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martedì 30 novembre 2021

The Wine Side of Italy - Con il critico enogastronomico Luca Iaccarino alla scoperta dei vitigni autoctoni italiani

Nei giorni scorsi ho condiviso con estremo piacere e interesse alcune puntate del format The Wine Side of Italy, nato nell'ambito del progetto True Italian Taste volto a valorizzare e salvaguardare il prodotto agroalimentare autentico italiano. True Italian Taste è, a sua volta, parte del programma “The Extraordinary Italian Taste”.  Il Format, realizzato da Grinder Ideas Production Entertainment è condotto dal critico enogastronomico Luca Iaccarino, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier (AIS).

Per approfondire le dinamiche relative al progetto ho ritenuto opportuno lasciare che sia l'autore Luca Iaccarino a parlarne in una breve ma esaustiva intervista, ricordandovi che trovate tutte le puntate di The Wine Side of Italy nel link qui di seguito: https://trueitaliantaste.com/thewinesideofitaly.

the wine side of italy

Ciao Luca, cos'è “The Wine Side of Italy”?

È un viaggio tra i vigneti e i vitigni italiani, quelli meno noti, quelli che raccontano la storia del proprio territorio. Naturalmente è l’inizio di un percorso: noi abbiamo toccato Puglia e Piemonte, Veneto e Marche ma non c’è regione italiana – anzi, direi non c’è area vitivinicola italiana – che non abbia piccoli gioielli nascosti. Senza nulla togliere ai grandi vini italiani – io sono piemontese, ne so qualcosa – ma “The Wine Side of Italy” è nata proprio dall’esigenza di mettere in luce quelle produzioni, spesso piccole, che devono ancora avere la fortuna che meritano.

- Come mai hai scelto l'Osteria come luogo della scoperta dei vini che racconterai?

Sono un appassionato di osterie e di trattorie, ne ho fatto la mia vita. Le cucine regionali sono il grande tesoro della gastronomia italiana, così diverse ma tutte così piene di gusto, e le osterie sono il luogo perfetto per assaggiarle: non c’è luogo dove la cucina sia più autentica, meno omologata. E lo stesso vale per i vini: da sempre in osteria si bevono i “vini di prossimità”, quelli prodotti nei territori limitrofi. Dunque: cibi locali e vini locali, il modo perfetto per scoprire il Bel Paese. Del resto lo diceva anche Italo Calvino in “Sotto il sole giaguaro”: per capire un posto, devi mangiarne la cucina. E berne i vini, aggiungo io!

- Quali vitigni hai avuto modo di scoprire nel tuo viaggio in giro per vigne e osterie? Come definiresti questi 4 varietali e i vini da essi prodotti?

Nel mio viaggio ho avuto occasione di assaggiare il Susumaniello in Puglia, l’Arneis in Piemonte, il Tai Rosso in Veneto e il Pecorino nelle Marche. L’Arneis in realtà non è stata una scoperta: essendo piemontese lo conosco bene. E anche il Pecorino era bene nei miei radar: frequento molto le Marche e amo i loro vini bianchi, spesso così freschi, minerali. Invece Tai Rosso e Susumaniello sono state piacevoli scoperte, ma non è che l’inizio del nostro incontro: ora voglio approfondire annate, produttori, zone…

- Alla luce dei tuoi viaggi attraverso l'enografia italica e data la tua competenza nel campo della comunicazione enogastronomica, quale credi sia il valore di The Wine Side of Italy?

Spero davvero che “The Wine Side of Italy” non solo faccia scoprire la bontà di questi quattro vitigni, ma faccia venire voglia di andare a cercare i tanti altri vini meno conosciuti del nostro paese: l’Italia è così biodiversa che non c’è collina senza un vitigno autoctono. Dunque in qualche maniera che trasmetta non solo un contenuto, ma anche un metodo.

LUCA IACCARINO

luca iaccarino giornalista enogastronomico

L'Autore

Luca Iaccarino viaggia, mangia e scrive per il "Corriere della Sera" e "D - La Repubblica”. È food editor di EDT-Lonely Planet. Tra i suoi libri “Dire Fare Mangiare” (ADD), “Cibo di strada” (Mondadori), “Il gusto delle piccole cose” (Mondadori), “Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino” (EDT); l’ultimo uscito, “Appetiti” (EDT), raccoglie ventisei reportage gastronomici. Ha due figli molto voraci e una moglie molto paziente. Dirige il festival Buonissima a Torino.

REALIZZATO DA

GRINDER Ideas Production Entertainment

Società di produzione e agenzia creativa

True Italian Taste è un progetto promosso e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale nel quadro della Campagna governativa “The Extraordinary Italian taste” ed è realizzato da Assocamerestero in collaborazione con le Camere di Commercio italiane all’estero.

true italian taste

Nel congratularmi con chi ha ideato e realizzato questo progetto vi invito a seguire con attenzione le 4 puntate dedicate ad altrettanti vitigni autoctoni italiani, nell'attesa di nuovi interessanti episodi.

F.S.R.
#WineIsSharing


sabato 27 novembre 2021

I migliori Brunello di Montalcino 2017 e Riserva 2016 assaggiati all'anteprima Benvenuto Brunello

Sta per concludersi la 30ma edizione di Benvenuto Brunello ma possiamo già tirare le somme di quella che è stata una scelta tanto azzardata quanto apprezzata da parte di operatori del settore, appassionati e, soprattutto, stampa. Sì, perché finalmente si può parlare di anteprima in maniera concreta, avendo la possibilità di assaggiare il Brunello prima dell'uscita sul mercato di gennaio e in contemporanea con l'uscita di punteggi e recensioni delle più importanti testate internazionali. Un grande segno di rispetto per la compagine di degustazione italiana (e non solo..!) e un punto di svolta che potrebbe suggerire alcuni adeguamenti (ad esempio nelle tempistiche di imbottigliamento) ad alcuni produttori. Vincente anche il format che non prevede i banchi d'assaggio ma spalma su una decina di giornate la possibilità di degustare seduti, in tranquillità e sicurezza, con il rapido e preciso servizio sommelier. Una formula che permette di assaggiare senza condizionamento alcuno una maggior quantità di vini senza il caos e le "interferenze" dei classici walk around tasting. Va da sè che la presenza dei produttori e la possibilità di interagire direttamente con loro manca e rappresenta la componente più empatica ed emozionale dell'evento, ma le realtà montalcinesi si sono dimostrate molto disponibili a ricevere operatori, stampa e appassionati in questo periodo aprendo le porte delle proprie aziende in eventi e cene organizzate in una singola cantina con più produttori ospiti o organizzando, con il dovuto preavviso, visite e degustazioni per singoli o piccoli gruppi. Non trascurabile il colpo d'occhio autunnale sui vigneti di sangiovese, nettamente più gratificante di quello che si può avere a febbraio e per quanto ciò possa sembrare un aspetto prettamente estetico è un biglietto da visita importante per il territorio che si traduce in un impatto più forte su chi lo ha potuto visitare in questo periodo.

migliori brunello 2017 e riserva 2016 anteprima benvenuto

Fatta questa piccola e doverosa premessa, dopo aver pubblicato la mia selezione di Rosso di Montalcino Doc 2020-2019 (qui: https://www.wineblogroll.com/migliori-rossi-di-montalcino) condivido con voi le mie impressioni sulle annate in degustazione e la selezione dei migliori Brunello 2017 e Brunello Riserva 2016 assaggiati alla trentesima edizione dell'anteprima Benvenuto Brunello sugli oltre 200 campioni.

