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lunedì 25 ottobre 2021

I primi vini della famiglia Maugeri che ha puntato tutto sulla vocazione bianchista di Milo, terra dell'Etna Bianco Superiore

L'Etna rappresenta, senza tema di smentita, l'areale italico che di più si è distinto per la crescita del valore percepito delle sue vigne e dei suoi vini negli ultimi 10 anni. Un territorio sfaccettato, che vede nelle contrade la versione locale dei "cru", ma vantava ancor prima di esse una macro zonazione per versanti che vede quello più a est distinguersi in maniera particolare.
Maugeri Carla vini etna milo

Parlo di Milo e della sua peculiare vocazione bianchista. E' proprio e solo nelle vigne di questo micro-areale, affacciato sul Mar Jonio, a circa 700 metri slm, che si produce l'Etna Bianco Superiore. Vigne che affondano le proprie radici in terreni molto fertili, ricchi di sostanza organica e di limo, formatisi dal collasso della Valle del Bove. Una zona fresca e piovosa, con grandi escursioni termiche giorno-notte, in cui le uve rosse fanno fatica a compiere un ciclo vegetativo ottimale a differenza dei varietali a bacca bianca che, qui, trovano l'habitat ideale per raggiungere picchi sia in termini aromatici che di acidità/longevità, senza peccare di esilità.
milo versante est nord etna
Un pedoclima influenzato tanto dal vulcano quanto dalla vicinanza dal mare. Il Carricante è il varietale principe di queste terre e Carla Maugeri lo sa! Giovane architetto dalla grande passione per il vino e il buon cibo che, insieme alla sua famiglia, ha deciso di investire in ca. 8ha di vigneti terrazzati, reimpiantati tutti ad alberello, in questo versante così vocato per la produzione di vini bianchi d'eccellenza.
carricante uva etna

Durante la mia visita ai vigneti della famiglia Maugeri, Carla e suo padre Renato, mi hanno accompagnato attraverso la storia di una famiglia che, seppur dedita ad altre attività, negli anni '60  produceva vino proprio in queste terre.
cantina maugeri

Il nuovo inizio parte nel 2020, con tre vini, tutti di contrada: 

vini maugeri etna
Trattandosi di anteprime, le etichette nella foto non rappresentano il packaging definitivo

Etna Bianco Superiore Contrada Volpare: nitido nel varietale, solfureo quanto basta per ricordarci dove siamo, fresco nel frutto e fine nel fiore, agile e salino. Un ottimo biglietto da visita per un'azienda che si presenta con poche bottiglie ma con tanta personalità e consapevolezza. 

Etna Bianco Superiore Contrada Volpare "Frontebosco": un'interpretazione "borgognona" che, per fortuna, non scade in un mero scimmiottamento d'oltralpe, bensì coniuga un garbato utilizzo del legno alla preservazione dell'identità etnea che emerge, con la forza e l'eleganza di un jeté di una tonica e abile ballerina di danza classica. Vibrante e sapido il sorso.  

Etna Rosato Contrada Volpare: niente rossi! Questa è la scelta tanto drastica quanto apprezzabile che la famiglia Maugeri ha voluto dichiarare per rimarcare ancor di più la trazione bianchista di queste terre. Inoltre, con questo Rosato (da solo Nerello Mascalese), così fiero di essere etneo, la linea è completa e mostra a pieno il potenziale di Milo e la sua predisposizione alla produzione di vini eleganti, fini, saporiti, in cui terra, "cenere", vento e mare si incontrano e si fondono. Rosa, fragola, spezia ed erbe officinali, con folate balsamiche fanno da preludio a un sorso equilibrato nella materia e slanciato nella freschezza, con una chiusura fra ferro e sale decisamente saporita.

Vini fini ed equilibrati che hanno bisogno di tempo per esprimere al meglio il proprio potenziale ma sono già degni di interesse.

vino etna

Da notare che è stata allestita una piccola cantina perfettamente attrezzata per la produzione delle prime annate, in attesa del restauro della struttura di famiglia che si trovare a ridosso dell'anfiteatro di vigneti della famiglia Maugeri.

Una realtà che, sono certo, si saprà distinguere con una cifra stilistica ben definita e fedele alla naturale volontà espressiva del territorio.


F.S.R.

#WineIsSharing



domenica 24 ottobre 2021

Cortona, l'enclave italiana della Syrah - Tra passato, presente e futuro di un areale in netta crescita

Quando si parla di Syrah, nel mondo, la mente degli appassionati e degli addetti ai lavori va diretta verso la Valle del Rodano e, magari, sulle sue espressioni australiane, ma c'è un micro-areale italiano che ha saputo abbinare la propria identità territoriale e varietale a questo nobile vitigno dalle origini ancora incerte: il cortonese.
cortona vino syrah
Il territorio della Doc Cortona (nata nel 2000) è uno dei più particolari di tutta l'enografia toscana, non solo per la bellezza della città che da il nome alla denominazione, bensì per l'intreccio fra la sua storia e quella del vitigno Syrah.

Salendo fino ai 585 m. di Cortona è facile comprendere quale sia la ricchezza più grande di questo areale: la biodiversità. In questo contesto, infatti, i vigneti sembrano nascondersi, incastonati nel pattern rurale della Valdichiana, esule dalla monocoltura.
La produzione di vino in questo areale è storicamente documentata e seppur si producessero principalmente vini base Sangiovese (con il consueto uvaggio classico toscano) e lo storico Bianco Vergine della Valdichiana, è con l'intuizione di alcuni produttori che, negli anni '60, trovarono alcune viti di Syrah nei propri vigneti e le propagarono comprendendone le enormi potenzialità, che oggi si parla della Syrah di Cortona come di una delle punte di diamante dell'enologia toscana.
I vigneti della Doc Cortona si trovano tra i 300 e i 600m slm, su terreni prevalentemente composti da arenaria, marna e scisto, con presenza di depositi fluvio-lacustri, di argille e detriti di falda.
Il micro-clima è caratterizzato dal influsso benevolo del vicino lago Trasimeno, che funge da termo regolatore favorendo una regolare maturazione delle uve.
Dal 2000 esiste il Consorzio Cortona Vini, guidato attualmente dal noto vignaiolo Stefano Amerighi, che si impegna a promuovere e valorizzare il territorio che ha visto aumentare gli impianti di Syrah fino agli attuali 300 ettari (ca.) in produzione.

Nonostante la Doc Cortona sia ricondotta, da molti, alle sole interpretazioni della Syrah, l'attuale disciplinare di produzione contempla diverse specificità, espressioni di altrettante basi ampelografiche:

"La denominazione d'origine controllata "Cortona" è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
Rosso, Chardonnay, Grechetto, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Cabernet Sauvignon Riserva, Merlot, Merlot Riserva, Sangiovese, Sangiovese Riserva, Syrah, Syrah Riserva, Vin Santo, Vin Santo Riserva e Vin Santo Occhio di Pernice.
I vini a denominazione di origine controllata "Cortona" devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
"Cortona" Rosso: Syrah dal 50% al 60%, Merlot dal 10% al 20%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nell’ambito della regione Toscana, fino ad un massimo del 30%.
"Cortona" Chardonnay: Chardonnay: minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri Vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Grechetto: Grechetto minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri Vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Sauvignon: Sauvignon minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri Vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%. 
"Cortona" Cabernet Sauvignon e "Cortona" Cabernet Sauvignon Riserva: Cabernet Sauvignon minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione
nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Merlot e "Cortona" Merlot Riserva: Merlot minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Sangiovese e "Cortona" Sangiovese Riserva: Sangiovese minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti
da altri vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Syrah e "Cortona" Syrah Riserva: Syrah minimo 85%, possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da
altri vitigni, a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione nella Regione, fino ad un massimo del 15%.
"Cortona" Vin Santo e “Cortona” Vin Santo Riserva: Trebbiano toscano, Grechetto e Malvasia bianca : da soli o congiuntamente minimo 70%, può inoltre concorrere alla produzione di detto vino uve provenienti da il Vitigno a bacca rossa Sangiovese vinificato in bianco previsto per la produzione dei vini “Cortona” fino ad un massimo del 30%.
"Cortona" Vin Santo Occhio di Pernice: Sangiovese, Malvasia nera: da soli o congiuntamente al 100%. 

Va da sé che non tutte le realtà producono o rivendicano l'interezza delle denominazioni locali e che la Doc Syrah sia quella sulla quale la maggior parte delle realtà del territorio sta puntando da tempo per definire un'identità più marcata e veicolata da un varietale che qui si esprime con peculiarità tali da rendere Cortona un enclave nazionale e, potenzialmente, internazionale della produzione di vini base Syrah.
Per evitare di destabilizzare i mercati e di creare ulteriore confusione, rimarcando il ruolo di protagonista della Syrah, si sta lavorando per l'ottenimento di una DOCG ad essa dedicata, in modo da elevare la percezione di quello che è il vino trainante del cortonese. 

