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giovedì 13 maggio 2021

Cortona, l'enclave italiana della Syrah - Tra passato, presente e futuro di un areale in netta crescita

Quando si parla di Syrah, nel mondo, la mente degli appassionati e degli addetti ai lavori va diretta verso la Valle del Rodano e, magari, sulle sue espressioni australiane, ma c'è un micro-areale italiano che ha saputo abbinare la propria identità territoriale e varietale a questo nobile vitigno dalle origini ancora incerte: il cortonese.
cortona vino syrah
Il territorio della Doc Cortona (nata nel 2000) è uno dei più particolari di tutta l'enografia toscana, non solo per la bellezza della città che da il nome alla denominazione, bensì per l'intreccio fra la sua storia e quella del vitigno Syrah.

Salendo fino ai 585 m. di Cortona è facile comprendere quale sia la ricchezza più grande di questo areale: la biodiversità. In questo contesto, infatti, i vigneti sembrano nascondersi, incastonati nel pattern rurale della Valdichiana, esule dalla monocoltura.
La produzione di vino in questo areale è storicamente documentata e seppur si producessero principalmente vini base Sangiovese (con il consueto uvaggio classico toscano) e lo storico Bianco Vergine della Valdichiana, è con l'intuizione di alcuni produttori che, negli anni '60, trovarono alcune viti di Syrah nei propri vigneti e le propagarono comprendendone le enormi potenzialità, che oggi si parla della Syrah di Cortona come di una delle punte di diamante dell'enologia toscana.
I vigneti della Doc Cortona si trovano tra i 300 e i 600m slm, su terreni prevalentemente composti da arenaria, marna e scisto, con presenza di depositi fluvio-lacustri, di argille e detriti di falda.
Il micro-clima è caratterizzato dal influsso benevolo del vicino lago Trasimeno, che funge da termo regolatore favorendo una regolare maturazione delle uve.
Dal 2000 esiste il Consorzio Cortona Vini, guidato attualmente dal noto vignaiolo Stefano Amerighi, che si impegna a promuovere e valorizzare il territorio che ha visto aumentare gli impianti di Syrah fino agli attuali 300 ettari (ca.) in produzione.

Nonostante la Doc Cortona sia ricondotta, da molti, alle sole interpretazioni della Syrah, l'attuale disciplinare di produzione contempla diverse specificità, espressioni di altrettante basi ampelografiche:

"La denominazione d'origine controllata "Cortona" è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
Rosso, Chardonnay, Grechetto, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Cabernet Sauvignon Riserva, Merlot, Merlot Riserva, Sangiovese, Sangiovese Riserva, Syrah, Syrah Riserva, Vin Santo, Vin Santo Riserva e Vin Santo Occhio di Pernice.
I vini a denominazione di origine controllata "Cortona" devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
"Cortona" Rosso: Syrah dal 50% al 60%, Merlot dal 10% al 20%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nell’ambito della regione Toscana, fino ad un massimo del 30%.
"Cortona" Chardonnay: Chardonnay: minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri Vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Grechetto: Grechetto minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri Vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Sauvignon: Sauvignon minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri Vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%. 
"Cortona" Cabernet Sauvignon e "Cortona" Cabernet Sauvignon Riserva: Cabernet Sauvignon minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione
nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Merlot e "Cortona" Merlot Riserva: Merlot minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Sangiovese e "Cortona" Sangiovese Riserva: Sangiovese minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti
da altri vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Syrah e "Cortona" Syrah Riserva: Syrah minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da
altri vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Vin Santo e “Cortona” Vin Santo Riserva: Trebbiano toscano, Grechetto e Malvasia bianca : da soli o congiuntamente minimo 70%, può inoltre concorrere alla produzione di detto vino uve provenienti da il Vitigno a bacca rossa Sangiovese vinificato in bianco previsto per la produzione dei vini “Cortona” fino ad un massimo del 30%.
"Cortona" Vin Santo Occhio di Pernice: Sangiovese, Malvasia nera: da soli o congiuntamente al 100%. 

Va da sé che non tutte le realtà producono o rivendicano l'interezza delle denominazioni locali e che la Doc Syrah sia quella sulla quale la maggior parte delle realtà del territorio sta puntando da tempo per definire un'identità più marcata e veicolata da un varietale che qui si esprime con peculiarità tali da rendere Cortona un enclave nazionale e, potenzialmente, internazionale della produzione di vini base Syrah.
Per evitare di destabilizzare i mercati e di creare ulteriore confusione, rimarcando il ruolo di protagonista della Syrah, si sta lavorando per l'ottenimento di una DOCG ad essa dedicata, in modo da elevare la percezione di quello che è il vino trainante del cortonese. 