Brunello di Montalcino Docg 2017 

brunello di montalcino 2017 migliori

Un'annata caratterizzata da due macro episodi/fattori climatici: gelata tardiva a metà di aprile che ha colpito in particolar modo di fondovalle e le viti più avanti nel ciclo vegetativo (già in germogliamento avanzato) e un'estate calda e asciutta con elevati picchi di calore. Fattori che hanno portato ad un calo generalizzato della produzione. Fortunatamente in prevendemmia in alcune zone dell'areale un po' di acqua ha permesso ai grappoli di riprendere un po' di tonicità. Di certo lo stress si è fatto sentire e la conduzione agronomica (in particolare la gestione della parete fogliare) e le scelte vendemmiali hanno fatto la differenza. Da notare che in alcuni casi l'eccessivo stress ha portato alla chiusura stomatica e a momentanei arresti vegetativi che hanno dato origine ad episodi in cui in valori tecnologici dei campioni di uva erano opportuno mentre quelli fenologici si presentavano ancora molto indietro. Questa situazione poteva portare a vini con una naturale maggiore gradazione alcolica ma tannini non pienamente maturi. A giudicare dagli assaggi in anteprima, ad eccezione di pochissimi casi, questo non si è verificato, a testimonianza del grande lavoro dei produttori montalcinesi in vigna, ancor prima che in cantina. Maggiore il rischio di surmaturazione e di scottature che in alcuni assaggi ha inciso in maniera variabile sulla percezione del frutto. Gli assaggi fatti hanno palesato una qualità media che, data la difficoltà dell'annata, è sorprendentemente alta. Come tutte le annate difficili anche questa è da definirsi un'annata di selezione e chi ha saputo portare in cantina solo e soltanto le migliori uve ha prodotto vini di buon equilibrio.

Albatreti - Stupisce ancora una volta per spiccata identità ma, ancor più, per freschezza e agilità in un'annata così calda e secca. Giusto grip tannico, finale salino.

Argiano - Precisione e allungo per un Brunello che risponde all'annata in fatto di materia ma non accenna a sensazioni surmature. Cesellata la trama tannica e chiusura saporita.

Capanna di Cencioni - Tradizione e persistenza. Un Brunello armonico e godibile, senza alcun ostacolo alla beva né olfattivo né gustativo. 

Caprili Brunello 2017- Integro e fiero ma non eccessivo nella maturità e nel calore. Un Sangiovese che sa di Montalcino e di 2017 senza stonature.

Casanova di Neri Brunello 2017 - Un Brunello che conferma un cambio di passo avvenuto negli ultimi anni, che predilige la finezza alla potenza. Vini equilibrato, pieno ma longilineo. Texture fine e finale ematico.

Castello Tricerchi Brunello 2017 - Una zona che ha attutito la calura dell'annata con una coerente freschezza di frutto e un passo decisamente più scattante della maggior parte dei Brunello 2017 in anteprima. Giusto grip tannico e chiusura minerale che invoglia alla beva.

Cortonesi "La Mannella" Brunello 2017 - Non chiamatelo moderno! Un Brunello nitido e ben bilanciato fra struttura e acidità e fra frutto e legno. Levigato il tannino e saporita la chiusura di sorso.

Franco Pacenti Brunello 2017  - In netta crescita nella preciso e nella sensibilità interpretativa anche in annate complesse come questa. Un Brunello saldo nella sua integrità varietale e territoriale, con una buona dinamica di beva e un tannino ben definito. Tra ferro e sale il finale.

Il Palazzone Brunello 2017 - Una delle espressioni più fresche dell'anteprima. Un Brunello old school capace di sfruttare un'annata calda e asciutta per trarre beneficio in termini di prontezza. Tannino fitto e finale salino.

Le Chiuse Brunello 2017 - Dimostra costanza di annata in annata. Equa maturità di frutto, nitida la componente floreale e lieve la spezia. Sorso tonico e saporito.

Padelletti Brunello 2017 - Fiero nell'esposizione del frutto, legno ben integrato, fresca la folata balsamica. Sorso pieno ma non opulento. Tannini dolci e finale umami.

Poggio di Sotto Brunello 2017 - Dopo qualche annata non pienamente convincente per me, questa 2017 mi ha inaspettatamente convinto in ogni sua forma e misura. Quasi un ritorno alle origini nella ben gestita apertura al naso e nello slancio fresco del sorso, garbato, ma presente, il tannino ed ematico il finale. 

Pietroso Brunello 2017 - Un'annata ben gestita nella maturità del frutto e nella preservazione della componente floreale. Un Sangiovese di grande armonia e sapore. Tannini soft e notevole profondità.

Sanlorenzo Brunello 2017 - Non è stata un'annata semplice neanche in quel di Sanlorenzo ma la resa nel calice parla diversamente! Equilibrio e dinamica, uniti al finale tra terra e sale e al tannino ben domato, donano un sorso di grande piacevolezza.

Talenti Brunello 2017 - Classico ma non scontato. Vino sicuro di sè ma non gradasso. Armonico lo spettro olfattivo e completo il sorso. Tannini fitti e fini e buon affondo saporito.

Uccelliera Brunello 2017 - Uno degli assaggi più in linea con ciò che speravo di trovare in questa annata, nella consapevolezza dell'estrema difficoltà della stessa: nitidezza di frutto ed eleganza di sorso, senza scompensi tannici e con un buon abbrivio minerale che da inerzia alla beva.

Brunello di Montalcino Docg 2017 Selezione/Vigna

brunello selezione vigna migliori

Sono sempre di più le aziende che vogliono evidenziare il valore delle singole identità di vigna vinificando le parcelle più identitarie separatamente e portando, così, in bottiglia dei "cru" capaci di esaltare le qualità del territorio in base all'annata. A prescindere da eventuali (opinabili) zonazioni dell'areale, questo percorso di selezione fatto in autonomia dai virtuosi produttori che meglio di chiunque altro conoscono i propri terreni e le peculiarità pedoclimatiche di ciascun vigneto aziendale rappresenta uno dei più coerenti e concreti volani per l'ulteriore valorizzazione della denominazione e per l'innalzamento costante della percezione del valore del Brunello in Italia e nel mondo.

Canalicchio di Sopra "La Casaccia" - Ormai da qualche anno un assaggio a colpo sicuro per quanto concerne la "colonna" delle selezioni. Un vino forte e garbato allo stesso tempo. Una marcia in più del Brunello "classico" in termini di lunghezza e sapore.

Castello Tricerchi "A.D. 1441" - A differenza del Brunello "classico", in questo caso abbiamo maggior austerità e solidità, per un Sangiovese tutto d'un pezzo ma affatto monocorde. Struttura e acidità in grande equilibrio. Buon vigore tannico e sapido il finale.

Cava d'Onice "Colombaio" - frutto di un egregio lavoro in vigna, per la prima volta questo "cru" mi convince più del Brunello "generico" dell'azienda. Pieno nel frutto e fiero nell'incedere, non manca di freschezza. Succoso il finale.

Corte Pavone "Fiore del Vento" - una delle selezioni più fresche nell'esposizione del frutto. Integro il sorso e ben definita la trama tannica. Un buon allungo e il giusto tocco di sale in chiusura.