Come avrete notato non ho voluto andare troppo a ritroso nella storia, citando il Granduca di Toscana e la diffusione in Italia dei varietali alloctoni in epoca Napoleonica, e neanche le congruenze pedoclimatiche fra l'areale di Cortona e quello della Valle del Rodano, in cui ci è dato pensare la Syrah abbia trovato la sua miglior allocazione. Questo, non per diffidenza riguardo queste tesi, bensì perché credo che la valorizzazione del vino di questo territorio debba passare per la comprensione e l'innalzamento della percezione di quelle che sono le unicità del territorio stesso, senza dover forzare storicità o similitudini che possono essere interessanti in termini di storytelling ma poco hanno a che vedere con ciò che, fortunatamente, è il presente e - spero - sarà il futuro di una denominazione che a prescindere dalle diciture (Doc o Docg) è tra quelle che di più ha manifestato potenziale di crescita in termini qualitativi negli ultimi anni in Italia. Tutto passa attraverso la consapevolezza dei produttori che in ideali sottozone dell'areale come Farneta, Pietraia e Montecchio (solo per citare alcune delle sottozone che potrebbero essere identificate dalla zonazione alla quale sta lavorando il Consorzio col supporto dell'Istituto A. Vegni - Capezzine) possono contare su matrici pedologiche differenti e micro-climi capaci di connotare l'espressività varietale in maniera netta. A questo si aggiunge, ovviamente, l'approccio vitivinicolo, in cui la sostenibilità si sta facendo strada diminuendo sempre di più il gap fra aziende prettamente "green" e cantine convenzionali. Un passaggio fondamentale - a mio modo di vedere - che prescinde le certificazioni, ma potrebbe rappresentare un valore aggiunto per un territorio in cui creare un distretto a basso impatto ambientale sarebbe molto più semplice che in altre zona del Bel Paese.
cortona mappa vini
Nel mio recente tour territoriale ho voluto allargare i miei orizzonti approfondendo la conoscenza di vigne e cantine di dimensioni ed approcci differenti, cercando di comprendere le dinamiche produttive dell'areale da un punto di vista più ampio e variegato. L'ho fatto visitando aziende come: Az. Agr. Chiara Vinciarelli, Tenuta Montecchiesi, Fabrizio Doveri, Eredi Trevisan, Cantina Canaio, Stefano Amerighi, Roberta Pasini, Poggio Sorbello, Fabrizio Dionisio, Baldetti, I Vicini, La Braccesca e la Vecchia Cantina. (Nei prossimi tour visiterò le altre realtà con l'obbiettivo di visitarle tutte entro un anno).
Ciò che posso asserire, senza tema di smentita, è che il livello qualitativo medio dell'intera produzione locale si è alzato notevolmente nell'ultimo lustro, virando verso una maggior attenzione all'identità della Syrah di Cortona, cercando di ridurre l'impatto della marcata cifra stilistica che in alcuni casi, in passato, aveva portato a caricare troppo di struttura e di legno alcune interpretazioni. In un territorio come questo e con un varietale così complesso ciò che va perseguita è la ricerca costante di equilibri tesi all'eleganza, materica e profonda, sì... ma fine e intrigante, dinamica e saporita, mai seduta ed omologata.
Ecco perché vedo molto bene la scelta di alcuni produttori di inserire in linea più interpretazioni di Syrah, partendo da una più fresca nel frutto e agile nel sorso per poi arrivare alle referenze di maggior complessità aromatica e concretezza di sorso senza ledere, però, l'armonia e l'eleganza generale.
Da non sottovalutare, data l'attitudine dei varietali allevati e la capacità dimostrata da alcuni produttori nella vinificazione, è la presenza sempre più ampia di vini Rosati di qualità assoluta, che potrebbero rendere Cortona un enclave anche per questa tipologia sempre più in ascesa. Non è da trascurare la valenza dell'enoturismo locale, che vede Cortona come uno dei Borghi toscani più di appeal per turisti da ogni parte del mondo che venendo prevalentemente in stagioni calde potrebbero essere "accompagnate" alla scoperta dei vini rossi, proprio attraverso le interpretazioni in "rosa" più fresche e agili da bere durante la propria permanenza in loco. Uno strumento utile per creare una continuità anche in termini di abbinamento passando attraverso una scala interpretativa della Syrah e non solo.

Per correttezza nei confronti di tutte le realtà visitate e per darvi modo di scoprire il territorio personalmente e senza condizionamento alcuno preferisco non condividere, in questo contesto, le mie opinioni sulle singole realtà (già espresse in parte sui social in tempo reale) ma nei prossimi mesi troverete le segnalazioni dei migliori assaggi fatti a Cortona in relazione alla singole visite. 
Il mio invito, dunque, è proprio a visitare l'areale di Cortona e a scoprire la sua vocazione attraverso cantine, vignaioli, produttori e vini capaci di costituire un'identità di terroir difficile da paragonare a qualsiasi altra zona vitivinicola toscana.

F.S.R.
#WineIsSharing



venerdì 22 ottobre 2021

La Mineralità nel Vino

Quando un Vino è "minerale"?

