contadino dove ci si dedicava ad una vastità di prodotti, abbiamo però deciso di indirizzarci prettamente verso la produzione di vino e la nostra realtà è progressivamente cresciuta nel tempo, anche grazie alla riscoperta del Timorasso. Credo fortemente nel legame tra vino e territorio: per questo ho scelto di puntare su Derthona 100% Timorasso e Monleale 100% Barbera, due vini simbolo delle mie colline. Oggi la mia azienda conta circa otto ettari vitati completamente coltivati in agricoltura biologica certificata. La certificazione biologica nasce dalla necessità di avere prodotti salubri e derivanti da un contesto ecosostenibile. Il Timorasso, vitigno autoctono a bacca bianca, è simbolo dei Colli Tortonesi: non è solo un vitigno, ma anche un vino e un territorio. Dopo la devastazione delle viti europee causate dalla fillossera, le vigne di Timorasso sono state quasi completamente sostituite con il Cortese, più facile da coltivare e con le rese maggiori. Negli anni ’80, grazie a Walter Massa, si riuscì a riportarlo in vita, scommettendo sulle sue grandi potenzialità. Quindi, dopo aver vissuto un lungo periodo di oblio, è riuscito finalmente ad affermarsi come uno dei più interessanti vini bianchi del Piemonte, e non solo.>>.

Beatrice Gaudio – Gaudio Bricco Mondalino 

<<La cantina della mia famiglia si trova a Vignale Monferrato, il cui nome già suggerisce essere un paese privilegiato per la qualità vitivinicola. Pensate che due piccolissime frazioni erano state nominate all’epoca dei Romani “Davite” e “Davino”. Il microclima e il suolo di queste zone si sposano alla perfezione: la scarsità delle piogge è perfettamente compensata da un terreno bianco, argilloso e molto pesante, che riesce per questo a trattenere la sola acqua piovana. La nostra cantina è una cantina storica, fondata da nonno Amilcare nel ’70. Nonostante sia stato un grande enologo per tante altre aziende, il suo desiderio è sempre stato quello di riportare il suo paese, Vignale, allo splendore dell’epoca Sabauda. Pensate che con l’Unità d’Italia il Monferrato è stato nominato regione Sabauda per essere l’area più fertile e produttiva del Regno. La nostra cantina ha fatto parte di VIDE, la prima associazione di produttori vitivinicoli d’eccellenza, fondata da Gino Veronelli, come rappresentante del Monferrato e specialmente del Grignolino. Questa varietà è l’autoctono per eccellenza di queste zone. Pensate che i primi scritti a sua testimonianza risalgono al 1200, ma già i Latini ci parlavano di quest’uva, chiamandola “Berbexinus”. È proprio grazie a queste due fonti che sappiamo che un tempo esistevano due varietà: una rossa e una bianca. Si pensa quindi sia mutato geneticamente ed è proprio per questo che il Grignolino che oggi conosciamo ha alcune caratteristiche che ricordano molto i vini bianchi. Il suo nome deriva da “Grignole” che in dialetto piemontese significa “vinaccioli”: la sua caratteristica distintiva infatti è quella di averne molti. Un altro vitigno dominante è la Barbera che qui, per i suoli, dà vita a vini più corposi, longevi e meno fruttati rispetto ad altre zone piemontesi. Il nostro stile di vinificazione si concretizza in due termini: territorio, in quanto abbiamo sempre creduto nelle nostre varietà autoctone anche quando sono state oscurate dalla “moda” dei vitigni internazionali. In più limitiamo al massimo l’uso del legno, per dare la possibilità ai nostri vitigni di esprimersi al massimo della loro possibilità; e armonia, poiché vogliamo che i nostri vini siano piacevoli da assaggiare e scoprire, che rispecchino il territorio, ma senza essere difficili. Devono trasmettere la gioia che ci accompagna in tutte le nostre cure nei loro confronti. La mia vita è stata da subito segnata dal vino e dalla vigna: fin da piccolina seguivo papà in campagna e nelle varie degustazioni in giro per il mondo. Mio padre ha sempre cercato di mettermi alla prova tanto che a 10 anni avevo già il mio tavolo, di fianco al suo, al Vinitaly. Poi a 12 anni, per capire ciò che raccontavo alla gente, ho iniziato a bere i nostri vini! Sono cresciuta con l’onore e l’onere di portare avanti l’azienda di famiglia, ma fin da subito ha predominato l’onore: sono orgogliosa dei miei vini e del mio operato. Amo il mio lavoro e ogni giornata lontana dalle mie vigne mi sembra sprecata perché non l’ho mai presa come un dovere, ma piuttosto come un gioco e un divertimento, mossa dalla grande passione che mi anima.>>.