La Fornace "Origini" - si distingue nel "mucchio" per tenacia e carattere, in un'annata in cui la maturità del frutto poteva giocare brutti scherzi. Forse l'assaggio meno "pronto", ma dalle ottime prospettive evolutive. Una scelta dettata dall'intuizione.

Le Gode "Vigna Montosoli" - Temevo per il caldo e la siccità che hanno colpito anche i vigneti dell'azienda, ma l'annata è stata ben gestita e gli equilibri preservati. Un vino di materia e profondità, con una buona trazione tannica e un piacevole finale saporito.

Sassodisole "Sasso di Luna" - ricco ma non eccessivo al naso. Un Brunello completo, capace di abbinare ad una generosa avvolgenza un'indispensabile percezione fresca e minerale. Tannino lieve e buon allungo.

Brunello di Montalcino Docg Riserva 2016

brunello riserva 2016 migliori

Dell'annata 2016 è stato già detto tutto in occasione della precedente edizione di Benvenuto Brunello, per la prima volta così ravvicinata, tenutasi a marzo 2021. Eppure, per un'annata così votata all'equilibrio e all'eleganza, alla tensione e alla finezza, non era scontato l'esito del confronto con la non sempre intuibile versione Riserva. "Il test" è stato ampiamente superato, con una grande presenza di referenze in degustazione che hanno manifestato una qualità media tra le più alte del nuovo millennio per una tipologia più volte criticata e, spesso, emarginata dalla critica in favore del più "godibile" Brunello annata. Interessante come un'annata di tale equilibrio non abbia temuto gli esiti di un più lungo affinamento in legno, spauracchio di molti produttori (comprensibilmente) che prediligono una maggior evoluzione in bottiglia che in botte, per preservare maggior freschezza e tonicità, evitando il rischio di arrivare "stanchi" sul mercato. Vini buoni oggi ma che lasciano intuire un notevole potenziale in termini di longevità. In confronto al passato, Riserve come quelle assaggiate quest'anno vantano una minor austerità e durezza, in favore di una beva più affabile seppur non "pronta".

Canalicchio di Sopra Riserva 2016 - il Brunello annata presentato il marzo scorso prometteva già molto bene e la Riserva conferma l'ottima interpretazione dell'annata da parte dell'azienda. Un vino dalle proporzioni impeccabili. Tonico e saporito.

Caprili "AdAlberto" Riserva 2016 - intenso e profondo. Una Riserva classica nel giusto connubio fra maturità e integrità. Un vino concreto, già dotato di buona complessità. 

Cava d'Onice Riserva 2016 - La pienezza di frutto che caratterizza i vini di questa piccola realtà è, nella 2016, bilanciata da un vitale nerbo acido che da slancio alla beva e allunga le prospettive temporali di questa Riserva.

Col di Lamo Riserva 2016 - Un profilo floreale e speziato non più così facile da incontrare. Polpa e slancio, per una Riserva tra le più godibili in questo momento. 

Cortonesi Riserva 2016 - una declinazione della Riserva consapevole e lungimirante. Un vino che gode di un'ottima esposizione del frutto e di una buona integrazione del legno, senza alcun segno di cedimento, ancora in piena spinta. Vino buono oggi e buonissimo domani.

Fattoi Riserva 2016 - tradizione e contemporaneità in un vino figlio di un'ottima annata e di un'oculata selezione. Materia e nerbo, grip e sapore.

Fattoria dei Barbi Riserva 2016 - Una realtà storica che con la Riserva ha dimestichezza più di molte delle cantine presenti e quest'esperienza paga, ancor più in un'annata di questo calibro. Vino armonico, bilanciato tra durezze e morbidezze, già godibile ma proiettato verso una lunga vita in vetro.

La Gerla Riserva 2016 - frutto maturo e spezia, sottobosco e balsamicità propri dello spettro olfattivo delle riserve d'antan. Un vino che rievoca fasti di assaggi "antichi" per complessità ma, al contempo, sfrutta la dotazione messa a disposizione dall'annata per trovare un'amalgama che ne agevoli la beva.

La Palazzetta Riserva 2016 - Coerente nella forte personalità e nelle armonie generali. Un vino fiero e sicuro nell'incedere, ben bilanciato nelle percezioni di materia,  freschezza e profondità di sorso. Definito il tannino e sanguigno il finale.

Padelletti Riserva 2016 - una delle realtà che hanno scritto la storia di Montalcino, eppure tra quelle che di più stanno evolvendo nelle ultime annate in quanto a sensibilità interpretativa. Questa Riserva 2016 è coerente con la migliore annata prodotta nell'ultimo millennio dall'azienda, presentata a marzo nella versione "classica". Un vino cangiante nel calice, dove evolve con scandita e ritmata eleganza.

Pietroso Riserva 2016 - Frutto scuro e fiore ancora fresco, speziatura nera ben presente. Materia e freschezza si bilanciano vicendevolmente, dando origine ad un sorso integro che sa distendersi in lunghezza e sapore.

Sanlorenzo Riserva 2016 - Un assaggio sorprendente per nitidezza di frutto e compostezza del sorso. Integro ma non rigido, longilineo ma per nulla esile. Grip tannico che si confà ad una Riserva e buona sapidità nel finale.

Sesti "Phenomena" Riserva 2016 - Uno di quei vini rispetto ai quali ho sempre avuto grandi aspettative che difficilmente sono state anche solo parzialmente deluse. Auspicabile ma non scontato il fatto che in quest'annata toccasse uno dei suoi punti più alti dacché ho memoria per equilibrio fra potenza espressiva e dinamica di sorso. Forte e carico di sapore.

Talenti Riserva 2016 - Ancora molto fresco nel frutto, reso complesso e intrigante dal gioco di spezia, sottobosco e balsamicità. Ingresso pieno, buon centro bocca e giusto allungo. Suadente il finale.

Tassi di Franci Franca Riserva 2016 - Intenso e intrigante. Materico e in pieno controllo di un sorso di buon nerbo e di grande avvolgenza. Tannino ben maturo e chiusura umami.

Tenuta di Sesta "Due Lecci Est" Riserva 2016 - figlio della scelta dedicata alle annate più "fresche" questa Riserva è un compendio di energia, slancio e sapore. 

Tiezzi "Vigna Soccorso" Riserva 2016 - Una vigna che apprezzo sempre molto di più in annate bilanciate e tendenzialmente più fresche come questa, anche e soprattutto nella versione Riserva. Un vino giustamente maturo ma capace di una buona percezione di freschezza in un sorso che parte ampio e si tende e distende con buona disinvoltura e persistenza.

Ventolaio Riserva 2016 - un gradito ritorno fra i miei migliori assaggi, con un vino ben concepito dalla vigna al bicchiere. Armonico il naso e decisamente in equilibrio le componenti gustative. Una riserva sfaccettata e degna di ottime prospettive evolutive.

benvenuto brunello sommelier anteprima

Come di consueto, la selezione dei "migliori assaggi" fatti a Benvenuto Brunello è relativa agli esiti delle sole sessioni di degustazione svolte in occasione dell'anteprima. Questo comporta limiti di tempo e variabili dovute a temperatura, livello della bottiglia al momento del servizio (se appena stappata o già stappata da tempo) stato di forma della singola bottiglia ecc... 