Mineralità è, senza tema di smentita, uno dei termini più utilizzati da sommelier, media enoici e dagli stessi produttori negli ultimi anni, ma di cosa si tratta davvero?
Giusto qualche anno fa partecipai a una master class in cui il relatore - noto e stimatissimo ricercatore nonché degustatore e giornalista – asseriva che la mineralità provenisse dal terreno portando a sostegno delle sue asserzioni prove più che convincenti, tanto che io stesso, scettico degli scettici, mi convinsi che tra tutte le varie interpretazioni quella fosse la più opportuna, un po' per le dinamiche tecnico-scientifiche semplici da comprendere un po' per l'immagine romantica della vite che "succhia" la mineralità dalla sua terra tramite le radici, come a voler sottolineare una volta ancora il legame tra vino e territorio.
Negli ultimi anni, però, si sono susseguite opinioni e ricerche orientate verso diverse “verità” e quella più tangibile sembra essere la conclusione alla quale è arrivato la società spagnola Excell Ibérica in collaborazione con Outlook Wine con il suo studio biennale “La Mineralità nei vini”.
mineralità vino
I risultati dello studio indicano che la composizione chimica dei vini e la percezione di eventuali loro connotazioni “minerali” non sono direttamente collegate ai minerali presenti nel terreno nel quale è impiantato vigneto, sia esso calcareo, vulcanico, sabbioso, ricco di ardesia o pieno zeppo di fossili pliocenici!
I responsabili della sensazione di mineralità nel vino sembrerebbero, piuttosto, una varietà di composti chimici volatili derivanti dal metabolismo della vite, dalla fermentazione dei lieviti e dall'azione di particolari batteri, nonché dalle tecniche applicate nella vinificazione e nell'affinamento.
Quindi, oggi, si può decretare con la "quasi assoluta certezza" - come se questo fosse davvero possibile in un contesto vivo e mutevole come quello enoico... - che ad essere responsabili della mineralità nel vino siano tioli volatili e/o esteri e/o altre componenti chimiche e non, direttamente, i nutrienti minerali presenti nel terreno. 
Tra i vari studi che ho avuto modo di leggere, però, ce ne sono alcuni contemporanei se non postumi a quello della Excell che testimoniano, tramite l'analisi di alcuni campioni, quanti e quali componenti minerali sono presenti nel vino e, seppur in piccolissima parte, in alcuni vini sembra esserci una certa corrispondenza fra le sensazioni minerali e i nutrienti assorbiti e metabolizzati dalla vite. Di contro, però, sono stati rilevati anche molti altri composti minerali o capaci di indurre sensazioni definite minerali dai degustatori derivanti da trattamenti chimici e/o organici in vigna, utilizzo di solforosa, sistemi di filtraggio ed utilizzo di chiarifiche chimiche ed altro.
Poi c'è una terza versione, quelle che a me piace di più e della quale ho trovato conferma in diverse occasioni, ovvero la peculiarità di alcuni particolari vitigni di enfatizzare la sensazione di mineralità , come se, per farvi un paio di esempi, il Riesling Renano abbia insita in sé la capacità di sviluppare sensazioni ed aromi che in gergo vengono definiti di “idrocarburo” o il Verdicchio disponga geneticamente di una potenziale nota salina al palato. Qui si aprirebbe un altro capitolo interessante, ma senza via d'uscita, ovvero quello riguardante la nostra individuale percezione dell'aroma e del gusto "minerale": la "famosissima" pietra focaia? L'appena citato idrocarburo? Le note vulcaniche e/o sulfuree? Il gesso? La grafite? La sapidità? Il salmastro? Il  "marino"? 
Piccola digressione: alcuni scindono il concetto di mineralità da quello di sapidità legando il secondo - un tempo anch'esso motivo di discussioni per via della convinzione che i vini sapidi fossero necessariamente quelli prodotti vicino al mare - alla presenza, in soluzione, di sali di potassio, magnesio e calcio in quantità "considerevoli" nel vino.
Al di là delle elucubrazioni, dentro e intorno al concetto di mineralità, la cosa fondamentale credo sia non prendere lo studio dell'Excell come la negazione della sensazione minerale, anzi, credo vada presa come una testimonianza ancor più importante di quanto la mineralità sia diventata argomento di discussione e della continua ricerca da parte dei palati odierni di questa connotazione, tanto da spingere ad uno studio durato ben due anni per cercare di dipanare i dubbi destati da un termine relativamente nuovo per il mondo del vino. Sì, perché non si hanno tracce del descrittore “minerale” in alcun testo fino all'utilizzo di questo termine da parte dell'indimenticato enologo francese Emile Peynaud nel suo “il gusto del vino” (1983).
Da quel momento in poi la mineralità è stata sdoganata e in molti, tra degustatori, professori di enologia, sommelier e media hanno inserito questo descrittore nel proprio vocabolario enoico.
Ad oggi la dialettica intorno a questo concetto non si è conclusa e le correnti di pensiero sono ancora divergenti, tanto che molti produttori non rinunciano a considerare come derivanti dalle proprie terre le sensazioni minerali dei propri vini e gli studi anche in favore di questa convinzione si susseguono. 
terreni vigne
Personalmente penso che la mineralità possa essere correlata e legata indissolubilmente al concetto più ampio di terroir (altro termine di complessa natura e concezione, ma che non si può non amare e non utilizzare) in cui ad essere abbracciate sono tutte le componenti e ad essere inclusi sono tutti i fattori riguardanti territorio, terreno (suolo e sottosuolo), utilizzo ed azione di lieviti (indigeni e non, con risultati molto differenti) e batteri, varietale ed età della pianta, nonché, ovviamente, l'azione del vignaiolo/produttore in vigna (trattamenti organici e non) ed in cantina (ad esempio, c'è chi sostiene che le lunghe macerazioni sia nei bianchi che nei rossi enfatizzino queste sensazioni minerali).
Inoltre, credo che tutta questa corsa alla razionalizzazione del vino, per quanto importante (lo sarebbe di più nelle analisi di altri composti, ben più nocivi...) tolga molto del suo fascino e del suo naturale romanticismo che mi fa spezzare una lancia in favore di quei vignaioli che continuano a voler credere in qualcosa che, magari non sarà scientificamente provato, ma che comunque fa parte, ormai, del rapporto fra l'uomo e la sua terra. E poi, diciamola tutta, sono appena tornato da un viaggio sull'Etna e sfido chiunque a non percepire la forza minerale di quelle terre e di quel vulcano in molti dei vini che in quel luogo vengono prodotti. Lo stesso vale per il Priorat con le sue note di grafite o per le ardesie della Mosella e potrei andare avanti all'infinito, ma non lo farò!
Sarà suggestione? Sarà condizionamento? Potrei dirvi che alla cieca un vino dell'Etna lo si riconosca proprio per la sua mineralità, ma potreste tranquillamente smentirmi (come in tutto ciò che cammina in equilibrio su quel filo sottile che separa o unisce l'oggettività dalla soggettività), quindi preferisco dirvi soltanto che qualsiasi sia oggi e qualsiasi sarà poi la momentanea o l'assoluta verità riguardo il concetto di mineralità nel vino, non c'è cosa più bella di prendere in mano una manciata di terra portarla al naso per poi ritrovare quell'odore, quell'aroma, quel profumo nel vino che da quella terra nasce.
Ah, un consiglio... non spendete soldi per master class e convegni riguardanti temi così labili o vi ritroverete come me a pensare "chi me l'ha fatto fare?!?". Ovviamente sto scherzando, il bello del vino è anche questa continua incertezza legata a doppio filo all'evoluzione ed alla ricerca, che spesso, più che dare risposte aumenta i quesiti, asserendo qualcosa, ma lasciando le porte aperte ad altre interpretazioni ed altre ricerche, come a voler salvaguardare il fascino ed il mistero di questo meraviglioso mondo.

Non so perché, ma continuo ad immaginarmi che se Fabio de Luigi interpretasse ancora il suo mitico personaggio Luigio Guastardo della Radica chiuderebbe questo post con un bel "Ah, la mineralità!" al posto del suo leggendario "Ah, la tauromachia!".

F.S.R.
#WineIsSharing

P.S.: attenzione, anche la freschezza, da sempre legata alla percezione dell'acidità del vino, potrebbe essere motivo di discussione, in quanto non sempre la "sensazione di freschezza" è direttamente proporzionale alle componenti acide e quindi "inversamente" proporzionale al ph del vino... ma di questo, magari, parleremo un'altra volta!

mercoledì 20 ottobre 2021

Merano Wine Festival 2021 - In presenza e in sicurezza dal 5 al 9 novembre

In qualità di Media Partner del Merano Wine Festival, condivido con voi il comunicato stampa relativo alla prossima edizione (5-9 novembre 2021) dell'evento enoico meranese arrivato alla sua 30^ edizione. Sarà un'edizione speciale, nel rispetto delle norme anti-covid vigenti, ma finalmente in presenza!

merano wine festival 2021 covid

Le ali della bellezza” il tema di quest’anno e, in collaborazione con 5Hats nell’area Spirits Emotion, è la Cocktail & Drink Competition “Itinerari Miscelati” novità nel programma delle cinque giornate che si svolgeranno nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.

Merano (BZ), 20 ottobre 2021 - 30^ edizione per la kermesse internazionale che dal 1992 è simbolo di eccellenza nel panorama wine&food e dove ogni anno va in scena la selezione The WineHunter Award che durante l’anno Helmuth Köcher fa con la sua commissione di assaggio di grandi esperti. Un format tradizionale dal tema “Le ali della bellezza” per celebrare la bellezza che sovrana nel mondo wine&food: dal 5 al 9 novembre Merano WineFestival si snoda come di consueto nel Kurhaus, in GourmetArena, al Teatro Puccini, all’Hotel Terme Merano e in altri hotel meranesi. L’evento si svolge in sicurezza e dà la possibilità a produttori e visitatori di vivere in presenza un’esperienza all’insegna dell’eccellenza. Grazie alla piattaforma WineHunter HUB, nata un anno fa in occasione della 29^ edizione digitale del Festival, sarà inoltre possibile seguire online l’evento e incontrare virtualmente i produttori.

Programma interamente dal vivo e aperto al pubblico, seppur con numeri ridotti nel rispetto delle normative vigenti anti-Covid.

norme covid eventi vino

Il Patron Helmuth Köcher, dopo l’edizione digitale dello scorso anno, riporta The Official Selection, il cuore pulsante della manifestazione, tra le sale del Kurhaus, dove i produttori vinicoli si alternano in due sessioni, la prima nelle giornate di venerdì 5 e sabato 6, la seconda nelle giornate di domenica 7 e lunedì 8 novembre. Stesso format per la sezione Food-Spirits-Beer, Territorium e Consortium ospitata all’interno dell’adiacente GourmetArena che vede la partecipazione di un massimo di 100 produttori per volta, anch’essi suddivisi in due sessioni. Sempre in GourmetArena Territorium Campania Felix con una selezione di vini e delicatezze culinarie della regione Campania oltre agli showcooking in programma con protagonista lo chef stellato Gennaro Esposito. Ritorna Naturae et Purae - bio & dynamica, in scena durante le cinque giornate, lo spazio all’interno dell’Hotel Terme Merano dedicato ai migliori vini provenienti da agricoltura biologica e biodinamica, naturali e PIWI.