Tibaldi Monica e Daniela – Azienda Tibaldi

<<La nostra famiglia nasce e cresce a Pocapaglia, uno dei 19 comuni della denominazione del Roero, dominato dal possente castello medioevale. La grande tipicità del Roero sono le sue Rocche, punte di tufo contorte e frastagliate, frutto dello spostamento del fiume Tanaro, che separa la zona vitata da quella non vitata e più pianeggiante. Nel profilo geologico del Roero prevale la sabbi che, tuttavia, non è presente ovunque nella stessa percentuale! La sua quantità, infatti, varia molto in base alla prossimità alle Rocche. La tipicità del paesaggio rurale del Roero è anche la continua alternanza di colture! Quasi tutte le aziende qui non coltivano solo uva ma anche pesche e fragole. Questo risulta essere molto vantaggioso per preservare la complessità del nostro suolo! La nostra cantina nasce nel 2014 con l’obietivo di vinificare le uve di famiglia. Nonno Tunin ha sempre creduto nel vino di Pocapaglia e oggi ci aiuta e sostiene in ogni momento. Fin da subito abbiamo deciso di seguire la filosofia del biologico in vigna: crediamo, infatti, che il vigneto sia prima di tutto un luogo di lavoro e per questo cerchiamo di preservare un equilibrio con la natura. Accanto ai privilegiati vini rossi della tradizione (Nebbiolo e Barbera) coltiviamo anche altrettanti vitigni a bacca bianca (Arneis e Favorita). Il suolo sabbioso rende questa zona famosa anche per i vini bianchi, rendendoli particolarmente sapidi e minerali, come il Roero Arneis. Abbiamo selezionato il singolo vigneto “Bricco delle Passere” per rappresentare al meglio l’Arneis del Roero in una delle nostre wine box. Un’altra varietà a bacca bianca storica, anche se poco conosciuta, è la Favorita. Si pensa che il suo nome sia legato al fatto che sia stata il vino preferito di re Vittorio Emanuele II. E anche di nonno Tunin, dato che è stata la prima barbatella da lui piantata. La nostra è quindi una scommessa non solo sul Roero, ma sul Roero di Pocapaglia. Ad oggi lavoriamo insieme, senza avere compiti specifici e distinti. Non abbiamo dipendenti, quindi dobbiamo saper occuparci entrambe di tutto. 

Monica - appena terminata la scuola di ragioneria, già sapevo che avrei voluto specializzarmi in viticoltura ed enologia. E così è stato. 

Daniela - al contrario di Monica, prima di dedicarmi all’azienda, ho fatto altre esperienze di lavoro, ma subito ho capito che il mio posto era accanto a mia sorella. Mi sto specializzando nella gestione del vigneto, a fiano di nostro padre.>>.

cena in vigna

- Perché “NatinVigna”?