Per questo non mancherò di riassaggiare i vini che non ho ritenuto opportuno segnalare in questa occasione, certo che questa lista sia solo una parziale selezione di quelli che sono le più nitide ed espressive interpretazioni del Brunello 2017 e delle Riserve 2016. Anche alla luce del fatto che in questa edizione mancavano all'appello alcune importanti aziende che confido parteciperanno in futuro, in quanto capaci di produrre grandi vini.

Concludo ringraziando i sommelier che si sono occupati del servizio con attenzione, professionalità e rapidità, sempre cortesi e sorridenti nonostante la mole di lavoro.


F.S.R.

#WineIsSharing

mercoledì 24 novembre 2021

I migliori Rossi di Montalcino Doc (2020-2019) assaggiati alla 30ma edizione di Benvenuto Brunello

La mia grande passione per il Rosso di Montalcino Doc ormai è nota ai più e proprio per questo ho deciso di dedicare ai Rossi il primo dei miei report relativi all'anteprima Benvenuto Brunello che si sta svolgendo in questi giorni a Montalcino. La - a parer mio - apprezzabile e rispettosa decisione del Consorzio di anticipare il 30mo Benvenuto Brunello a novembre, rendendo concreto e veritiero il termine "anteprima" (le scorse edizioni si tenevano dopo il termine utile per l'uscita sul mercato del Brunello), ha portato, per la prima volta nella storia, all'organizzazione di due eventi nello stesso anno solare. Questa particolare situazione, unita alle diverse scelte in termini di epoca di imbottigliamento e tempistiche di affinamento dei singoli produttori, ha diviso le referenze presentate fra Rosso di Montalcino 2020 (con molte assenze che, magari, in vista delle prossime edizioni avranno modo di andare in bottiglia prima e di essere presenti a novembre con i proprio vini) e Rosso di Montalcino 2019 (uscite ritardate e rossi che a marzo non erano stati presentati per scelta). Interessante poter assaggiare vini che possono aiutare ad intuire ciò che saranno i Brunelli di due annate che si prospettano di altissimo livello. Se la 2019 si era già dimostrata a marzo (e si dimostra tramite gli assaggi in cantina delle basi Brunello) decisamente equilibrata e proiettata a quel connubio di slancio e finezza, agilità ed eleganza sempre più raro (addirittura superiore a quello della 2016), la 2020 si presenta con una maggiore intensità e sinuosità, tannini già levigati e buona profondità. In ambo i casi versanti e scelte agronomiche ed enologiche possono evidenziare o smussare queste differenze generali fra le due annate.

migliori rosso di montalcino benvenuto brunello

Se è vero, quindi, che il Rosso di Montalcino può essere preso come benchmark dell'annata e può fare da prefazione a quelle che saranno le storie che i Brunelli pari annate ci sapranno raccontare è pur vero che questi vini manifestano un carattere sempre più netto e distintivo che devono necessariamente porli in un percorso parallelo a quello della denominazione di punta ilcinese. Se volete approfondire alcuni dati fondamentali del Rosso di Montalcino Doc e leggere le mie considerazioni riguardo al presente e al futuro della denominazione vi invito a leggere questo articolo: www.wineblogroll.com/rosso-di-montalcino.

Eccovi la mia selezione dei migliori Rosso di Montalcino assaggiati alla prima edizione autunnale di Benvenuto Brunello:

Rosso di Montalcino 2020

Caprili -  Intenso nel frutto, fresco nel fiore, lieve la speziatura. Dinamico il sorso. Tannini fini e saporito il finale. Una sicurezza.

Casanova di Neri - Ben definito il frutto; elegante lo spettro floreale; accenni balsamici. Integro il sorso. Tannini soft e finale ematico. Coerenza.

La Magia - Fresco il frutto e fine il fiore; appena accennata ma fondamentale la spezia nera. Un sorso equilibrato fra struttura e acidità. Tannini fitti e finale umami. 

Mocali - Frutto e fiore in linea col varietale, lievi accenni di sottobosco. Buona materia e trama tannica per nulla sgarbata. 

Patrizia Cencioni - Pieno il frutto, rifrescato da un mix intrigante di fiore, spezia e tratti mentolati. Fiero il sorso. Buona personalità tannica e finale tra ferro e sale. Gustoso.

Talenti - Classico nell'esposizione varietale. Un sorso ben bilanciato, agile ma non esile! Texture tannica fitta e fine. Lungo e saporito il finale. Buono "oggi" e buonissimo "domani"!

Rosso di Montalcino 2019 (Uscite ritardate non presentate a Marzo)

Agostina Pieri - Una certezza di annata in annata che si fa ancora più nitida con questa 2019 armonica in ogni sua componente organolettica. Vino da bere oggi e da dimenticare in cantina.

Albatreti - Gaetano Salvioni, sorprende anche con il suo Rosso. Un vino che sa di territorio e di quell'artigianalità che contempla la precisione e la pulizia. Equilibrato e profondo.

Ciacci Piccolomini d'Aragona "Rossofonte" - Scuro e balsamico, intrigante e profondo il naso. Forte e tonico il sorso. Tannino ben delineato e buon affondo saporito.

Col d'Orcia "Banditella" - Integro e intenso il naso, potente ma ritmato il sorso. Uno di quei Rossi che mettono subito in chiaro la propria duplice attitudine: da apprezzare ora nella sua forza espressiva o tra qualche anno in un'evoluzione che non potrà che tendere all'eleganza.

Beatesca - Nitido nel frutto, fine nel fiore, intrigante nella speziatura. Un sorso pieno quanto basta per percepirne la materia prima di distendersi con buona disinvoltura. Ben fatto!

Col di Lamo - Rispettoso dell'annata e del varietale. Equilibrato e ritmato in un sorso che spicca per agilità e levigatura tannica. 

Lisini - Un Rosso d'altri tempi che si fa Rosso di grande contemporaneità, grazie alla traduzione liquida di una tradizione che può e deve tornare a dare importanza ad una denominazione sempre più in linea con le esigenze dei palati odierni e più esigenti. Ottimo vino!

Padelletti - Altro esempio di classicità che trascende le mode del momento. Vino fiero nel frutto, fine nella spezia e fresco nelle folate balsamiche. Sorso concreto ma longilineo. Buon grip tannico e finale ematico.

Podere il Cocco - Buona la maturità del frutto, ancora fresco lo spettro floreale, evidente la speziatura. Bilanciate materia e agilità di sorso, con una buona percezione di freschezza. Tannino in divenire e finale tra terra e sale. Una piacevole sorpresa per una realtà che segnalo per la prima volta nelle mie selezioni.

Ridolfi - Grande armonia fra frutto, fiore e spezia. Legno ben integrato. Il sorso è intenso, sfaccettato. Saporito e lungo l'affondo. 

Tenuta Croce di Mezzo - Nitido e fresco lo spettro olfattivo che fa da preambolo ad un sorso slanciato ma di buon corpo. Equo grip tannico e chiusura sapido-minerale che da abbrivio all'inerzia di beva.

Rosso di Montalcino anteprima

In linea di massima tutti i campioni assaggiati hanno palesato una grande attinenza territoriale, varietale e con l'annata, dimostrando per l'ennesima volta l'altissima qualità media dei Rossi di Montalcino. Vini contemporanei nella loro espressione di Sangiovese in purezza di Montalcino che sanno coniugare al meglio tradizione e lungimiranza, personalità e agilità di beva. Il tutto reso ancor più interessante dalla grande duttilità di servizio e di abbinamento. Uno "strumento" per i Sommelier dai wine bar ai ristoranti gourmet, passando per le osterie, sia al calice che in bottiglia.

