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sabato 3 aprile 2021

Dal 2022 l'EU vieta il Glifosato ma in Italia alcuni anticipano il divieto grazie alle numerose alternative al diserbo chimico

Dopo anni di petizioni (che mi hanno visto coinvolto attivamente) e di rinvii ci siamo quasi! Entro dicembre 2022 il Glifosato (o Glyphosate) verrà bandito dall'agricoltura e, quindi, anche dai vigneti dell'EU.

La sensibilità italiana nei confronti dell'utilizzo dei dannosi (ormai è stato appurato da numerosi studi scientifici) erbicidi contenenti glifosato è aumentata negli ultimi anni, nonostante ancora se ne faccia un uso importante, tanto che alcune regioni come la Calabria e, da poco, la Regione Toscana hanno deciso di anticipare i tempi "mettendo al bando" il diserbo chimico ben prima della scadenza europea (per la Toscana il divieto  per l'agricoltura integrata partirà dal 15 maggio 2021). Regioni che seguono alla decisione del 2019 della Docg del Prosecco Conegliano Valdobbiadene di vietare l'utilizzo del glifosato nei suoi vigneti. Segnale che potevano/potrebbero raccogliere molte denominazioni italiche.

Diserbo glifosato vigna
Detto questo, se fino a qualche lustro fa la "comodità e l'economicità" del diserbo chimico poteva fungere da alibi per i viticoltori, oggi esistono valide alternative economicamente (ovviamente i costi e le ore di lavoro possono essere maggiori in base alle dinamiche delle singole realtà e quindi risultare onerose) ed ecologicamente sostenibili per le aziende vitivinicole. 

Inoltre, l'evoluzione dell'impiantistica ha visto nascere vigneti sempre più ordinati e ben gestiti con la possibilità di attuare tecniche di lavorazione meccanica meno impattanti e più performanti.

Tra le "alternative" già utilizzate o sperimentate segnalo:

- Diserbo manuale e meccanico - Con zappa, falce, falcetto e fresatrici orizzontali, coltelli scalzanti o decespugliatori verticali anche con meccanismo di rientro a bandiera per sesti di impianto più stretti. Se fino a pochi anni fa non esistevano macchinari precisi e i costi risultavano troppo ingenti per le aziende, oggi le possibilità sono molte e i costi sono molto più sostenibili. 

- Diserbo a vapore - Effetto alla pari del diserbo in termini di resa, con il vantaggio della totale eliminazione dell’impiego di prodotti chimici. Il vapore è molto meno impattante e più sicuro del pirodiserbo, in virtù dell’assenza del "fuoco". Unico "neo" riguarda la poca eco-sostenibilità dell'utilizzo delle caldaie a gasolio. Esistono anche macchinari che usano la sola acqua calda ad alta pressione.

- Pacciamatura - Copertura del suolo con materiali pacciamanti (es. pacciame: paglia, segatura, corteccia di conifera, fogliame, erba falciata o "cippatino") o pacciamatura "viva" con piante quali leguminose come senape, trifoglio, o altre essenze come phacelia, spinaci ecc... la cui presenza ostacola lo sviluppo delle infestanti.

- Pirodiserbo - La tecnica del diserbo termico consiste nell’eliminare le erbacce usando il fuoco, che viene prodotto tramite attrezzi a gas o gpl. L’uso della fiamma naturalmente è potenzialmente pericoloso. Il principio utilizzato non è quello della "bruciatura" delle infestanti, bensì della lessatura dei tessuti delle erbe maligne. Il tempo d’azione del calore durante il trattamento è così breve da non permettere la carbonizzazione della materia vegetale. L’effetto immediato del calore è quello di far espandere repentinamente il plasma cellulare, provocando così la rottura della membrana esterna ed interrompendone i cicli vitali, tanto da causarne dapprima il disseccamento e poi (entro 3 giorni) la morte. La sostenibilità di questa pratica è discutile ma i risultati sono valutabili.

- Schiuma -  tramite un'apposita macchina diserbatrice-spollonatrice viene distribuita in maniera mirata una particolare schiuma composta da acqua calda ed una soluzione a base di oli vegetali e naturali e zuccheri sostenibili che distruggono le radici, grazie alla temperatura elevata e all'azione prolungata derivante dalla schiuma.