La scelta del nome deriva dalla nostra esperienza viticola. Non è, quindi, solo un marchio, ma descrive esattamente ciò che siamo ed impersoniamo: giovani viticoltori che lavorano con passione. L’obiettivo era quello di comunicare, anche attraverso il nome, il tipo di realtà delle cantine coinvolte: sei piccole aziende che vivono realmente la filiera del loro prodotto, seguendola in tutte le sue fasi, dalla vigna alla vendita e alla promozione. La grafica comunica semplicità e genuinità, due caratteristiche che accomunano tutti noi sei produttori, ma anche energia e vitalità, in quanto persone giovani e con tanta determinazione ed ambizione. Dal nome del progetto, “NatinVigna”, traspare il nostro lavoro e il nostro legame con il territorio con cui ci identifichiamo.

- La pandemia ha influito sulla nascita e lo sviluppo del vostro progetto? 

L’amicizia che ci lega ha le sue radici nel lavoro che facciamo che, negli anni, per fiere o consigli lavorativi, ci ha portato a frequentarci sempre di più. Con l’arrivo della pandemia per COVID-19 e del primo lockdown, le nostre chiamate si sono intensificate, a fronte di incontri e degustazioni ormai impossibili. Abbiamo iniziato a pensare a come affrontare questa difficile situazione e abbiamo subito capito che l’unico modo era quello di unirsi e fare sistema tra di noi. È così che nasce il progetto “NatinVigna” che prende forma in tre wine box, rappresentative del Piemonte, che parla dei nostri territori e che creano una comunicazione convergente fra di noi.

- L'idea delle WineBox è molto interessante, ma avete in mente di creare anche un percorso unitario di enoturismo che possa permettere ad appassionati e addetti ai lavori di visitare le vostre realtà in maniera coerente e coordinata?

Abbiamo qualche idea circa la realizzazione di un’offerta di enoturismo unitario, che possa prevedere visite in cantina e degustazioni secondo uno stesso format nelle sei cantine, che svilupperemo concretamente appena la tragica situazione in cui tutti noi ci troviamo a causa della pandemia di Covid-19, che rende difficoltosi gli spostamenti e gli incontri, si appianerà. 

Tuttavia, fin da subito abbiamo nutrito il desiderio di tradurre gli obiettivi di “NatinVigna” nel piano del concreto attraverso altri due progetti collaterali:

NatinVigna e la ristorazione: Il settore della ristorazione è quello con cui noi, come produttori di vino, lavoriamo di più e questo ci ha permesso, negli anni, di costruire con i ristoratori un rapporto di costante fiducia e supporto reciproco. Abbiamo quindi pensato di creare un sistema virtuoso di esaltazione reciproca di queste due realtà: il vino e la ristorazione, attraverso l'organizzazione di cene degustazione, come mezzo di divulgazione dei nostri vini reale e concreto.

Il produttore amico: Coinvolgere altre aziende, inserendo un vino della loro gamma, all'interno di una delle nostre box, per un periodo di tempo limitato, al fine di far conoscere anche altre aree vinicole d'Italia. 

Nati in vigna

- Cosa significa “lavoro di squadra” per dei/le giovani come voi? Credete che altri produttori potranno prendere spunto dalla vostra iniziativa per modulare in maniera differente la comunicazione delle proprie realtà vitivinicole?

Per noi “lavoro di squadra” significa ripensare il sistema e agire insieme, acquisendo così la consapevolezza che il successo di un territorio non è dovuto alla fama di una singola azienda, ma all’insieme di più realtà, che si presentano nel nostro caso come espressione diversificata di una stessa regione. In questo modo il successo di una apporterà vantaggio anche per alle altre. Inoltre, il nostro obiettivo è proprio quello di divulgare la conoscenza di un territorio, quello piemontese, presentato in sue sei diverse sfaccettature, e di contribuire a promuovere una riforma culturale atta a rivalutare il ruolo del consumatore. Unirsi e stare insieme è l’unico modo per farlo. Vogliamo parlare di Piemonte, avvicinare le persone al vino e a come lo sentiamo anche noi, tramite l’amicizia, il territorio ed i vini che ci legano. La nostra filosofia è uno per tutti e tutti per uno, o meglio il Piemonte per tutti e tutti per il Piemonte!