Come ho già avuto modo di dire poi volte, il Rosso di Montalcino, data l'odierna qualità media, sarebbe il primo vino in molte altre denominazioni a trazione Sangiovese e deve essere visto come un'espressione varietale e territoriale a sé stante, togliendolo dal cono d'ombra del Brunello, che ha già una sua luminosissima strada segnata da percorrere.

L'auspicio è che anche a questo vino si riservi sempre più attenzione sia da parte dei produttori, attraverso un approccio sempre più qualificante (sono sempre di più i produttori che stanno vinificando delle selezioni di Rosso di Montalcino, pensando a questo vino come si pensa a un "primo vino"), che da parte dei media e dei consumatori che possono apprezzarne le qualità per nulla scontate e marcatamente identitarie.

Io, da par mio, non smetterò di cercare di valorizzarlo dalla vigna al bicchiere.

N.B.: Nei prossimi giorni condividerò le mie selezioni di Brunello di Montalcino 2017 e Brunello di Montalcino Riserva 2016.


F.S.R.

#WineIsSharing


martedì 23 novembre 2021

Nasce "Resistenti"! Una rete di cantine fautrici dei vitigni resistenti (PIWI) capitanata dall'enologo Nicola Biasi

Torno a parlare di vitigni resistenti dei quali ho scritto in tempi non sospetti e ho sempre continuato a seguire le evoluzioni con alcune remore ma con una crescente curiosità, alimentata dalla speranza che questa particolare categoria di varietali potesse dare origine a vini di grande interesse organolettico. Torno a parlarne perché a Merano ho recentemente incontrato un giovane ma ormai affermato enologo che si è fatto capifila dei fautori dei PIWI utilizzandoli, prima, per il suo vino, prima, e, poi, creando attorno ad essi un'associazione denominata: Resistenti. Parlo di Nicola Biasi ed è proprio a lui che ho rivolto alcune domande riguardo i vitigni resistenti e la sua neonata rete di impresa fra produttori italiani.
Resistenti vitigni piwi associazione

- Ciao Nicola, prima di entrare nel merito della tua passione e della continua ricerca che stai svolgendo sui PIWI, potresti presentarti ai lettori di WineBlogRoll.com?
Certo! Sono cresciuto nel cuore del Collio nell’azienda dove mio padre era direttore ed enologo. Dopo la scuola superiore di enologia a Cividale del Friuli ho lavorato per Jermann e poi per cinque da Zuani di Patrizia Felluga. Nel 2006 volo in Australia e dopo la vendemmia li lavoro per 6 mesi alla Marchesi Mazzei in Chianti Classico. Riparto per il Sud Africa e durante il mio lavoro da Buchard Finlayson ricevo la chiamata per San Polo a Montalcino.
Rientro e comincio il mio nuovo lavoro per la famiglia Allegrini nella patria del Brunello.
Dopo un anno mi viene affidata anche la direzione enologica di Poggio al Tesoro a Bolgheri e divento amministratore delegato di San Polo. Dopo quasi nove anni lascio per intraprendere l’attività di enologo consulente nel 2016. Nel 2012 però avevo piantato 1.000mq sulle Dolomiti trentine. Nel 2020 fondo la Nicola Biasi Consulting.
enologo nicola biasi


- Dalla nascita del tuo progetto Vin de la Neu hai dedicato molto del tuo tempo alle varietà resistenti. Cosa sono nello specifico?
Sono vitigni come quelli classici ma hanno una peculiarità importante: un’alta, a volte altissima, tolleranza alle malattie fungine. Per questo vengono chiamati VITIGNI RESISTENTI. Nascono da incroci fatti per impollinazioni unendo un vitigno europeo con uno asiatico o americano (da quest’ultimi arriva la resistenza).

- Cosa ti ha spinto a credere e investire in queste varietà?
Due i motivi principali: hanno un potenziale enologico davvero alto. Se piantati nel posto giusto, allevati nel modo corretto e vinificati al meglio possono creare grandi vini. Naturalmente non c’è una regola che vale per tutti “i vitigni resistenti” ma ognuno performa meglio in un luogo diverso e vinificato in modo specifico. Oltre ad una viticoltura di precisione serve un’enologia di precisione. Un Bronner non può essere vinificato come uno Chardonnay e nemmeno come uno Johanniter tanto per capirci. E, mi ripeto, è fondamentale piantarli nel posto giusto.
Il secondo motivo è la sostenibilità. Ad oggi sono l’unica risposta concreta e legale per ridurre l’inquinamento che la viticoltura crea in determinati areali.
Credo sia dovere di tutti i produttori e degli enologi cercare di fare qualcosa per il nostro mondo.
Inoltre, bisognava sfatare l'errata convinzione comune che non si potessero fare vini buoni da questi vitigni!
vigne neve vitigni resistenti

- Quali credi saranno le prospettive di queste varietà in Italia e nel mondo?
Si diffonderanno sempre più.
Oltre “all’arma” della reale sostenibilità, argomento sempre più importante, c’è un altro valore aggiunto di queste nuove varietà: i vini hanno gusti nuovi.
Il consumatore, i wine lovers e gli addetti ai lavori sono sempre più preparati e alla ricerca di qualcosa di diverso purché di qualità. Vini puliti ed eleganti ma con sapori nuovi possono essere di grande impatto sul mercato.

- Negli ultimi mesi hai dato forma alla rete dei vignaioli “Resistenti NICOLA BIASI”, legati dalla fiducia nelle varietà PIWI. Di cosa si tratta?
Siamo sei aziende che hanno in comune la coltivazione dei vitigni resistenti e la mia guida enologica. Vogliamo produrre vini di qualità, etici e dalla grande sostenibilità ambientale.
Crediamo fortemente che oggi i vitigni resistenti siano la miglior risposta per unire i nostri ideali ma non ci chiudiamo. Restiamo aperti e faremo direttamente o in collaborazione con enti e università per trovare strade sempre migliori.
Le aziende provengo da Friuli, Veneto e Trentino e, altra cosa interessante, i nostri vigneti vanno da quasi 0 metri sul livello del mare a quasi mille.
Albafiorita, Della Casa, Colle Regina, Ca’Apollonio, Poggio Pagnan e Vin de la Neu sono queste le aziende che hanno fondato la RESISTENTI NICOLA BIASI.
resistenti

- Perché un consumatore dovrebbe avvicinarsi ai vini prodotti con varietà PIWI?
Perché no?!?
Hanno una sostenibilità ambientale realmente dimostrabile (stiamo mettendo a confronto in una delle nostre aziende la differenza in termini di carbon footprint e water footprint tra resistenti e non) e i vini sono buoni e stanno ricevendo riconoscimenti sempre più importanti.
Poi, come detto prima, hanno gusti nuovi.
Oggi sono poco conosciuti ma se, mettendo prima il territorio del vitigno (come andrebbe fatto sempre), li comunichiamo bene saranno vincenti.