Come avrete notato non ho voluto andare troppo a ritroso nella storia, citando il Granduca di Toscana e la diffusione in Italia dei varietali alloctoni in epoca Napoleonica, e neanche le congruenze pedoclimatiche fra l'areale di Cortona e quello della Valle del Rodano, in cui ci è dato pensare la Syrah abbia trovato la sua miglior allocazione. Questo, non per diffidenza riguardo queste tesi, bensì perché credo che la valorizzazione del vino di questo territorio debba passare per la comprensione e l'innalzamento della percezione di quelle che sono le unicità del territorio stesso, senza dover forzare storicità o similitudini che possono essere interessanti in termini di storytelling ma poco hanno a che vedere con ciò che, fortunatamente, è il presente e - spero - sarà il futuro di una denominazione che a prescindere dalle diciture (Doc o Docg) è tra quelle che di più ha manifestato potenziale di crescita in termini qualitativi negli ultimi anni in Italia. Tutto passa attraverso la consapevolezza dei produttori che in ideali sottozone dell'areale come Farneta, Pietraia e Montecchio (solo per citare alcune delle sottozone che potrebbero essere identificate dalla zonazione alla quale sta lavorando il Consorzio col supporto dell'Istituto A. Vegni - Capezzine) possono contare su matrici pedologiche differenti e micro-climi capaci di connotare l'espressività varietale in maniera netta. A questo si aggiunge, ovviamente, l'approccio vitivinicolo, in cui la sostenibilità si sta facendo strada diminuendo sempre di più il gap fra aziende prettamente "green" e cantine convenzionali. Un passaggio fondamentale - a mio modo di vedere - che prescinde le certificazioni, ma potrebbe rappresentare un valore aggiunto per un territorio in cui creare un distretto a basso impatto ambientale sarebbe molto più semplice che in altre zona del Bel Paese.
cortona mappa vini
Nel mio recente tour territoriale ho voluto allargare i miei orizzonti approfondendo la conoscenza di vigne e cantine di dimensioni ed approcci differenti, cercando di comprendere le dinamiche produttive dell'areale da un punto di vista più ampio e variegato. L'ho fatto visitando aziende come: Az. Agr. Chiara Vinciarelli, Tenuta Montecchiesi, Fabrizio Doveri, Eredi Trevisan, Cantina Canaio, Stefano Amerighi, Roberta Pasini, Poggio Sorbello, Fabrizio Dionisio, Baldetti, I Vicini, La Braccesca e la Vecchia Cantina. (Nei prossimi tour visiterò le altre realtà con l'obbiettivo di visitarle tutte entro un anno).
Ciò che posso asserire, senza tema di smentita, è che il livello qualitativo medio dell'intera produzione locale si è alzato notevolmente nell'ultimo lustro, virando verso una maggior attenzione all'identità della Syrah di Cortona, cercando di ridurre l'impatto della marcata cifra stilistica che in alcuni casi, in passato, aveva portato a caricare troppo di struttura e di legno alcune interpretazioni. In un territorio come questo e con un varietale così complesso ciò che va perseguita è la ricerca costante di equilibri tesi all'eleganza, materica e profonda, sì... ma fine e intrigante, dinamica e saporita, mai seduta ed omologata.
Ecco perché vedo molto bene la scelta di alcuni produttori di inserire in linea più interpretazioni di Syrah, partendo da una più fresca nel frutto e agile nel sorso per poi arrivare alle referenze di maggior complessità aromatica e concretezza di sorso senza ledere, però, l'armonia e l'eleganza generale.
Da non sottovalutare, data l'attitudine dei varietali allevati e la capacità dimostrata da alcuni produttori nella vinificazione, è la presenza sempre più ampia di vini Rosati di qualità assoluta, che potrebbero rendere Cortona un enclave anche per questa tipologia sempre più in ascesa. Non è da trascurare la valenza dell'enoturismo locale, che vede Cortona come uno dei Borghi toscani più di appeal per turisti da ogni parte del mondo che venendo prevalentemente in stagioni calde potrebbero essere "accompagnate" alla scoperta dei vini rossi, proprio attraverso le interpretazioni in "rosa" più fresche e agili da bere durante la propria permanenza in loco. Uno strumento utile per creare una continuità anche in termini di abbinamento passando attraverso una scala interpretativa della Syrah e non solo.

Per correttezza nei confronti di tutte le realtà visitate e per darvi modo di scoprire il territorio personalmente e senza condizionamento alcuno preferisco non condividere, in questo contesto, le mie opinioni sulle singole realtà (già espresse in parte sui social in tempo reale) ma nei prossimi mesi troverete le segnalazioni dei migliori assaggi fatti a Cortona in relazione alla singole visite. 
Il mio invito, dunque, è proprio a visitare l'areale di Cortona e a scoprire la sua vocazione attraverso cantine, vignaioli, produttori e vini capaci di costituire un'identità di terroir difficile da paragonare a qualsiasi altra zona vitivinicola toscana.

F.S.R.
#WineIsSharing



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