Speriamo che il nostro progetto e il nostro modo di rivolgerci alle persone possano essere d’ispirazione anche per altri produttori: puntiamo su una comunicazione semplice, diretta e genuina, indirizzata soprattutto ai “non competenti” che spesso sono spaventati dal mondo del vino, credendolo una dimensione accessibile solo per chi ha famigliarità con il suo linguaggio così istituzionalizzato. Facciamo affidamento sui social, che oggi sono senza ombra di dubbio il mezzo più efficace per aumentare la propria visibilità e raggiungere più persone possibili. Abbiamo scelto questa strategia per poter creare contenuti attraverso cui comunicare e trasmettere la genuinità e la quotidianità delle nostre sei cantine. Raccontiamo la nostra storia e i nostri prodotti e cerchiamo di creare un legame con i consumatori, in un contesto in cui sempre di più si farà affidamento sui social e sui dispositivi digitali anche per gestire le scelte d’acquisto. Il consumatore potrà così informarsi autonomamente, rapportandosi direttamente con i produttori ed entrando virtualmente nelle nostre cantine. Verrà promosso un sistema di produzione e di acquisto e di qualità, dove il web non vuole limitare o distruggere i rapporti umani concreti, ma favorirli quando questi non saranno possibili.

associazione produttori piemonte

Ringrazio le ragazze e i ragazzi di NatinVigna per aver condiviso con me e con voi tutti le proprie storie e motivazioni, nonché i propri progetti in un periodo così complesso, dimostrando grande forza di volontà e positività nei confronti di un futuro che sapranno conquistarsi a suon di iniziative interessanti come questa, grazie alla freschezza delle proprie idee ma anche e soprattutto ai loro vini. Vini che vantano un forte legame con il territorio e con chi ha introdotto ognuno di loro a questo. Uno sguardo in avanti senza mai dimenticare il passato. Un messaggio quello lanciato da questi/e 6 giovani produttori che mi conforta e denota la grande voglia di fare e di condividere delle nuove generazioni di vignaioli che porterà con sé una crescita sia in termini qualitativi che di prospettive grazie al confronto e allo scambio di know how che avviene ogni volta che ci si incontra in vigna, in cantina o intorno ad una bottiglia di vino. Ad maiora!


F.S.R.

#WineIsSharing

Cancellato il Vinitaly 2021 ma confermata Opera Wine e un "Vinitaly special edition" in versione B2B per ottobre a Verona

Il Vinitaly non si farà! La più grande fiera del vino al mondo posticipa al 2022 come, purtroppo, era auspicabile. Io stesso avevo indetto alcuni sondaggi fra produttori e addetti ai lavori che all'unanimità avevano espresso la negatività assoluta riguardo la possibilità di partecipare ad una manifestazione che vede nel grande afflusso di buyers internazionali il suo principale punto di forza. Positiva la conferma di Opera Wine che mira a dare un segnale di resilienza e, speriamo, di ripartenza all'intero comparto con numeri più contenuti e una tipologia di evento, sicuramente, più semplice da allestire di quanto possa esserlo una manifestazione fieristica della portata del Vinitaly.

VINITALY 2021 CANCELLATO 2022

Vi lascio al comunicato stampa che illustra decisioni, motivazioni e illustri pareri riguardo la cancellazione del Vinitaly 2021 e le possibilità offerte da Veronafiere per cercare di sopperire alla mancanza dell'evento principale con soluzioni alternative.

VERONAFIERE: 54ª EDIZIONE VINITALY POSTICIPATA AL 2022, DAL 10 AL 13 APRILE. CONFERMATA OPERA WINE CON LA PRESENZA DI WINE SPECTATOR A GIUGNO (19 E 20)

A ottobre 2021 un evento straordinario per il settore.