- Quali credi siano i vitigni resistenti sui quali puntare maggiormente?
Soreli, Sauvignon kretos, Souvignier Gries, johanniter e bronner tra i bianchi. I rossi si dice che siano un passo indietro ma secondo me il motivo è che spesso sono piantati in zone troppo fredde. Il Cabernet Cortis da già ottimi risultati come i cloni dell’Università di Udine.
Grandi potenzialità si vedono dalle microvinificazioni di Rauscedo con i figli di Pinot Nero e da quelle della Fondazione Mach provenienti da Teroldego.
vitigni resistenti dove impiantare

Ringrazio Nicola per la disponibilità e per aver approfondito alcuni aspetti dei vitigni resistenti e della sua nuova rete di produttori della quale ho già avuto modo di assaggiare alcuni interessanti vini che non mancherò di seguire nella loro evoluzione al fine di raccontarvi in maniera più concreta le mie impressioni a riguardo, dalla vigna al bicchiere. 

F.S.R.
#WineIsSharing

sabato 20 novembre 2021

Eccovi i vincitori del premio Leccio d'Oro assegnato oggi a Montalcino in occasione di Benvenuto Brunello

E' da poco iniziato questa edizione particolarissima di Benvenuto Brunello che si propone come un upgrade del format vincente testato a marzo in un'inedita sessione novembrina. Una vera e propria anteprima con un ricco programma di degustazioni ed eventi tra i quali non poteva mancare il ritorno in presenza della premiazione del Leccio d'Oro.

premiati leccio d'oro premio montalcino

Onorato e lieto di essere stato riconfermato nella prestigiosa giuria accanto a nomi del calibro di Luca Martini, Antonio Paolini, Enzo Vizzari, Alfredo Tesio, Antonello Maietta, Allan Bay, Faith Willinger e Charlie Arturaola, condivido con voi il comunicato stampa del Consorzio del vino Brunello di Montalcino con l'elenco dei premiati.

I 7 premiati del Leccio d’Oro a Benvenuto Brunello. All’estero vincono locali a Oslo e Malta. In Italia la ristorazione parla Brunello tra locali storici e big della cucina

"È un red carpet lungo dalla Norvegia a Malta e che attraversa il Belpaese quello del Leccio d’Oro, il premio del Consorzio del vino Brunello di Montalcino che oggi, in occasione della giornata conclusiva della prima tappa del 30° Benvenuto Brunello (19-29 novembre), ha svelato i 7 vincitori tra ristoranti, locali storici ed enoteche, nazionali e internazionali.

leccio d'oro casamatta ristorante oslo

Ad aggiudicarsi il Leccio d’Oro nella categoria ristorante estero è il Casa Matta di Oslo: il locale, nonostante abbia aperto solo lo scorso anno, ha già all’attivo circa 40 referenze di Brunello.

landana ristorante bartolini

Sale invece sul podio della ristorazione tricolore, La Trattoria Enrico Bartolini. Situato all’interno dell’Andana Resort a Castiglion della Pescaia (GR), il ristorante stellato “declinato – secondo la guida Michelin – in salsa maremmana” offre nella sua carta vini circa 150 referenze di Brunello, una library di annate dagli anni ‘90 e una stanza tutta dedicata al re dei vini di Montalcino.

caffè dante verona

Dalla Toscana al Veneto, con l’esordio del Leccio d’Oro nella città di Giulietta e Romeo grazie allo storico Caffè Dante Bistrot, che conquista il riconoscimento nella sezione ‘Osterie’. Sono circa 90 le etichette di Brunello presenti nella carta vini del locale di Piazza dei Signori a Verona, dove la statua del sommo Poeta vigila sulla cantina premiata anche quest’anno con i due bicchieri del “Best of award of Excellence” di Wine Spectator.

malta vini e capricci

Per le enoteche entra nel palmares internazionale del Leccio d’Oro, Vini e Capricci by Abraham’s nella città di Xeuchia a Malta, un vero e proprio luogo cult e punto di riferimento nell’isola per gli appassionati di gourmet food, wine & spirit.

antico vinaio milano premio

Mentre la sezione "enoteca Italia" va all’Antico Vinaio di Cernusco sul Naviglio, la “casa del vino” alle porte di Milano guidata da Cristiano Navalesi, originario toscano trasferito al Nord per “seguire il cuore”.

roscioli roma

Per quanto riguarda i premi speciali del Leccio d’Oro 2021, la storica Salumeria Roscioli, famosa in tutto il mondo per la sua carbonara da podio a ridosso di Campo dei Fiori a Roma, si aggiudica la sezione “Rosso di Montalcino”, mentre il riconoscimento “Brunello Lovers” va al Calandrino (Rubano, Padova), il locale eclettico e informale del pluristellato Massimiliano Alajmo, che propone oltre 50 etichette di Brunello in carta.

il calandrino lecco d'oro

Istituito nel 1994, il Premio Leccio d’Oro è dedicato ai ristoranti e alle enoteche nazionali ed estere con una wine list particolarmente rappresentativa dei vini espressione del borgo toscano, a partire proprio dal Brunello.

Qui di seguito l'albo del prestigioso premio ilcinese dal 1994 ad oggi:

ALBO DEI PREMI LECCIO D'ORO


1994 

RISTORANTE "IL MONTALCINO" - MILANO

1995

RISTORANTE "VALENTINO" - LOS ANGELES USA

ENOTECA "LA FORTEZZA" - MONTALCINO

1996

RISTORANTE "ENOTECA PINCHIORRI" - FIRENZE

ENOTECA "SIGRID BRANTL" - MONACO DI BAVIERA GERMANIA

1997

RISTORANTE "TANTRIS" - MONACO DI BAVIERA GERMANIA

ENOTECA "ZACHIS" - NEW YORK USA

OSTERIA "DELLA CHIOCCIOLA" - CUNEO

1998

RISTORANTE "FOUR SEASONS" - NEW YORK USA

ENOTECA "SOLCI" - MILANO

OSTERIA "DEVETAK" - SAN MICHELE DEL CARSO (GO)

1999

RISTORANTE "CHECCHINO DAL 1887" - ROMA

ENOTECA "ETLIVIN" - YOKOAMA GIAPPONE

OSTERIA "CIBREO" - FIRENZE

2000

RISTORANTE "IL GIARDINO" - SAN LORENZO IN CAMPO (PS)

ENOTECA "TRIMANI" - ROMA

OSTERIA "BABBO" - NEW YORK USA

2001

RISTORANTE "LA PERGOLA DELL’HILTON" - ROMA

ENOTECA "LONGO" - MILANO

OSTERIA "OASIS" - VALLESACCARDA (AV)

2002

RISTORANTE "LE STELLE" - BRUXELLES BELGIO

ENOTECA "VINOTECA ACCADEMIA" - ZURIGO SVIZZERA

OSTERIA "DA IVAN" - FONTANELLE (PR)

2003

RISTORANTE "SAN DOMENICO" - NEW YORK USA

ENOTECA "PECK" - MILANO

OSTERIA "DELL’ALBA" - PIADENA (CR)

2004

RISTORANTE "DON ALFONSO" SANT’AGATA DEI DUE GOLFI, MASSA LUBRENSE – (NA)

ENOTECA "WALLY’S" – LOS ANGELES USA

OSTERIA "LE MASCHERE" – SARSINA (FC)