programma produttori merano wine festival

The WineHunter Area, la preziosa collezione di oltre 400 etichette prodotte da più di 400 aziende diverse, occupa il podio della Kursaal e raggiunge da venerdì a domenica anche le lounge di alcuni hotel meranesi selezionati, in ognuno dei quali sarà possibile degustare vini appartenenti ad una specifica regione d’Italia grazie all’iniziativa The WineHunter Hotel Safari. Nella giornata di martedì 9, infine, Catwalk Champagne, conclude come di consueto il Festival con le più rinomate maison francesi e aziende italiane produttrici di Champagne. Per l’intera durata dell’evento, sono inoltre riproposti il “fuorisalone” Merano WineCitylife che riunisce svago, aree tasting e master experience lungo Corso Libertà nonché i Side Events, gli appuntamenti collaterali che arricchiscono la kermesse attraverso un palinsesto di incontri, competizioni e degustazioni legati a tematiche attuali e di tendenza nel mondo del vino e degli spirits. The WineHunter Talks porta in rassegna una serie di incontri dedicati alla sostenibilità nella filiera vinicola, ai vini in Anfora, a bio&dynamica e vini PIWI e una “Bar chat”, dedicata agli spirits. Evento clou della 30^ edizione nell’area Spirits Emotion è “Itinerari Miscelati”, la Cocktail & Drink Competition in collaborazione con 5 Hats che coinvolge 26 bartender e 26 locali, suddivisa in tre sessioni nelle giornate di venerdì, sabato e domenica. Speciale occasione per valorizzare il mondo degli spirits che da molti anni è protagonista di Merano WineFestival, la competizione vuole anticipare la presentazione della nuova guida “itinerari Miscelati” in pubblicazione a dicembre; la guida porta in rassegna i professionisti e i locali a cui è stato assegnato il nuovo premio Globe Rosso, Gold e Platinum dalla giuria di The WineHunter Award.

mwf helmuth kocher

Il Gala Event per l’inaugurazione della 30^ edizione è in programma sabato 6 novembre nella Kursaal del Kurhaus, dove The WineHunter Helmuth Köcher, in presenza di un pubblico riservato, darà inizio al Festival tra ospiti d’onore e speeches che omaggiano la ricerca dell’eccellenza racchiusa nel suo motto “Excellence is an Attitude”, concludendo con la premiazione dei Platinum Award e dei vincitori del premio Emergente Sala di Luigi Cremona e Lorenza Vitale. Sicurezza e rispetto delle norme anti-Covid sono garantite dai controlli per l’accesso di produttori e visitatori - quali il possesso del Green Pass - e da procedure di disinfezione, areazione e distanziamento all’interno di tutti gli ambienti coinvolti.

Produttori: https://meranowinefestival.com/espositori-2020/

Platinum Award: https://winehunter.it/platinum-wine-2021/

Area Press: https://meranowinefestival.com/area-press/

Ticket: https://meranowinefestival.midaticket.it/


Ufficio Stampa: smstudio | pr & communication Stefania Mafalda press@smstudiopr.it M +39 345 5810 157

martedì 19 ottobre 2021

Torna Ein Prosit a Udine tra Chef stellati e degustazioni enogastronomiche d'eccellenza

Dal 20 al 24 ottobre torna Ein Prosit, kermesse del gusto a 360°, capace di riunire nella città di Udine alcuni tra i più talentuosi e noti Chef italiani e internazionali come: Eugenio Boer, Francesco Brutto, Riccardo Camanini, Pino Cuttaia, Enzo Di Pasquale, Riccardo Gaspari, Anthony Genovese, Giuseppe Iannotti, Giancarlo Morelli, Ciro Oliva, Chiara Pavan, Floriano Pellegrino, Matias Perdomo, Wicky Prian, Benedetto Rullo, Ciro Scamardella, Valerio Serino, Francesco Sodano, Lorenzo Stefanini, Luigi Taglienti, Stefano Terigi, Yoji Tokuyoshi, e Francesco Vincenzi e i gli autoctoni Antonia Klugmann ed Emanuele Scarello.

EIN PROSIT 2021 UDINE

Oltre agli "itinerari del gusto" a cura dei grandi Chef, i visitatori potranno godere di differenti percorsi enogastronomici:

- Le “Degustazioni Guidate e le Masterclass" per approfondire la propria competenza e conoscenza enoica. (A numero chiuso - con prenotazione)

- I “Laboratori dei Sapori”, classico appuntamento con i sapori della Regione e dell’Italia, alla scoperta di abbinamenti tra le ottime specialità gastronomiche e i vini autoctoni italiani. (A numero chiuso - con prenotazione).

- Gli "Special Events".

Un programma, dunque, che conta più di 70 appuntamenti e che unisce l'eccellenza dell'alta cucina a quella enoica attraverso cene e degustazioni guidate che dal 20 al 24 ottobre renderanno Udine la capitale del gusto italiana. Tra i relatori delle masterclass e delle degustazioni guidate ci sarà anche io e non posso far altro che invitarvi a visionare il sito della manifestazione nel quale troverete tutte le informazioni utili per godervi a pieno Ein Prosit, in un'edizione davvero speciale della manifestazione pensata e voluta dal Consorzio Promozione Turistica Tarvisiano in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia: https://www.einprosit.org/.

Ci vediamo a Udine!


F.S.R.

#WineIsSharing

martedì 12 ottobre 2021

Gli esiti del concorso enologico nazionale "Premio Qualità Italia" alla Milano Wine Week

Si è appena conclusa la Milano Wine Week che mi ha visto, anche quest'anno, partecipe in occasione della masterclass legata al Premio Qualità Italia, creato e gestito dalla Scuola Etica di alta formazione e perfezionamento Leonardo. Si tratta di un'associazione senza scopo di lucro che svolge attività di utilità sociale nei confronti degli associati e di enti terzi.

"I suoi obiettivi sono la formazione, l’orientamento e la promozione della cultura. Fin dalla sua fondazione, la Scuola Leonardo ha creduto nella formazione come valore primo sia per la persona che per la collettività, convinta che, alla crescita individuale corrisponda sempre la crescita di tutto il tessuto sociale in cui ogni persona vive, si muove, lavora.

milano wine week premio qualità italia

La necessità di essere pronti ad accogliere i cambiamenti, innovare e innovarsi, creare nuove opportunità di occupazione, essere aggiornati sia culturalmente che professionalmente, hanno stimolato le tante attività promosse negli anni dalla Scuola Leonardo.

Il forte legame con il territorio, il grande amore per il made in Italy, la consapevolezza dei livelli d’eccellenza realizzati e realizzabili, hanno portato la Scuola Leonardo ad investire su tutta una serie di progetti volti a promuovere la cultura e la produzione italiana.

In quest’ottica e in qualità di Organismo Ufficialmente Autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF), La Scuola Leonardo organizza e gestisce il concorso enologico nazionale Premio Qualità Italia.

Un contest votato a raccogliere e raccontare le eccellenze vitivinicole italiane, ognuna nella propria categoria di partecipazione e per regione è un’occasione per sostenere una delle attività che meglio rappresentano l’Italia nel mondo."

Ci tenevo a riportare la presentazione dell'ente organizzatore di questo concorso enologico nazionale, in quanto in linea con i principi del mio fare e del mio essere. Principi che, unitamente alla serietà dello svolgimento del concorso e la severità del regolamento con tanto di doppia anonimizzazione ( www.premioqualitaitalia.it/Regolamento), mi hanno spinto ad accettare un coinvolgimento non nella valutazione (come sapete sono restio a dare valutazioni secondo "scale" prestabilite) bensì nella descrizione organolettica e nella conduzione della degustazione della selezione dei 20 "migliori vini" estrapolati dalle centinaia di campioni partecipanti. E' molto interessante come la commissione formata da soli tecnici (enologi) abbia messo in mostra uno degli aspetti più positivi di questo genere di concorso, ovvero il fatto che tutte le realtà siano sullo stesso piano, a prescindere da numeri, dimensioni, packaging e "filosofia produttiva". Ciò che mi sono ritrovato ad assaggiare, infatti, è una sana commistione di vini di realtà radicalmente differenti di varie regioni italiane, capaci di emergere chi per precisione esecutiva, chi per spiccata personalità e chi per identità varietale e/o territoriale.

Categoria: Vini spumanti bianchi secchi VSQ, DOC, IGT

MONTELVINI SRL Volpago del Montello (TV) - Veneto

"Da 135 anni la famiglia Serena si dedica alla produzione di vino con maestria e passione. Nel 1968 Armando Serena, avviando una produzione autonoma di vino a Venegazzù, piccola frazione del Montello, diede vita ad una nuova cantina dallo stile unico, negli anni più importanti di crescita per la cultura vinicola internazionale. L'anima di Montelvini è tradizionalista nei sistemi di produzione del propri vini e moderna nel suo modello di gestione aziendale, costantemente al passo coi tempi."

Asolo Prosecco Superiore Extra Brut DOCG 2020

Cromie coerenti e perlage fine sono il biglietto da visita di un Asolo Prosecco Superiore classico nei profumi in cui le tonalità fruttate di mela e pesca bianca sono rese più complesse da sfumature minerali. Il buon equilibrio fra corpo e acidità, il residuo zuccherino contenuto e la chiusura sapida danno abbrivio all'inerzia di beva. Molto versatile nelle scelte di servizio e di abbinamento.