- Elettricità - viene agganciato ad un trattore un macchinario capace di produrre elettricità ad alto voltaggio che viene poi trasmessa alle malerbe attraverso degli elettrodi in contatto con il suolo. La corrente percorre le infestanti dalle foglie alle radici uccidendole e impedendo la ricrescita.

- Acido acetico - grazie all'effetto diquat (inibisce la fotosintesi e distrugge cellule e cloroplasti) l'acido acetico (è importante dosarne bene la concentrazione) l'acido acetico ha dimostrato una buona azione diserbante naturale selezionando le erbe indesiderate in funzione della loro resistenza all’acidità.  

- Animali - uno dei "diserbi" più rari ma anche più suggestivi e "naturali" è quello che contempla l'utilizzo di animali che pascolando nei vigneti brucano l'erba allo stato fresco. Il pascolamento permette quindi di ridurre l’altezza dell’erba da 15-20 centimetri a 5, nonché nutrendosi anche di erbe infestanti ne permette il contenimento e alcuni casi l’eliminazione. La presenza stessa degli animali garantisce, inoltre, apporto organico al cotico erboso.

Negli ultimi anni si sta sperimentando molto per arrivare ad ottenere ulteriori alternative al diserbo chimico che possano andare incontro alle esigenze di sostenibilità ecologica ed economica delle aziende, come il diserbo naturale nato in Sardegna da scarti della lana, di estratti di vite di Malvasia e prodotti di scarto dell’olio ed estratti di propoli ricavati dalla pulizia delle arnie.

Esistono altre forme di diserbo "sperimentali" come l'acido perlargonico che, pur essendo di estrazione naturale, potrebbe derivare non solo da grassi vegetali ma anche da grasso di balena. Ciò lo rende poco sostenibile e in contrasto con un approccio "green" a 360°. 

Va da sé che ognuna di queste opzioni andrà valutata e ponderata in base a reale efficacia, costi e tempistiche, oltre che all'impatto che anche queste "alternative" possono avere. Lungi da me consigliare l'adozione di queste tecniche solo perché possibili.

Un eventuale abbandono del diserbo chimico (che non è di certo l'unico dei "problemi" da risolvere) deve, però, andare di pari passo con un'evoluzione sostenibile dell'intera filiera, con un relativo abbassamento dei costi di gestione. Le pratiche sostenibili, a mio avviso, prescindono dalle certificazioni (spesso lacunose) e devono essere orientate ad un equilibrio che possa permettere il minor impatto sull'ecosistema, una gestione equa dell'economia aziendale e che, ovviamente, sfocino in un percettibile valore aggiunto nella qualità dei vini prodotti. Per questo la lotta alla chimica di sintesi non può essere perpetrata per partito preso, soprattutto se le soluzioni sono "alternative" comunque impattanti (alcune delle soluzioni alternative sopracitate devono ancora dimostrare di non esserlo) o l'aumento dell'utilizzo del rame che sappiamo tutti essere un metallo pesante che inquina le falde acquifere e impoverisce il microbiota del terreno, crea problemi in fermentazione e ha un'azione inibitrice nei confronti di alcuni importanti precursori aromatici (es.: tioli) Soluzioni alternative stanno nascendo anche in quest'ottica ma starà sempre al vignaiolo valutare, in base alle condizioni in cui opera, le scelte più oculate al fine di garantire il giusto equilibrio fra rispetto per l'ambiente, condizioni di salubrità dei lavoratori, sostenibilità economica aziendale e qualità del prodotto. 

La viticoltura italiana si è dimostrata molto sensibile alla sostenibilità e le particolari e privilegiate (in confronto ad altri paesi) condizioni in cui le realtà vitivinicole italiche possono operare mettono il nostro paese al primo posto nella sostenibilità in vigna e nella ricerca di alternative alla chimica di sintesi nell'agricoltura nella sua totalità.

Fondamentale, visti i costi maggiori di gestione delle aziende particolarmente attente ad una gestione rispettosa delle campagne, sarà la capacità di elevare la percezione del valore dei nostri vini e, quindi, aumentare la remunerazione per i produttori più virtuosi, in modo tale da poter rendere le nostre realtà vitivinicole sempre più ecosostenibili in modo economicamente sostenibile.


F.S.R.

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