2005

RISTORANTE "GRAPPOLO BLU" – COPENAGHEN DANIMARCA

ENOTECA "LA MASCARETA" - VENEZIA

OSTERIA "ENOTECA I TERZI" – SIENA

2006

RISTORANTE "PER SE" – NEW YORK

ENOTECA "GRUPPO FUSCO" – DUSSELDORF

OSTERIA "TRATTORIA CASTELLO" - SERLE –BS

2007

RISTORANTE "LE CALANDRE" – SARMEOLA DI RUBANO PD

ENOTECA "ENOTECA CASTIGLIONESE" – CASTIGLION DELLA PESCAIA - GR

OSTERIA "GIUSTI" - MODENA

2008

RISTORANTE "OSTERIA FRANCESCANA" - MODENA

ENOTECA "COSTANTINI" – ROMA

OSTERIA "BRUSTA" – TOKIO

2009

RISTORANTE "DA CAINO" - MONTEMERANO

ENOTECA "LAVURI" – AGLIANA

OSTERIA "TUTTI MATTI" – TORONTO

2010

RISTORANTE "LOCANDA LOCATELLI" - LONDRA

ENOTECA "BONATTI" - FIRENZE

OSTERIA "LA FATTORIA DEL CAMPIGLIONE" - POZZUOLI - NA

2011

RISTORANTE "ROMANO" - VIAREGGIO - LU

ENOTECA "LA MIA CANTINA" - PADOVA

OSTERIA "NOSTRANA" - PORTLAND - OREGON - USA

2012

RISTORANTE " GAIA RESTAURANT" - HONG KONG 

ENOTECA " BIONDIVINO WINE BOUTIQUE" - SAN FRANCISCO

OSTERIA "ANTICA TRATTORIA SUBAN" - TRIESTE

2013

RISTORANTE " OSTERIA MOZZA" - LOS ANGELES

ENOTECA "ENOTECA CORTINA" - CORTINA D'AMPEZZO

OSTERIA "OSTERIA BRUNELLO" - MILANO

2014

RISTORANTE "BOTTEGA" - NAPA VALLEY

ENOTECA "ITALIAN WINE MERCHANTS" - HONG KONG

OSTERIA "SORA MARIA E ARCANGELO - OLEVANO ROMANO (RM)

2015

RISTORANTE "A VOCE" - NEW YORK CITY

ENOTECA "CANTINE ISOLA" - MILANO

OSTERIA "TRATTORIA DIVINO - EDIMBURGO

2016

RISTORANTE "DEL POSTO" - NEW YORK CITY

RISTORANTE "CONVIVIO TROIANI" - ROMA

ENOTECA "LCBO" - TORONTO

ENOTECA "MOLESINI" - CORTONA

2017

RISTORANTE "DEL CAMBIO" - TORINO

RISTORANTE "ERA ORA" - COPENHAGEN

Premio Speciale Leccio d’Oro 50° ANNIVERSARIO FONDAZIONE CONSORZIO

RISTORANTE "IL GIGLIO" - MONTALCINO

ENOTECA "N’OMBRA DE VIN" - MILANO

ENOTECA "A. LITTERI" - WASHINGTON D.C.

ENOTECA "BD BRUNO DALMAZIO" - MONTALCINO

2018

ENOTECA "K&L WINE MERCHANTS" - LOS ANGELES

RISORANTE "8 E ½ BOMBANA" - HONG KONG

ENOTECA "GASTRONOMIA GALANTIS" - FIRENZE

RISTORANTE "OSTERIA LE LEGGE" - SIENA

2019

L'ENOTECA DI GHINO - PIENZA - SI

RISTORANTE REALE - CASTEL DI SANGRO - AQ

ENOTECA HEDONISM WINES LONDON

OZIO RESTAURANT - TOKYO

2020

ADLER THERMAE SPA RESORT - BAGNO VIGNONI - SIENA

ENOTECA ITALIANA - BOLOGNA

FERRARO’S - LAS VEGAS

PRAELUM - SINGAPORE

Premio Speciale Leccio d’Oro “Rosso di Montalcino”: SIGNORVINO

Premio Speciale Leccio d’Oro: ILIO RAFFAELLI

2021

TRATTORIA OSENNA - SAN QUIRICO D’ORCIA - SIENA

IL GATTOPARDO - NEW YORK

DON ALFONSO - TORONTO

LA FENICE – L’AQUILA

VINO ITALIANO - BOSTON

Premio Speciale Leccio d’Oro “Rosso di Montalcino”: TERRA DI PIERO - AREZZO

Premio Speciale Leccio d’Oro “Brunello Lovers” - TWO ROCKS WINE COMPANY - BERMUDA

Premio Speciale Leccio d’Oro “Brunello Lovers” - GIGLIO TRATTORIA FIORENTINA - BANGKOK

giovedì 18 novembre 2021

I vini etnei di Emiliano Falsini - Da enologo consulente a produttore dalle proprie vigne sull'Etna

L'amore per la Sicilia (terra natìa di sua moglie) e per l'Etna dell'enologo Emiliano Falsini è noto da anni ma il suo progetto di vigna e di vino non era affatto scontato! Dopo 15 anni di esperienza sul territorio partita con il vignaiolo Giuseppe Russo (dell'Az. Girolamo Russo, all'epoca sconosciuta e oggi tra gli assoluti riferimenti sull'Etna) e proseguita con Graci e, ora, anche con l'Az. Agr. Maugeri, la volontà di poter esprimere la propria interpretazione dei vini del "Mongibello" lo ha spinto ad acquisire  ca. 3ha di vigneti in Contrada Pignatone a Randazzo, versante nord della denominazione.

Etna vini vigne Emiliano Falsini enologo

Sapevo del progetto da molto, ma ho atteso di poter visitare i vigneti in questione prima di condividere con voi le mie impressioni sui tre vini che Emiliano ha deciso di produrre, per ora, da un mix di vigne vecchie e più "giovani" (0,9ha di 30 anni e 2,1ha di vigna vecchia con alberelli ultracentenari): un Rosato "Sciauro", il Feudo Pignatone e il Feudo Pignatone "Davanti Casa". Se della 2019 (la prima annata) vi avevo già accennato qualcosa riferendo di vini dalla nitida identità territoriale, con una mira enologica tesa a valorizzarne la dinamica di beva, senza risultare esili, l'assaggio delle 2020 conferma che la strada intrapresa è chiara e coerente, con un upgrade in termini di armonia generale e finezza.

vini emiliano falsini etna feudo pignatone

Feudo Pignatone "Sciauro" Etna Rosato Doc 2020: che l'Etna sia terra vocata è indiscutibile e che sia uno dei pochi areali al mondo in cui si possono produrre grandi vini di diverse tipologie lo si sta scoprendo di annata in annata, anche attraverso le vinificazioni "in rosa" dei vitigni locali. Lo Sciauro di Emiliano Falsini conferma il grande potenziale dei rosati etnei manifestando identità aromatica con frutto e fiore di grande freschezza, accompagnati da note minerali, quasi sulfuree, nonché da sfumature di macchia mediterranea e spezia bianca. Un sorso slanciato ma non esile, saporito e persistente. Un Rosato buono ora ma capace di stupire in evoluzione. Sì, perché, nonostante io ami godere la maggior parte dei rosati italiani nella loro piena vitalità e freschezza, vi invito a credere nella "longevità" di alcune espressioni della tipologia, non mancheranno di stupirvi, specie tra il secondo e il terzo anno dall'imbottigliamento, quando ancora conserveranno sentori primari resi più complessi dall'evoluzione in vetro.