Categoria: Vini frizzanti bianchi DOC-IGT

AGRICOLA REGGIANA DI FERRARI E COLORETTI SOC. AGR. - Borzano di Albinea (RE) - Emilia Romagna

"Alle pendici delle colline reggiane, a fine anni ottanta l’incontro tra due famiglie ha portato alla nascita di un progetto vitivinicolo dove la tradizione è valorizzata dall’utilizzo delle migliori innovazioni tecnologiche. Le lavorazioni sono sviluppate secondo criteri di sostenibilità ambientale: dalla produzione integrata in vigna alla riduzione al minimo di trattamenti e concimazioni. Nei vigneti a fianco dei classici Lambruschi, sono coltivati vitigni antichi come Malbo Gentile, Spergola, Malvasia e alcune varietà internazionali."

“LE FOSSETTE” Emilia IGP Malvasia 2020 

Una Malvasia aromatica interpretata secondo tradizione, ma con tecniche e tecnologie contemporanee. Se ne ottiene, così, un vino nitido nella sua componente aromatica terpenica: agrume, frutto a pasta bianca, lieve mentolato e spezia bianca appena accennata. Il sorso è fresco, asciutto, giustamente sapido e invoglia alla beva e alla tavola.

Categoria Vini frizzanti rosati  VSQ, DOC, IGT

 AZIENDA AGRICOLA RIGHETTI ENZO di EREDI RIGHETTI - Cavaion Veronese (VR) - Veneto

"È dal 1968 che la famiglia Righetti lavora con passione nel cuore della zona di produzione del Bardolino Classico. Il nonno Augusto e il papà Enzo hanno saputo tramandare l’amore per la terra e la passione per la coltivazione della vite. L’azienda si estende su circa 9 ettari nel comune di Cavaion Veronese, nell’immediato entroterra del Lago di Garda. I terreni calcarei - argillosi di origine morenica, trasmettono alle uve caratteristiche organolettiche di raro pregio. In azienda vengono utilizzate esclusivamente le proprie uve, tutte vendemmiate manualmente, per poi essere vinicate con tecniche moderne."

“RIGHETTI ENZO” Bardolino Chiaretto Spumante Brut DOC 2020

Colore coerente con la tipologia, limpido e non troppo carico. La rosa avvolge i piccoli frutti rossi e alle note agrumate con grande armonia. Il sorso è fresco, agile e saporito. Capace di tergere il palato, predisponendolo al prossimo calice. Contemporaneo e per nulla scontato.

Categoria: Vini bianchi IGT

FATTORIA GIUSEPPE SAVINI SRL - Morro D’Oro (TE) - Abruzzo

"La Fattoria Giuseppe Savini nasce nel 1949, avviata da Vincenzo Savini e successivamente condotta e sviluppata dai figli Giovanni, Michele, Simone e Sigismondo. E' l'arrivo della quarta generazione che con nuove proposte e idee sta muovendo l'azienda. La cantina, vero e proprio fulcro dell’attività vitivinicola, è stata costruita negli anni 2000 e recentemente ampliata, senza perdere traccia delle tradizioni con la sala di affinamento situata nella struttura plurisecolare con mattoni a vista, nella quale i vini riposano in condizioni ottimali di luce, umidità e temperatura."

“RONDINETO” Colli Aprutini IGT Pinot Grigio 2020

Un Pinot Grigio a latitudini a cui non siamo così abituati, ma che in Abruzzo si è acclimatato bene, dando origine a espressioni capaci di mantenere integro lo spettro varietale fruttato e floreale arricchendolo di piacevoli note territoriali più solari tra agrume e spezia. Il sorso vanta buona armonia fra materia e freschezza. Il finale è sapido quanto basta a dare abbrivio all'inerzia di beva. Non il solito Pinot Grigio!

Categoria: vini bianchi DOC annata 2020

AZIENDA AGRICOLA PILANDRO - Desenzano del Garda(BS) - Lombardia

"Nel cuore della Lugana, a San Martino della Battaglia fu edificata l’antica Domus Pilandro; la famiglia Lavelli, proprietaria di questa storica cascina, coltiva i suoi 7 ha di vigneto dal 1980. Vini di territorio, che giocano su freschezza di frutto e di fiore, agili, dinamici di beva e salina mineralità. L'approccio dell'azienda è quello di chi sa guardare alla secolare tradizione di queste zone, senza temere di proiettare lo sguardo verso il futuro al fine di produrre vini sempre identitari e attuali."

“TERECRÈA” Lugana DOC 2020

Da una selezione delle uve Turbiana raccolte manualmente in cassetta, nasce questo vino figlio di un approccio rispettoso delle peculiarità varietali e del territorio. Un bianco luminoso, fresco nel frutto e fine nello spettro floreale. Un sorso ben bilanciato fra struttura e slancio acido e minerale. La chiusura sapida lo geolocalizza perfettamente. Ottimo potenziale di longevità.

Categoria: Vini bianchi DOC annate 2019 e precedenti

SOCIETA' AGRICOLA DRAGA SAS - San Floriano del Collio (GO) - Friuli Venezia Giulia

"Nel marchio Draga e Miklus, oltre alle viti e frutti, ci sono le persone, Mitja, con gli instancabili genitori Anna e Milan, uniti dall'esperienza di generazioni, conduce l'azienda con la determinazione e la passione degli antenati. I vigneti sono totalmente inerbiti, lavorati nel massimo rispetto dell'ambiente, senza uso degli erbicidi. La proprietà si estende intorno alla cantina nelle migliori zone del Collio e le forme di allevamento sono “cappuccina” e “guyot. La maggior parte dei lavori nei vigneti, come la vendemmia, i diradamenti o le selezioni di chicchi vengono fatti manualmente nel rispetto delle tradizioni e soprattutto per le scoscese pendenze."

“MIKLUS” Collio Malvasia DOC 2017

"Un vino che impone la sua riconoscibilità varietale e la sua riconducibilità territoriale con fare deciso e sicuro, e con grande equilibrio aromatico. Pesca gialla, camomilla, zafferano e intriganti spezie fanno da preludio al sorso pieno, intenso, ma che non manca di nerbo acido e di tessitura minerale. Macerazione gestita egregiamente per una Malvasia Istriana complessa e completa, profonda e saporita. Espressione di grande consapevolezza."

Categoria: Vini rosati IGT

VINICOLA MEDITERRANEA S.R.L. - San Pietro Vernotico (BR) - Puglia

"Nel territorio di San Pietro Vernotico, cittadina dell’alto Salento, sorge la Vinicola Mediterranea. Mai nome più azzeccato per un’azienda che sfrutta le qualità migliori e le caratteristiche più identificative dei territori del Mediterraneo: una terra vocata naturalmente alla coltivazione della vite, con il clima caldo e mitigato dal vicino mare Adriatico. L’azienda nasce nel 1997, alla guida di Giuseppe Marangio e di Vito Epifani, entrambi esperti nel settore coinvolti direttamente."

“LEGRAZIE” Salento IGP Rosato 2020

Un rosato salentino non votato esclusivamente al frutto, con uno spettro floreale fresco e fine. Il sorso mostra equilibrio nel rapporto fra materia e freschezza. Ritmata la dinamica di beva, resa viva dalla buona acidità e dalla trama minerale si staglia fino alla chiusura nettamente sapida.

Categoria: Vini bianchi DOCG

CANTINA LI SEDDI - Badesi (SS) - Sardegna

"Azienda a conduzione familiare da 4 generazioni, nasce per iniziativa dei nonni paterni, negli anni '60, composta allora da otto ettari di vigneto. Dopo gli avvicendamenti generazionali i vigneti sono stati impiantati recuperando le varietà del posto e nel 2002 nasce la Cantina Li Seddi, con l'impegno di dare la massima espressione della propria terra, convinta che la ricerca delle migliori varietà d'uva, la coltivazione della vigna rivolta all'alta qualità, l'uso delle migliori tecniche di cantina, possa dare delle grandi soddisfazioni all'intero nostro territorio."

“LI PASTINI” Vermentino di Gallura DOCG Superiore 2020

"Da una selezione di uve di Vermentino impiantato a piede franco su terreni rigorosamente sabbiosi, Li Pastini vanta uno spettro olfattivo varietale di pesca e fiori bianchi, arricchito da lievi note iodate ed erbacee che donano freschezza. La bocca è coerente con il naso nella solarità della struttura e nell'agilità fresca e marina del sorso. Chiude salino e asciutto, preparando il palato al prossimo calice. Territorio e visione."