Da marzo a ottobre un programma di iniziative per la ripresa su mercato nazionale e internazionale 

Verona, 16 marzo 2021. Veronafiere posticipa al 2022 la 54ª edizione di Vinitaly, Salone internazionale dei vini e dei distillati, in calendario dal 10 al 13 aprile del prossimo anno.  «Le permanenti incertezze sullo scenario nazionale ed estero e il protrarsi dei divieti ci hanno indotto a riprogrammare definitivamente la 54ª edizione della rassegna nel 2022 – ha detto Maurizio Danese, presidente di Veronafiere SpA –. Si tratta di una scelta di responsabilità, ancorché dolorosa; un ulteriore arresto forzato che priva il vino italiano della sua manifestazione di riferimento per la promozione nazionale e internazionale. In attesa che lo scenario ritorni favorevole – conclude Danese – Vinitaly continua a lavorare congiuntamente con tutti i protagonisti anche istituzionali del settore, a partire dal ministero delle Politiche agricole e Ice-Agenzia oltre a tutte le associazioni e le categorie, per continuare a supportare la competitività del vino made in Italy sia sul mercato interno che sui Paesi già proiettati alla ripresa, Usa, Cina e Russia in primis».

In quest’ottica, prosegue il ceo di Veronafiere, Giovanni Mantovani: «Confermiamo OperaWine con la presenza di Wine Spectator e delle top aziende del settore individuate dalla rivista americana per il 10° anniversario dell’iniziativa che rimane in programma il 19 e 20 giugno prossimo a Verona. L’evento, tutto declinato alla ripartenza del settore, grazie alla partecipazione di stampa e operatori nazionali e internazionali – commenta Mantovani – farà anche da collettore e traino a tutte le aziende del vino che vorranno partecipare a un calendario b2b che Veronafiere sta già approntando». 

Operawine sarà preceduta, sempre a giugno, dal Vinitaly Design international packaging competition (11 giugno) e da Vinitaly 5 Stars Wine The book (16-18 giugno). Mentre la Vinitaly international Academy (21-24 giugno) chiuderà gli eventi estivi in presenza.

Tra le novità anche un evento eccezionale di promozione a forte spinta istituzionale a ottobre prossimo e che traghetterà il settore alla 54ª edizione di Vinitaly nel 2022.  Prosegue Giovanni Mantovani: «Si tratta di Vinitaly-edizione speciale, una manifestazione rigorosamente b2b che segnerà la ripresa delle relazioni commerciali nazionali e internazionali in presenza a Verona dal 16 al 18 ottobre».

«Vogliamo mantenere viva l'attenzione del mondo sul vino italiano, uno degli ambasciatori più significativi del Made in Italy – afferma, presidente di ICE Agenzia, Carlo Ferro –. Le iniziative messe in campo da Veronafiere per mantenere il file-rouge tra Vinitaly 2019 e 2022, con l’edizione di Vinitaly-edizione speciale e le altre manifestazioni che faremo insieme hanno questo obiettivo. Senza soluzione di continuità, nonostante la pandemia mondiale e grazie all’impiego di nuovi strumenti in chiave di commercio digitale.  Faccio i miei auguri a tutto il team di Veronafiere e ai produttori vinicoli con la convinzione che gli eventi in programma per il 2021 contribuiranno a sostenere l'eccellenza del nostro Paese».

In attesa della ripresa degli eventi fisici nel nostro Paese, Vinitaly prosegue in presenza sui mercati internazionali, a partire dalla Russia con le tappe a Mosca e a San Pietroburgo in programma dal 23 al 25 marzo. Dal 3 al 6 aprile sarà la volta di Vinitaly Chengdu e poi a giugno di Wine to Asia (Shenzhen, 8-10 giugno). E sarà ancora la Cina ad aprire con il road show il calendario estero autunnale di Vinitaly (13-17 settembre) prima di trasferirsi in Brasile per la Wine South America (22-24 settembre). Veronafiere, inoltre, mette a disposizione il proprio know how per realizzare ulteriori eventi di promozione in altri mercati obiettivo per il settore.