Feudo Pignatone Etna Rosso Doc 2020: è armonico, agile e saporito. Un vino fiero ma consapevole di non necessitare di sovrastruttura alcuna. Diretto e sicuro nel mostrare il "passaporto" e nel dichiarare la sua indubbia provenienza. Frutto maturo al punto giusto, fiore fine e lieve speziatura nera. Sorso longilineo, ma non scarno, lungo quanto basta ad arrivare al calice successivo, lasciando il palato sempre terso da un tannino leggero e la giusta quota ematico/minerale. Un Etna Rosso godibile ma non facile.

Feudo Pignatone “Davanti casa” Etna Rosso Doc 2020: è intenso, fiero, ritmato e vibrante, con una chiusura lunga tra ferro e sale. Un vino complesso e completo, ancora un po' sulle sue ma capace di far già intendere cosa vorrà fare "da grande". E' un assaggio in anteprima e così va trattato, per quanto la bottiglia si lasci bere con estrema piacevolezza tutt'ora. Eleganza prospettica per un vino che sa da dove viene e dove vuole andare, senza fretta ma con grande sicurezza.

nerello cappuccio nerello mascalese etna
Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio

La visione dell'enologo/produttore è palese e condivisibile: produrre vini dalla spiccata matrice territoriale, capaci di coniugare al meglio pienezza di frutto (è uno degli ultimi a raccogliere), agile dinamica di beva (l'altitudine e il peculiare pedoclima etneo permette di mantenere buona acidità pur raccogliendo a fine ottobre/inizio novembre), ricercando profondità e sapore, nel rispetto dell'identità strutturale e minerale etnea.

enologo vigne falsini

Oltre all'indubbia consapevolezza tecnica ciò che mi colpisce è la passione per l'Etna che Emiliano trasuda. C'è un profondo rispetto in questo progetto che parte dalla vigna e termina in calici privi di orpelli ed eccessi.

cantina falsini

Come accade da anni per alcuni suoi colleghi la scelta di immedesimarsi non solo tecnicamente ma anche imprenditorialmente nella figura del produttore (dalle proprie vigne) aumenta percettibilmente la sensibilità dell'enologo nei confronti del proprio lavoro e questo può migliorare notevolmente l'approccio da consulente per altre realtà. 

I suoli Etna vini

Le "sfide" di Emiliano Falsini sul vulcano, però, non si fermano qui! Insieme al noto produttore Giuseppe Russo e al cantiniere e vignaiolo Dante Pasqua ha, infatti, dato vita al progetto "I Suoli", nato dalla condivisione di esperienze e visioni, conoscenze e competenze che porteranno i vini di questo trio di amici enoici a produrre vini di sicuro interesse di cui vi parlerò con piacere in futuro.


F.S.R.

#WineIsSharing

mercoledì 17 novembre 2021

E' Ampelio Bucci il Vignaiolo FIVI dell'anno! Ritirerà il premio al Mercato Vini di Piacenza.

E' stato, è e sarà sempre un mentore con il quale confrontarsi e crescere enoicamente e umanamente parlando. Per me che sono nato in terra di Verdicchio è "semplicemente" il riferimento. Un Benchmark per un intera grande denominazione che a lui deve molto ma che ancora oggi non si rende pienamente conto di quanto il suo lavoro e il suo coraggio andassero assecondati maggiormente in termini di valorizzazione del territorio e del Verdicchio stesso, attraverso dinamiche orientate prettamente alla qualità.

Come avrete intuito dal titolo e dal comunicato che sta facendo il giro del web e delle testate enoiche, parlo di Ampelio Bucci, meritatamente consacrato vignaiolo FIVI dell'anno. Non un mero premio "alla carriera", bensì un riconoscimento del ruolo di esempio che Ampelio ha avuto, ha e avrà sempre per chi si approccia al mondo del vino puntando alla qualità con rispetto e consapevolezza, con saggezza e lungimiranza. Quando penso ai suoi vini non manco mai di far notare quanto siano in grado di essere al contempo classici e contemporanei, eleganti e mai anacronistici. Vini che trascendono le mode e attraverso il tempo e i tempi con fermezza e personalità tanto salde quanto mai ostentate. Io gli devo molto e non posso che essere estremamente lieto di vedere il suo pensare, il suo fare e il suo dire apprezzati anche dai suoi colleghi della FIVI.
ampelio bucci vignaiolo dell'anno fivi

Prima di lasciarvi al comunicato emesso dalla FIVI, tra i tanti pezzi scritti in questi anni in cui ho citato Ampelio e i suoi vini, condivido con piacere questo link https://www.wineblogroll.com/2019/07/villa-bucci-ampelio-verdicchio-2016.html.

Eccovi il C.S. della FIVI:
Ampelio Bucci è il Vignaiolo dell’anno per la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. Riceverà il premio intitolato a Leonildo Pieropan domenica 28 novembre 2021 nel corso del Mercato dei Vini a Piacenza Expo.
Ampelio Bucci inizia la sua storia dalle campagne marchigiane. Si sposta in città e scopre il mondo, mantenendo però radici ben salde nel suo territorio d’origine dove, dopo gli studi in economia, prende in mano l’azienda di famiglia portandola ai vertici della denominazione. La FIVI è nata e cresciuta anche grazie al suo esempio autorevole: Ampelio Bucci fa parte infatti di quel gruppetto di produttori visionari da cui più di dieci anni fa è nata la Federazione.
“Il Premio dedicato alla memoria di Leonildo in questa decima edizione del Mercato non poteva che andare al Vignaiolo che ha la vite nel nome - commenta la Presidente di FIVI Matilde Poggi - Ampelio Bucci è un maestro per tutti noi Vignaioli e un faro per il Verdicchio, sempre generoso a condividere le sue esperienze e ad aiutare anche i colleghi più piccoli. Tanti hanno imparato direttamente dalle sue parole uno stile che si manifesta nella qualità assoluta del vino per renderlo espressione autentica di un territorio e della sua storia”.
Docente di marketing ma avverso alle mode, Ampelio è portatore di un pensiero coerente che alle facili risposte preferisce le domande complesse. Un Vignaiolo che ama il confronto, che grazie alla sua proverbiale ironia porta l’interlocutore a superare i pregiudizi, a guardare le cose da punti di vista diversi, a mettere sempre in discussione le proprie convinzioni per prendere scelte consapevoli. 
La famiglia Bucci si occupa di agricoltura dal 1700 con produzioni sviluppate soprattutto nelle pianure di Ostra Vetere, di grano duro e tenero di prima qualità, mais, piselli, colture da seme. A partire dagli anni ’80, sulle colline dei Castelli di Jesi Ampelio Bucci sviluppa il settore vitivinicolo dell’azienda, credendo nel vitigno autoctono Verdicchio del quale seleziona cloni speciali, ricercando terreni fortemente calcarei e sviluppandone tutti gli aspetti di qualità per arrivare ai marchi Villa Bucci e Bucci Classico, con i quali ottiene i massimi riconoscimenti nazionali e internazionali.
Il premio ad Ampelio Bucci verrà consegnato durante la decima edizione del Mercato dei Vini di Piacenza."

Per maggiori informazioni sul Mercato dei vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI vi rimando al mio articolo: https://www.wineblogroll.com/mercato-vini-fivi-vignaioli-piacenza.


F.S.R.
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