Categoria: Vini rosati DOC

CANTINA LI SEDDI - Badesi (SS) - Sardegna

Azienda a conduzione familiare da 4 generazioni, nasce per iniziativa dei nonni paterni, negli anni '60, composta allora da otto ettari di vigneto. Dopo gli avvicendamenti generazionali i vigneti sono stati impiantati recuperando le varietà del posto e nel 2002 nasce la Cantina Li Seddi, con l'impegno di dare la massima espressione della propria terra, convinta che la ricerca delle migliori varietà d'uva, la coltivazione della vigna rivolta all'alta qualità, l'uso delle migliori tecniche di cantina, possa dare delle grandi soddisfazioni all'intero nostro territorio.

“ROSAMARIA” Cannonau di Sardegna Rosato DOC 2020

Un Cannonau vinificato in bianco con l'obiettivo di trarne un vino di territorio che renda onore alla vigne a piedefranco per ricchezza e materia ma, al contempo, offra una beva dinamica e minerale. Al naso ritroviamo il frutto rosso fresco e la rosa del Cannonau raccolto a giusta maturazione, su uno sfondo di macchia mediterranea appena sfumato. Il sorso è integro, intenso ma in grado di distendersi con notevole agilità. La chiusura è asciutta e salina. Un rosato importante, con il giusto equilibrio fra struttura e acidità. Poliedrico nell'abbinamento.

Categoria: Vini rossi IGT annate 2020 e 2019

SOCIETA' AGRICOLA MASSERIA BORGO DEI TRULLI SCARL - Maruggio (TA) - Puglia

"La cantina, si trova nel comune di Maruggio, distante 5 km in linea d'aria dal mar Ionio, nel cuore della DOP Primitivo di Manduria. Nella zona, sparpagliati nei terreni, si possono trovare i trulli saraceni, dai quali deriva il nome dell'azienda Masseria Borgo dei Trulli. La cantina è stata costruita nel rispetto del paesaggio circostante nel quale si nota il contrasto tra la vecchia masseria, realizzata in Tufo, e la nuova costruzione, moderna, tecnologicamente avanzata e all'avanguardia.

“SARACENA” Salento Primitivo IGP Rosso 2020

Uve selezionate da vigne allevate interamente ad alberello, a bassa resa. Un vino da uve appassite in fruttaio per 10 giorni al fine di concentrarne lo spessore organolettico. Un naso che non accusa affatto l'affinamento in legno, anzi ne gode nel risultare più complesso, con un frutto maturo, polposo, ricco e speziato. Il sorso è integro, fiero, rotondo e soft nella trama tannica. Il finale è morbido e persistente. Un Primitivo che coniuga al meglio il calore delle genti pugliesi e la profondità delle radici degli alberelli.

Categoria: Vini rossi DOC annate 2020 e 2019

AZIENDA AGRICOLA TERZINI DI DOMENICO TERZINI - Tocco da Casauria (PE) - Abruzzo

"Inizia tutto nel 2009, quando Domenico Terzini decide che è il momento giusto per trasformare la vocazione di famiglia per la coltura delle uve, in un marchio che faccia della qualità la sua bandiera. In pochi anni l'azienda è passata da 6 a oltre 28 ettari, con una gamma di vini variegata e adatta ad ogni occasione. I vini Terzini sono il frutto di una storia millenaria, fanno della bellezza incontaminata del territorio in cui nascono il loro punto di forza. Profumi, sapori e storie che si rivelano in ogni calice. Tradizioni uniche che formano il carattere vero, forte, deciso, dei propri vini.

“DUMÌ” Montepulciano d’Abruzzo DOC 2019

Un Montepulciano votato alla freschezza, senza fronzoli o orpelli caricaturali. Aderente al varietale nei primari di frutto e fiore, con una lieve speziatura naturale spesso occlusa dai lunghi affinamenti ma che in questo caso emerge con nitida schiettezza. Il sorso è armonico, teso, con una texture tannica fine e saporita a tergere il palato. Un'interpretazione contemporanea, non banale.

Categoria: Vini rossi IGT annate 2018 e precedenti

CANTINA DIOMEDE SRL - Canosa di Puglia (BT) - Puglia

"La prolungata esposizione al caldo sole del sud, l'aria incontaminata delle colline lontane dagli insediamenti industriali e la fertilità del terreno, permettono di produrre vini, con tecniche all'avanguardia senza tralasciare la tradizione, elemento centrale della politica aziendale. Obiettivo dell’azienda è costruire e proiettare verso nuovi mercati i propri vini e renderli portavoce di tradizioni, storia, tipicità, ma anche innovazione. Cantina Diomede utilizza uve provenienti da vitigni autoctoni che uniti ad anni di esperienza e alle caratteristiche pedoclimatiche, rendono unici i suoi vini."

“CANACE” Puglia Nero di Troia IGT Rosso 2018

Un Nero di Troia importante nell'esposizione olfattiva piena e matura in virtù della vendemmia tardiva con conseguente lieve appassimento in pianta. Gruè di cacao e pepe nero, chiudo un naso che fa da giusta prefazione di ad un sorso integro, morbido, ma non privo di nerbo. Il tannino è ben polimerizzato. La chiusura è lunga e saporita. Longevità garantita.

Categoria: Vini rossi DOC annate 2018 e 2017

VINICOLA MEDITERRANEA S.R.L. - San Pietro Vernotico (BR) - Puglia

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“ILGRANDUCA” - Salice Salentino DOP Riserva 2017

Negroamaro e Malvasia Nera come da tradizione, per un Salice Salentino intenso, equamente maturo, con frutto scuro e spezia dolce in grande armonia. La folata minerale che rinfresca il profilo olfattivo è il trait d'union con il sorso che alla materia polposa e alla tessitura tannica coniuga note ematiche che percorrono la beva fino a chiuderne l'incedere quasi a volerne ribadire la territorialità

Categoria: Vini rossi DOC annate 2016 e precedenti

TERRE GAIE SRL - Vò (PD) - Veneto

"L'azienda fondata da Salvatore Lovo si è evoluta negli anni passando dal mero imbottigliamento e fornitura di servizi, ad una realtà che fa della tecnologia e della sostenibilità il proprio mantra. Siamo nei Colli Euganei e questa moderna cantina mira a produrre vini di territori riducendo al minimo l'impatto ambientale e ricercando la qualità dalla vigna alla bottiglia."

“TRIANGOLO” Colli Euganei Rosso DOC 2016

Un esempio della capacità che i terreni ricchi di minerali dei Colli Euganei hanno di rendere territoriali anche blend con piglio internazionale come questo: Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Raboso. Intenso, equamente maturo, spezia dolce e nera avvolgono aromi scuri di sigaro e cioccolato. Un sorso forte, tonico, concreto. La texture tannica è fine e la chiusura umami. Grande potenziale evolutivo.

Categoria: Vini rossi DOCG

FATTORIA GIUSEPPE SAVINI SRL - Morro D’Oro (TE) - Abruzzo

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“SAVINI” Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG Riserva 2015

Una Riserva ben ponderata e concepita, con un'oculata scelta vendemmiale e un opportuno dosaggio del legno. Vino armonico, già complesso nello spettro olfattivo in cui frutto e fiore vengono resi più intriganti da tonalità speziate e accenni balsamici. Il sorso è integro, robusto ma non eccessivamente opulento. La dinamica di beva è lineare e il tannino presente, ma fine. Ematico e lungo il finale. Ottimo oggi, con l'impressione è che possa raggiungere il picco espressivo con un lustro di “riposo” in bottiglia

Categoria: Vini spumanti bianchi dolci VSQ, DOC, IGT

TERRE GAIE SRL - Vò (PD) - Veneto

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“TERREGAIE” Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG 2020

Il vino d'eccellenza dei Colli Euganei. Un moscato giallo (Fior d'Arancio) spumantizzato dolce con la massima attenzione tecnica. Precisione confermata nella nitidezza del frutto giallo, delle note agrumate e del fiore di acacia, con un tocco di noce moscata. Il sorso è dolce ma equilibrato, con un lungo finale che lascia il palato pulito, nonostante il residuo, grazie alla buona componente minerale. Adatto a scardinare lo stereotipo dell'abbinamento dolce-dolce con abbinamenti in contrasto.