La decisone dello spostamento di Vinitaly è stata condivisa con le organizzazioni e associazioni della filiera vitivinicola e agricola. Di seguito, in ordine alfabetico, le dichiarazioni di: Alleanza delle Cooperative Italiane Agroalimentare, Assoenologi, Cia-Agricoltori Italiani, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini e Unione Italiana Vini (Uiv).

«Prendiamo atto della decisione di posticipare la 54ª edizione di Vinitaly al 2022 – afferma il coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza cooperative agroalimentari, Luca Rigotti –. Una scelta certamente non facile ma che, alla luce dell’attuale situazione sanitaria, è in linea con quanto auspicato dall’Alleanza delle Cooperative Italiane-Agroalimentare. Accogliamo con favore, inoltre, le altre iniziative di promozione proposte da Veronafiere per i prossimi mesi: l’aspettativa è poter entrare finalmente in una fase caratterizzata da un maggiore livello di sicurezza e da minori incertezze per il comparto vitivinicolo, condizioni necessarie anche per poter rilanciare, grazie all’esperienza ed alla competenza di Veronafiere, il settore vitivinicolo a livello internazionale».

Per il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella «la decisione assunta da Veronafiere di posticipare al 2022 la 54ª edizione di Vinitaly va nella direzione suggerita dalla filiera del vino, ma soprattutto tiene conto del perdurare di una situazione di grave difficoltà generata dall'emergenza pandemica, che non ha ancora trovato una risposta risolutiva nella vaccinazione. Una scelta di responsabilità che condividiamo ampiamente, così come siamo pronti a sostenere le altre iniziative, annunciate da Veronafiere e messe in calendario sia per il prossimo giugno, che per l'ottobre. È necessario da parte del mondo del vino farsi trovare pronto al giorno della ripartenza dei mercati e quindi è molto importante tenere alta l'attenzione anche con manifestazioni capaci di creare relazioni nazionali e internazionali e interesse verso il nostro settore. Ma ancora più importante sarà il sostegno che il governo italiano e l'Europa sapranno mettere in campo a favore dell'intero agroalimentare che, dopo oltre un anno di pandemia, sta accusando il peso della crisi al pari degli altri settori dell'economia nazionale».

«Siamo a fianco di Veronafiere per continuare a sostenere il settore, tutte le aziende e i produttori che ogni giorno contribuiscono a rendere il vino una delle eccellenze del Made in Italy riconosciuta in tutto il mondo – dice presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino –. La pandemia ancora morde e costringe a un ulteriore rinvio degli eventi in presenza, ma siamo pronti a lavorare insieme al Vinitaly per supportare, in questa fase difficile, un comparto prezioso per l’agroalimentare con una produzione del valore di circa 12 miliardi di euro e una reputazione imbattibile».

«Lo spostamento del Vinitaly è un atto dovuto per consentire la partecipazione anche degli operatori stranieri e sostenere il successo del prodotto agroalimentare made in Italy più esportato nel mondo dove, nonostante la pandemia, il vino ha fatturato 6,3 miliardi di euro nel 2020» afferma il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, nel sottolineare l’importanza del programma dei prossimi appuntamenti di Veronafiere a partire da OperaWine.