Categoria: Vini frizzanti rossi DOC, IGT

CANTINA SOC. COOP. DI QUISTELLO - Quistello (MN) - Lombardia

"La Cantina Sociale di Quistello, nasce nel 1928 nella zona di produzione del Lambrusco Mantovano di antichissime tradizioni viticole e gastronomiche, tanto che ad oggi non è possibile risalire con precisione a quando sia stata presa in considerazione la coltivazione della vite Labrusca nel modo in cui viene concepita attualmente. A uno studioso quistellese, si deve la scoperta del vigneto autoctono Grappello Ruberti, un prodotto che amiamo e a cui dedichiamo il nostro lavoro con impegno e passione consapevoli del privilegio che abbiamo nel portare avanti questa storia tanto lunga quanto speciale."

“80 VENDEMMIE” Quistello Rosso IGP 2019

Un Martinotti lungo, da uve Grappello o Lambrusco Ruberti tipiche dell'areale di Quistello, nell'Oltrepò Mantovano. Il naso è intenso nel frutto scuro, mora, gelso nero, prugna e lievi note di pepe nero. Il sorso è fine nella percezione carbonica, scorrevole nonostante l'apparente densità, con un bell'equilibrio fra morbidezza e durezza che lo rendono molto duttile in termini di abbinamento.

Categoria: Vini spumanti rossi VSQ, DOC, IGT

ARIOLA VIGNE E VINI SRL - Langhirano (PR) - Emilia Romagna

"Con i suoi vigneti che si estendono sulle colline e si affacciano alla Pianura Padana, fra i 220 e i 300 metri sul livello del mare, Ariola è una delle più significative realtà vitivinicole del parmense. Una cantina che da sempre è stata in grado di coniugare tradizione, territorio e visione imprenditoriale. Dal 1956, infatti, l’azienda esprime le migliori caratteristiche dei vini emiliani unendo le più radicate tradizioni alle più moderne tecnologie in cantina.

“MARCELLO” - Lambrusco dell’Emilia IGT 2020

Un Lambrusco Maestri perfettamente interpretato nella componente aromatica, resa elegante nel frutto rosso e scuro e nelle fini note floreali, con una spezia nera a rendere tutto più intrigante. Grazie alla dritta spina dorsale e alla cesellata texture tannica che questo vino riesce a bilanciare in maniera esemplare le dolcezza, ottenendo una beva armonica e dinamica, mai stucchevole. Un esempio luminoso di “vino da merenda” gourmet!

Categoria: Vini passiti doc

VITIVINICOLA PARCO DEL VENDA - Vò (PD) - Veneto

"Nel Parco regionale dei Colli Euganei, fra i comuni di Vo', Cinto Euganeo e Galzignano Terme, sorge l'azienda Vitivinicola Parco del Venda. Terreni di origine vulcanica e clima temperato rendono questo areale particolarmente vocato alla viticoltura di qualità e dove l’azienda ha deciso di produrre i propri vini coltivando il vigneto situato in questa storica zona dei Colli Euganei. La loro volontà è quella di esaltare la tipicità di un territorio peculiare, attraverso l'attenta esecuzione di tutte le fasi della filiera, dalla potatura alla raccolta passando per il diradamento selettivo, dalla vinificazione all'imbottigliamento."

“PARCO DEL VENDA” Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG Passito 2019

L'oro dei Colli Euganei, carico di luce e aromi. Da uve appassite in pianta questo Fior d'Arancio espone il suo frutto ricco e maturo con educata dolcezza, fiori gialli, agrumi e spezie ne arricchiscono il bouquet. Il sorso è equilibrato, non stucchevole, grazie al buon tenore acido che ben bilancia l'importante, ma non eccessivo, residuo. La percezione dolce nel finale e lunga e chiude pulita, senza noiose ridondanze zuccherine. Un passito con il quale “giocare” nell'abbinamento con elementi salati e marini per elevarne la percezione gustativa.

Categoria: Vini passiti IGT

FERRUCCIO DEIANA & C. S.A.S. - Settimo San Pietro (CA) - Sardegna

"Una passione e una grande sapienza tecnica hanno spinto Ferruccio Deiana a fondare un'azienda vitivinicola dove poter impiantare i propri vigneti. Con la missione di portare all'attenzione degli estimatori dei buoni vini le bellezze ambientali e le ricchezze culturali del Basso Campidano e Parteolla, famose per le sue dolci colline e le fertili vallate, sin dagli antichissimi tempi. Nuovi studi, ricerche, esperienze da tutto il mondo, hanno influenzato le tecniche di conduzione delle vigne e metodi di vinificazione particolarmente evoluti e sofisticati. Ogni vigna ha le proprie caratteristiche e riceve le cure appropriate: da ciascuna si ottiene un vino singolare che esalta al meglio le caratteristiche delle uve autoctone.

“OIRAD” Isola dei Nuraghi Passito IGT 2017

Un vino da uve stramature di Moscato Bianco, Malvasia e Nasco. Luminoso e profondo, nel calice sprigiona tutta la sua espressività aromatica con frutta candita, mandorla tostata, miele in favo, zagara, spezia bianca e agrume. Il sorso è intenso, ben bilanciato, con una nitida coerenza naso-bocca. Notevole complessità organolettica e lunghissima persistenza. Difficile fermarsi al primo calice!

migliori vini masterclass

Una masterclass che si è trasformata in un'occasione costruttiva che mi ha dato modo di condividere le mie impressioni "live" riguardo vini di realtà profondamente differenti con le quali non mi capita sovente di confrontarmi.  In attesa della prossima edizione, vi invito a dare un'occhiata al sito della Scuola Etica Leonardo: http://www.scuolaeticaleonardo.it/.


F.S.R.

#WineIsSharing

giovedì 7 ottobre 2021

Only Wine Festival 2022 - Riaprono le selezioni per il Salone Nazionale dei giovani produttori e delle piccole cantine

Dopo l'edizione "en plein air" del 2021 che ha rappresentato un segnale importante nonostante e un successo inatteso, data situazione pandemica, l'Only Wine Festival torna nella sua veste abituale (indoor) traendo dall'esperienza di quest'anno spunti interessanti per rendere ancora più completa la manifestazione.

Only wine festival 2022 selezioni

Il Salone Nazionale dei giovani produttori e delle piccole cantine si terrà a Città di Castello nelle giornate 30 aprile, 1 e 2 maggio e contemplerà, per la prima volta, una giornata (lunedì 2 maggio) dedicata agli operatori di settore (importatori, distributori, ristoratori, enotecari, responsabili di wine bar, sommelier ecc...) per dare ulteriori e più concrete possibilità di conversione alle realtà selezionate che parteciperanno all'evento.

Alcune immagini dell'edizione outdoor del 2021

La formula resterà quella della mostra mercato (con possibilità di acquisto diretto dei vini dei produttori presenti) ma non mancheranno interessanti novità dal punto di vista delle degustazioni, del coinvolgimento dei media e della formazione come confermato da Andrea Castellani organizzatore dell'evento.

Per quanto riguarda me, l'Only Wine Festival mi vede coinvolto, da diverse edizioni, nella conduzione di approfondimenti tecnici e masterclass tematiche, nonché nella selezione di parte delle cantine, e nel 2022 tornerà la mia sezione tematica, doverosamente limitata nel 2021. Un'area dedicata a una specifica categoria di vini che vi svelerò nelle prossime settimane, anticipandovi che sarà l'ennesima scommessa contro preconcetti e stereotipi enoici.

Nell'attesa di tornare a vivere l'Only Wine Festival, magari senza mascherine, invito tutti gli appassionati a segnalare eventuali giovani produttori e piccole cantine da prendere in considerazione per la selezione delle 100 realtà che prenderanno parte all'edizione 2022. Potete inviare suggerimenti e candidature a wineblogroll@gmail.com o tramite social.

F.S.R.

#WineIsSharing




mercoledì 6 ottobre 2021

Gavi - L'anima bianchista del Piemonte

Avevo lasciato questo territorio in occasione dei festeggiamenti dei suoi 20 anni di Docg e ritorno per chiudere l'anno del Cortese (un anno divenuto un biennio causa Covid) che non poteva che vederlo come fulcro indiscusso e riferimento per la coltivazione e la valorizzazione di questo varietale. Sì, parlo dell'areale del Gavi Docg. Un territorio dall'indiscussa vocazione vitivinicola, definito il cuore bianchista di un Piemonte che, nonostante la sua trazione rossista, sta dimostrando che - là dove le migliori parcelle vengono assegnate ai vitigni a bacca bianca – può dire la sua anche attraverso varietali tipici come il Cortese, l'Arneis, il Timorasso e l'Erbaluce.

gavi territorio areale vino

Una denominazione relativamente giovane (doc dal 1974 e Docg dal 1998) ma che ha origini antiche, come testimonia un documento conservato nell’Archivio di Stato di Genova, datato 3 giugno 972 in cui si parla dell’affitto da parte del vescovo di Genova a due cittadini gaviesi di vigne in località Mariana.

L'areale della Docg comprende i territori di 11 comuni della Provincia di Alessandria: Bosio, Capriata d'Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo. Con la Docg è ammessa anche la menzione del comune di provenienza (es.: Gavi del comune di Gavi). 

comuni gavi docg vini

La DOCG “Gavi” o “Cortese di Gavi” è riferita a 4 tipologie di vino bianco – Fermo, Frizzante, Spumante e Riserva.

Un territorio vasto ma che gode in ogni sua sottozona di un pedoclima molto favorevole alla viticoltura e in particolare a quella del Cortese, grazie all'influsso del mare, alla buona insolazione dei vigneti, alle discrete pendenze e, soprattutto, alla forte escursione termica giorno notte prevendemmiale. L'altitudine è dai 150m ai 450m slm ma alcuni produttori stanno testando altimetrie più importanti come risposta al global warming.

carta geologica gavi

Nei ca. 1500ha vitati quasi totalmente a Cortese troviamo una grande sfaccettatura pedologica in quanto è proprio in quest'area che si incontrano la pianura e la montagna, i terreni alluvionali e gli affioramenti di epoche remote. Una macro “zonazione” pedologica potrebbe essere la seguente:

Nord: di Gavi abbiano colline più dolci e i vigneti affondano le proprie radici in terre rosse originate dalla ferrettizzazione delle ghiaie miste ad argilla degli antichi depositi alluvionali. Notevole la presenza di bosco.

Centro: la fascia di mezzo, tra Serravalle Scrivia a Gavi e San Cristoforo, gode di terreni con matrice formata da marne e arenarie. Parliamo dei terreni di Monterotondo e dei vigneti alle falde della rigogliosa foresta del monte Mesima, bacino di grande biodiversità.

Sud: i vigneti si fanno più irti e scoscesi e i terreni sono composti da marne argillose bianche con grande presenza di fossili a testimoniarne l'origine. Siamo nel “bacino terziario del Piemonte” e le formazioni geologiche più importanti, in quanto a vocazione alla viticoltura e in particolare all'allevamento del Cortese, sono le “Marne Serravalliane”.

Un'areale che esula dalla monocoltura e mostra un'integrità rara, in cui ogni produttore è stimolato a sentirsi custode di una biodiversità da preservare come patrimonio utile alla rivoluzione sostenibile che da qualche anno si può osservare in loco e sancita dalla sottoscrizione della carta del vino responsabile da parte di 100 produttori.

gavi cortese vitigno

A supporto dei produttori anche la costante attività tecnica del Consorzio Tutela del Gavi che porta avanti con costanza e coerenza progetti agronomici ed enologici: dalla selezione clonale alle carte tematiche dell’area (assolazione, pendenza, altimetria ed esposizione), dalla regolamentazione degli atomizzatori allo studio sui lieviti autoctoni. Lo scopo è quello di aumentare la competenza e la consapevolezza tecnico agronomica dei vignaioli nel rispetto della sostenibilità ambientale e della biodiversità e di aggiornare costantemente la conoscenza tecnica enologica senza dimenticare le linee guida della tradizione. 

Un'attitudine in crescita quella relativa alla sostenibilità che ho avuto modo di apprezzare e confermare anche durante il mio ultimo tour di territorio, in cui ho visitato realtà differenti unite da un approccio sempre più marcatamente rispettoso con una forte crescita di aziende biologiche o in conversione, nonché biodinamiche. Importante anche lo stimolo che la cantina cooperativa sta dando ai suoi soci, retribuendo maggiormente chi coltiva e conferisce uve bio alle quali è dedicata una produzione a sé stante.

gavi biologico

Parlando di peculiarità organolettiche il Gavi vive, oggi più che mai, un'occasione da non lasciarsi sfuggire in quanto dotato di tutte quelle specifiche che su più fronti vengono ricercate e “richieste” ai vini bianchi: freschezza, dinamica, sapidità, con buon equilibrio fra struttura e acidità e predisposizione alla longevità. Doti che non possono e non devono prescindere identità varietale e territoriale e la versatilità in termini di abbinamento.

Ecco perché è fondamentale distinguere i Gavi dei produttori che stanno cercando di trarre il meglio dal proprio territorio e dal vitigno principe di questa zona da chi preferisce produrre vini più “ruffiani” in cui l'acidità è volutamente più bassa e il residuo zuccherino smorza notevolmente la linearità e la sapidità innate di questo vino.
Interessanti le accorte sperimentazioni in termini di macerazione (sia prefermentativa che fermentativa) volte a trarre dalle bucce del Cortese flavonoidi, tannini e precursori aromatici che se ben gestite (al riparo da ossidazioni e da estremizzazioni) possono dare origine a basi utili sia ad esprimere vini che rispondano alla particolare nicchia dei bianchi macerati che - io ne sono fautore da anni - all'utilizzo come taglio migliorativo delle masse vinificate in bianco. Un'ulteriore cambio di marcia, capace di agevolare la contemporaneità dei vini in relazione ai cambiamenti climatici in atto, è l'attuazione di una vendemmia scalare che permetta di avere la disponibilità di masse con dati analitici differenti in termini di acidità e struttura ma complementari ai fini di un equilibrio proteso alla freschezza senza perdere la componente matura atta a conferire al vino il giusto apporto di materia e profumi. Vendemmie scalari che possono essere agevolate dalla produzione di Metodo Classico, che può rappresentare ben più di una "scusa" per entrare in vigna con qualche settimana di anticipo, in quanto le poche espressioni prodotte che ho avuto modo di assaggiare mostrano una buona qualità media.

vino artigianale

Fondamentale, ai fini della valorizzazione del Gavi e del suo intero territorio d'appartenenza, è e sarà la produzione di selezioni siano esse relative a particolari sottozone, a singoli vigneti o, addirittura, a “clos” o micro-particelle all'interno dello stesso “cru”. E' solo così che – al netto di un lavoro consapevole in vigna e in cantina e di un “coraggioso” posizionamento – si possono e si potranno evidenziare ancor più nitidamente le peculiarità sfaccettate di un areale in cui ogni produttore può mostrare la propria singolarità con personalità, senza perdere quella che è la matrice identitaria comune.

Ecco perché confido che sia ormai lontana l'era delle forzature enologiche in cui si chiedeva al Cortese di essere qualcosa di diverso da ciò che voleva e vuole essere.

vigneti cortese

Il Cortese è un vitigno neutro e come tale spaventa molti produttori che vorrebbero dotazioni olfattive più prorompenti, ma la maggior accuratezza nella gestione dei vigneti e un approccio enologico sottratto ma tecnicamente preciso stanno evidenziando quanto il, seppur piccolo, corredo aromatico varietale possa essere spontaneamente fine ed elegante con frutto, fiore e mineralità distintivi. Lo stesso vale per la componente gustativa che deve necessariamente privilegiare freschezza, agilità, sapidità unite a una struttura ponderata (quindi non vini esili ma equilibrati), senza sfociare in interpretazioni caricaturali in cui le dolcezze tendano a omologare il sorso. Nerbo acido che va preservato anche come veicolo di longenvità.

Parliamoci chiaro, probabilmente il 99,9% delle bottiglie di Gavi immesse nel mercato verranno consumate di lì a pochi mesi o comunque entro 1 o 2 anni dalla vendita (l'ideale sarebbe vederle uscire tutte almeno dopo un anno, ma le ovvie dinamiche commerciali non lo permettono, se non nelle selezioni e nelle riserve) ma è fondamentale – a mio parere – per elevare la reputazione e la percezione di qualità di un vino come questo essere consapevoli della sua longevità potenziale e delle sue capacità evolutive.

calice foto gavi vino

In linea di massima lo stato dell'arte della denominazione Gavi Docg mi fa ben sperare in quanto a distanza di pochi anni ho potuto constatare ulteriori e costanti passi in avanti in termini di consapevolezza. Le chiavi di volta del futuro, però, saranno il livellamento del posizionamento verso l'alto grazie alla produzione di selezioni che abbiano il coraggio di uscire dal limbo in cui si trova gran parte del Gavi di qualità prodotto, ovvero quello dei vini dall'ottimo rapporto  "qualità-prezzo" (sapete come la penso a riguardo...), unito al cambio generazionale in atto. Da non sottovalutare, anche, l'enoturismo che ha visto investire molte cantine nell'accoglienza con ottime prospettive di crescita.

enoturismo gavi

In attesa di tornare sul territorio non posso che invitarvi a visitare l'areale per farvi un'idea della situazione attuale di un areale tanto sottovalutato quanto in grado di stupire.

F.S.R.

#WineIsSharing


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