«La decisione di Veronafiere, benché dolorosa, va nella giusta direzione – commenta presidente Confagricoltura, Massimiliano Giansanti –. Apprezziamo in particolare la capacità di resilienza e di proposta variegata in un momento molto difficile per il comparto vino. Confagricoltura dà pieno appoggio a Veronafiere e all’intero settore fieristico agroalimentare nazionale. Siamo convinti che occorra sostenere la validità del sistema italiano ed evitare pericolose aperture ad altre realtà internazionali. Riteniamo inoltre che la Fiera di Verona, con le sue attività e il Vinitaly, sia un validissimo strumento di promozione e di immagine per tutto il comparto vitivinicolo italiano. Auspichiamo pertanto di ripartire a pieno ritmo nel 2022, dando ampio risalto alle iniziative in programma da oggi fino alla prossima edizione del Vinitaly, insieme alle nostre imprese che fanno grande nel mondo l’Italia del vino».

Per il presidente di Copagri, Franco Verrascina, «la scelta di Veronafiere, seppure dolorosa, conferma la serietà dell’ente fieristico e la volontà di sostenere i viticoltori al meglio in questo momento critico. Ci mettiamo a disposizione per collaborare ed essere al fianco di Veronafiere nel programmare sia la 54ª edizione di Vinitaly che per l’evento speciale di ottobre, dando un segnale al mondo vitivinicolo per la promozione e valorizzazione dei grandi vini italiani».

«È un grande dispiacere l’annuncio del rinvio, ma la realtà della pandemia non lascia spazio ad ipotesi alternative: abbiamo difficoltà a programmare viaggi e contatti, avremmo difficoltà nell’accogliere gli ospiti negli stand – afferma Sandro Boscaini, presidente di Federvini – ma il secondo rinvio amplia il vuoto che Vinitaly lascia. Abbiamo necessità di contatti internazionali, abbiamo necessità di presentare i nostri prodotti e restare in contatto con il grandissimo numero di operatori nazionali ed internazionali che affluivano a Verona. Siamo certi che l’esperienza e la professionalità di Vinitaly, con l’aiuto di ICE Agenzia, possano essere di grandissimo aiuto per le nostre Imprese, con formule e proposte da studiare rapidamente insieme».

«Comprendiamo e condividiamo le ragioni che hanno portato Veronafiere al rinvio della manifestazione di riferimento per il vino italiano – spiega il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), Ernesto Abbona –. Riteniamo però che sia fondamentale in questo difficile momento tenere acceso il motore della promozione e perciò appoggiamo l’intenzione di Vinitaly di sostenere il settore anche nel corso di quest’anno attraverso l’organizzazione di eventi mirati in favore del business e dell’immagine internazionale del vino tricolore».

«Non posso che rimarcare il dispiacere di dover rinunciare anche quest’anno al Vinitaly, la principale manifestazione di riferimento del settore vinicolo italiano – commenta il presidente di Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro –. Una manifestazione ricca di eventi, rassegne, degustazioni e workshop mirati all'incontro degli espositori con gli operatori del settore nazionali ed internazionali, che ha contribuito al successo del vino italiano nel mondo ricordando che il settore enologico è uno dei pilastri del successo del made in Italy nel mondo. Chiediamo al Governo di considerare il grande danno economico che questa decisione comporta e di prevedere aiuti concreti per mantenere alta la competitività internazionale del nostro settore fieristico».

C.S. ufficiale Verona Fiere.


Molte sono state le critiche e le prese di posizione da parte dei produttori italiani che stanno rivalutando le proprie priorità anche e soprattutto per quanto concerne la partecipazione ad eventi e manifestazioni in persona, ma mi piace pensare che si possa tornare presto a parlare de visu dei vini e delle realtà che incontriamo a manifestazioni più o meno importanti perché questo coinciderà con un ritorno ad una, seppur nuova, normalità. Io continuo a pensare che a partire saranno prima gli eventi B2B, gli eventi ricchi di occasioni formative (masterclass, degustazioni guidate, seminari e convegni) per poi lasciar spazio alle mostre mercato e solo più avanti alle fiere di settore dai numeri così importanti. Di certo il mondo del vino ripartirà e lo farà con una grande spinta verso nuove sfide da affrontare con una consapevolezza e una visione diverse da quelle del recente passato pre-pandemia.


F.S.R.

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